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Il Jova Party di Cerveteri quattro mesi dopo. Fu vero disastro ambientale?

di Giovanni Zucconi

Il Jova Party di Cerveteri quattro mesi dopo. Fu vero disastro ambientale? –

Il Jova Party di Cerveteri quattro mesi dopo. Fu vero disastro ambientale?

Le ideologie sono sempre la scelta più comoda per chi non vuole ogni volta farsi il problema di valutare e decidere caso per caso. Nell’ideologia, come nella religione, si trova sempre la risposta pronta per ogni occasione. Qualunque essa sia. Se è no, è no sempre. Se è sì, è sì sempre. Per questo ho difficoltà a proporre questo articolo. Perché so che dovrò confrontarmi con un’ideologia e i suoi principi. Che condivido e sostengo fin da bambino. E con delle posizioni prettamente politiche, che per definizione è inutile tentare di controbattere.

Per questo mi domando perché provo comunque a scriverlo. E probabilmente se lo domanderà anche il mio Direttore. Ma ormai l’incipit è stato scritto, e bisogna andare avanti. Proverò a proporre una valutazione della vicenda del Jova Party a Cerveteri, e sottolineo solo a Cerveteri, depurata da un appiattimento ideologico e dalle posizioni politiche di convenienza. O per lo meno provare a valutarla con le corrette evidenze di questo specifico caso. Sottolineo di questo specifico caso. Cercando di evitare valutazioni preconcette e di carattere generale.

La vicenda è nota. Anche quest’anno è stata organizzato a Campo di Mare, a Cerveteri, un evento di rilevanza nazionale: il Jova Party. E, come per la volta precedente, le associazioni ambientaliste hanno giustamente fatto il loro lavoro. Hanno duramente criticato l’evento. Giudicandolo inopportuno sia per l’impatto sull’ambiente, che per motivi culturali. Riporto una dichiarazione del vicepresidente della Lipu Alessandro Polinori: “Oltre alla riflessione ambientale, sonora e di occupazione della spiaggia, non dobbiamo dimenticare l’impatto culturale: le spiagge non sono discoteche, ma ambienti delicatissimi in cui dovremmo entrare in punta di piedi”. Non ci sono state solo dichiarazioni, ma anche denunce. Un gruppo di volontari locali ha addirittura depositato una diffida alla procura di Civitavecchia, alla Capitaneria di porto, ai Carabinieri e a diversi Ministeri.

Il Jova Party di Cerveteri quattro mesi dopo. Fu vero disastro ambientale?

A queste posizioni, il WWF, che ha dato il suo benestare all’evento, controbatte: “Tutte le spiagge interessate dai concerti si trovano in aree fortemente antropizzate dove, quindi, l’impatto delle attività antropiche è purtroppo già molto forte. Ogni location è stata sottoposta a screening ambientale, una procedura finalizzata ad evidenziare le caratteristiche ecologiche del sito prescelto in termini di habitat e specie presenti, nonché i possibili impatti. Dalle attività di screening ambientale sono scaturite le prescrizioni per gli organizzatori.”.

A questo Polidori contro ribatte: “C’è differenza fra la balneazione quotidiana di 300 persone e la presenza di 50mila persone per due serate di seguito, danneggiando sia la flora che la fauna del luogo: da una parte c’è una compresenza fra umani e habitat, dall’altra abbiamo un’occupazione totale dello spazio

Chi ha ragione? La Lipu e una miriade di associazioni ambientaliste, o il WWF, che ha una posizione più pragmatica e meno massimalista? È sempre difficile e pericoloso schierarsi contro i principi. Si rischia sempre di aprire delle falle dove poi i malintenzionati di qualsiasi razza si possono incuneare e scorrazzare impunemente. Ma, a mio parere, qualche volta questo rischio bisogna correrlo. E, con le dovute cautele, conciliare i giusti principi con la necessità di dovere fare comunque delle cose.

Per questo, nel caso specifico del Jova Party di Cerveteri, mi sento più pragmatico e meno osservante dei pur sani principi che sono stati evidenziati dalle associazioni ambientaliste. E mi sento più vicino al WWF, Che comunque, ricordiamolo, non è esattamente un’associazione di palazzinari incalliti o di industriali inquinatori.

Quello che seguono sono i dati e le evidenze alla base della mia posizione. Che possono essere naturalmente contestati. Così come possono essere contestate le conclusioni.

Il Jova Party di Cerveteri quattro mesi dopo. Fu vero disastro ambientale?

Io partirei dalla figura, presa da Google Map. Sono evidenziate le aree più significative, che poi spiegheremo. Quello che appare evidente è che non stiamo parlando, come dice il WWF, di un’area incontaminata lontana da una qualsiasi antropizzazione. Banalmente stiamo parlando di una porzione di costa che dista 20 metri dalle prime case di una frazione, quella di Campo di Mare – Cerenova, dove vivono circa 8.000 persone. Più degli abitanti di Trevignano Romano e pari a quelli di Manziana, tanto per fare alcuni esempi.

Ma giustamente questo potrebbe non essere particolarmente significativo. La spiaggia oltre le case potrebbe essere benissimo un’oasi incontaminata. Lo è veramente? Vediamo di nuovo la foto. Stiamo parlando di un’area di un circa di un Km di lunghezza. La porzione segnata in rosso è quella che è stata coinvolta nel Jova party. Quelle gialle sono le aree regolarmente adibite a parcheggi. E nei fine settimane estivi sono sempre pieni di macchine. C’è addirittura una porzione di questi parcheggi che è mattonata e coperta, per rendere più comoda la sosta delle macchine. La foto di uno di questi parcheggi, scattata in una domenica qualsiasi di agosto, dovrebbe essere eloquente. In blu è evidenziato un rimessaggio di barche. Nella parte non segnata, quella proprio sul mare, in quel tratto, ci sono ben sei stabilimenti balneari. Aggiungo che anche l’area dove si è svolto il concerto negli anni passati è sempre stato, per una buona parte, un parcheggio di macchine. Pieno di buche ed enormi pozzanghere quando pioveva. Molto lontano dall’immaginario che lo vuole un luogo dove si potevano ammirare delle splendide e incontaminate dune.

Per ultimo vi segnalo la foto dell’area scattata pochi giorni fa. È evidente come la flora abbia ripreso velocemente tutti i suoi spazi, e che si sia cancellata quasi ogni traccia dell’evento.

Tutto qui. Senza addentrarmi in conclusioni personali. Quello che volevo fare era solo farvi ragionare su dei dati e delle evidenze che forse non erano ma stati esplicitati meglio prima. Poi ognuno potrà continuare a pensarla come prima. Ricordo solo che ci siamo limitati a considerare il Jova Party di Cerveteri, e non gli altri. E ci siamo limitati al solo tema dell’impatto ambientale. Qualsiasi altra considerazione politica o sulla bontà dell’organizzazione, è stata lasciata fuori.

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