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Il Giappone torna dopo 400 anni al castello di Santa Severa

Martedì 16 luglio nella conferenza stampa verranno illustrati gli importanti documenti che descrivono la visita del primo ambasciatore Hasekura Tsunenaga

Il Giappone torna dopo 400 anni al castello di Santa Severa-

Martedì 16 luglio alle ore 11.00 un ambasciatore giapponese (S.E. Mr. Nakamura) torna al castello di Santa Severa dopo 400 anni.

Nella conferenza stampa che si terrà nell’occasione, verranno illustrati gli importanti documenti dell’Archivio Segreto Vaticano che descrivono la visita del primo ambasciatore Hasekura Tsunenaga al Castello di Santa Severa ed altro ancora concernente lo storico avvenimento.

Saranno presenti il Sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei, l’ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede S.E. Signor Nakamura, Il direttore del Polo Museale Civico del Castello di Santa Severa, il Dott. Flavio Enei (nonché curatore ed ideatore dell’evento).

Presenti anche il Dott. Albino Ruberti, Capo di Gabinetto dell presidenza della Regione Lazio, il Presidente di Lazio Crea Luigi Pomponio, il Dott. Giuseppe Riccio,e la Dott.ssa Mariarosaria Gargiulo, entrambi Ricercatori presso l’Archivio Segreto Vaticano.

La missione di Hasekura Tsunenaga è la prima importante missione politico commerciale voluta dal Giappone per entrare ufficialmente in contatto con l’occidente.

Già nel 1585, tramite i missionari gesuiti, quattro giovani giapponesi di nobile famiglia avevano raggiunto Roma all’epoca di papa Gregorio XIII ma con obiettivi religiosi funzionali all’ordine ecclesiastico.

Con la missione di Hasekura inizia la prima vera apertura del Giappone verso l’Europa per stabilire relazioni commerciali permanenti, in particolare con la Spagna e il Portogallo del re Filippo III.

La proposta giapponese in sintesi riguardava la possibilità di instaurare contatti diretti e non più mediati tramite le Filippine. In cambio, in Giappone, sarebbe venuta meno la politica anticristiana e si sarebbe favorito l’insediamento di comunità religiose, francescane e gesuite. 

E’ il nobile feudatario signore di Sendai Date Masemune che nel 1613 invia il suo samurai Hasekura nella Nuova Spagna (Il Messico) dove il governatore locale lo riceve e ma lo invita a portare le istanze direttamente al re di Spagna.

E’ così che la missione attraversa un altro oceano per raggiunge l’Europa.

Anche l’’incontro con Filippo III re di Spagna fu interlocutorio e non risolutivo.

Forse proprio per questo motivo la missione fu costretta a proseguire verso Roma per avere udienza direttamente da papa Paolo V, colui che all’epoca, come i suoi predecessori, decideva la politica dell’Occidente tramite le bolle papali.

Il papa, tuttavia, su consiglio dei gesuiti, di fatto non concesse nulla ad Hasekura rimandandolo per la decisione finale di nuovo alla volontà del re spagnolo.

La missione fu un insuccesso in quanto Filippo III alla fine non fu disponibile alle richieste. Hasekura ripartì dalla Spagna verso il Giappone il 4 luglio 1616.

Il ritorno vide l’ambasciata raggiungere Acapulco e da lì arrivare a Manila nelle Filippine nel 1618 su una rotta inconsueta per l’epoca.

Nel frattempo la situazione in Giappone era cambiata e il cosiddetto “secolo cristiano” volgeva al suo termine con una nuova forte ostilità generale verso la nuova religione.

Per il rientro della missione, che era stata voluta per aprire verso l’occidente cristiano, i tempi non erano certo favorevoli. Soltanto nel 1620 Hasekura e compagni riuscirono a tornare in Giappone.

Una missione difficile e sfortunata, una grande coraggiosa avventura umana attraverso gli oceani.

Il Giappone torna dopo 400 anni al castello di Santa Severa
Il Giappone torna dopo 400 anni al castello di Santa Severa

Gli scopi dell’ambasceria non erano stati raggiunti ma l’avvenuto passaggio in Europa e in Italia del samurai, inviato da Date Masamune signore di Sendai, ha lasciato una traccia culturale importante, sulla scia della quale nei secoli si è continuato ad intrecciare le relazioni fino ai giorni nostri.

La missione di Hasekura Tsunenaga Rokuemon inizia il 28 ottobre 1613 dal porto di Tsuki no Ura presso la città di Sendai utilizzando una grande nave fatta costruire appositamente denominata Date maru.

Attraverso l’Oceano Pacifico la missione giunge ad Acapulco in Messico nel gennaio del 1614 e attraversato il paese Hasekura e il suo seguito di circa 30 persone, raggiungono l’Oceano Atlantico dove dalla “Nuova Spagna” ripartono nel mese di luglio verso l’Europa dal porto di Vera Cruz San Juan de Ulua imbarcati sul galeone spagnolo San Josepe. Il 5 ottobre 1614 giungono in Spagna a Sanlucar de Barrameda presso Siviglia dove vengono ricevuti con grandi onori. 

Raggiunta Madrid la delegazione viene accolta dal re Filippo III per poi ripartire da Barcellona verso l’Italia per incontrare a Roma “il re dell’Occidente” papa Paolo V.

Il 12 ottobre 1615 Hasekura e il suo seguito giungono in Liguria, forse a Savona o Genova, per ripartire con una nave della flotta di Carlo Doria verso il porto papale di Civitavecchia.

Il 24 ottobre, lo stesso giorno dell’arrivo a Civitavecchia avviene il trasferimento nel Castello di Santa Severa dove la missione viene accolta con grandi onori dagli emissari del papa che il giorno seguente provvedono al trasporto verso Roma dove avviene l’incontro con Paolo V in udienza privata.

“La sera s’arrivò a Santa Severa dove stava preparato la cena per ordine di sua Signoria Illustrissima con offitiali di Sua Santità, et alcuni servitori di Monsignor Commendatore di Santo Spirito; e prima d’arrivare dentro del castello sparò molti pezzi d’artigliaria e moschetti per segno dall’ellegrezza et honore; et entrati dentro furono ricevuti dalli ministri residenti in detto castello, alloggiati e banchettati sontuosamente con tutta la fameglia, procurando il Signor Flaminio Fontana, che faceva il foriere, di regalare l’Ambasciata e servire con tutta la sodisfatione possibile.

La mattina seguente a buon’hora doppo messa si partirono per Palidoro…” 

(da AA.VV, Japanese Historical Materials, Institute of Historical Compilation, Imperial University of Tokio, Part XII. Vol. XII, Tokyo 1909).

Il 29 ottobre ebbe luogo una “cavalcata” ufficiale per le vie della città di Roma fino a raggiungere la chiesa dell’Aracoeli e il vicino convento dove Hasekura resta ospite fino al 7 gennaio del 1616 quando inizia in lungo viaggio di ritorno verso il Giappone.

Flavio Enei

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