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Il 2 luglio 2004 le Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia diventano sito Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità

di Arnaldo Gioacchini *

Non dimentichi della fondamentale importanza di possedere, in particolare nella Necropoli della Banditaccia a Cerveteri ed in quella dei Monterozzi a Tarquinia (e non solo visto che la menzione dell’UNESCO cita in generale le necropoli delle due città etrusche e non entra nei dettagli dei nomi), un invidiatissimo e molto peculiare Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità si desidera elencare quanto correlato e correlabile in questo senso a ciò che ormai è da considerare, a tutti gli effetti, come parte integrante della storia moderna delle due città intessuta inscindibilmente con quella antica dei Rasenna ( gli Etruschi – ndr) . Per chi scrive aver partecipato e seguito moltissimo ed in prima persona e non certo da spettatore, tutto l’iter, Piano di Gestione incluso, per l’ottenimento per Cerveteri del Sito UNESCO è stato un impegno vuoi di alta professionalità che di più che importante arricchimento culturale ed umano vissuto in modo estremamente sinergico con altre Persone,  molte extra moenia, di grande spessore e qualità; una di quelle cose che, se capitano, capitano rarissimamente di “incontrarle” nella propria vita. Un qualcosa che si ricorda sempre con il massimo piacere e che si ricorda sempre come un grande onore venuto in sorte. In proposito, considerata anche la riattualizzazione del tema visto che l’anno scorso  furono doppiati i 19 anni  dall’investitura e quest’anno sono 20 gli anni, si ritiene utile riportare a seguire, in stretto ordine cronologico, gli accadimenti che, “in una splendida galoppata” hanno portato al raggiungimento di quello che è un indubbio ambitissimo riconoscimento di assoluto prestigio e rilevanza mondiale. Ecco la cronologia: Settembre 2002 nota informativa del  MIBAC ai Comuni di Cerveteri e Tarquinia, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, alla Provincia di Roma, alla Provincia di Viterbo e alla Regione Lazio nella quale si ipotizza la candidatura dell’Italia all’Unesco dell’anno 2003, ai fini dell’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, dell’Unicum Etrusco rappresentato dalla necropoli etrusche di Cerveteri e di Tarquinia. 12 Dicembre 2002 Conferenza di servizi indetta dal MIBAC in ordine alla candidatura del Sito”Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. 14 Gennaio 2003 istituzione dello speciale ufficio di staff del comune di Cerveteri per la Candidatura del Sito Unesco della Necropoli Monumentale della Banditaccia. 22 Gennaio 2003 delibera, da parte del Comune di Cerveteri, avente per oggetto: “Approvazione del documento d’intesa tra il Ministero Beni Culturali, Regione Lazio, Provincie di Roma e di Viterbo, Comuni di Cerveteri e Tarquinia per la candidatura ai fini dell’inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco delle Necropoli di Cerveteri e Tarquinia – Autorizzazione alla stipula del documento d’intesa del Rappresentante del Comune di Cerveteri”.

4 Febbraio 2003 firma, presso il MIBAC,del Protocollo d’Intesa per il Sito Unesco fra Stato, Regione, Province di Roma e Viterbo e Comuni di Cerveteri e Tarquinia. 15 maggio 2003 conclusione del “Concorso Internazionale per Idee per la Realizzazione del Parco Archeologico Cerite” indetto sulla base della legge della Regione Lazio n. 26 del 1999; il progetto vincitore verrà successivamente iscritto  nel Piano di Gestione del Sito Unesco. 23 Luglio 2003 prima ispezione dell’Unesco da parte del suo ispettore prof. Giora Solar tesoriere generale dell’I.C.O.M.O.S. (International Council on Monuments and Sites – che è il braccio operativo dell’UNESCO- ndr) che visita prima il museo ed ivi controlla sia i vari progetti concernenti le ristrutturazioni di Case Grifoni,della Legnara e del Granarone  che i tre progetti del Concorso Internazionale per Idee del Parco Archeologico Cerite risultanti ai primi tre posti; poi prosegue la visita alla Necropoli Monumentale della Banditaccia, alle “Tombe del Comune”, ai Grandi Tumuli, per concludere la giornata alla Rocca di Ceri. 18 Marzo 2004 seconda ispezione dell’ispettore Unesco prof. Solar che ricontrolla tutta la Necropoli della Banditaccia con particolare riferimento,in questo caso, alla Via degli Inferi, a seguire verifica i lavori, già in corso, presso le Case Grifoni, la Legnara ed il Granarone; nell’occasione tiene anche uno stage, presso la sala conferenze della biblioteca comunale, sulla gestione dei Siti UNESCO; prima di ripartire riceve tutta l’ampia documentazione fotografica (300 foto) trasferita su CD (realizzata tutta dal sottoscritto) delle sue due ispezioni (18 marzo incluso) e dei luoghi ispezionati cosa che gli fa estremamente piacere e che dice gli tornerà molto utile e la recherà con Lui a Parigi ( alla sede dell’UNESCO – ndr).

Il 2 Luglio 2004 il Comitato Esecutivo dell’U.N.E.S.C.O. (United  Nations Educational Scientific Cultural Organization) riunito a Suzhou  (Città Sito UNESCO  posizionata sul Fiume Azzurro in Cina e già visitata in passato da Marco Polo – una sorta di “Venezia fluviale” – ndr, proclama le Necropoli di Cerveteri di Tarquinia Sito Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità con la seguente menzione: “Le Necropoli di Cerveteri e Tarquinia rappresentano un capolavoro del genio creativo dell’uomo:  l’estensione delle pitture decorative di Tarquinia è eccezionale sia per le forme che per i contenuti poiché rivelano gli aspetti della vita, della morte e delle credenze religiose degli antichi Etruschi. Cerveteri presenta, nel contesto funerario, le stesse concezioni urbanistiche e architettoniche di una città antica. le due Necropoli costituiscono una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca, unica tipologia di civilizzazione urbana dell’Italia pre-romana. La descrizione della vita quotidiana, rappresentata sugli affreschi delle tombe, molti dei quali presenti nelle abitazioni etrusche, costituisce una testimonianza unica della scomparsa di questa cultura. Molte delle tombe di Tarquinia e di Cerveteri rappresentano le tipologie di costruzione che non esistono in nessuna altra forma. I cimiteri, progettati come le città etrusche, sono tra i più antichi della Regione”. Del prof. Solar, uomo coltissimo ma non estremamente loquace, che aveva effettuato anche ispezioni in slitta ed in mongolfiera! (anche se poi con lui stabilii un ottimo rapporto personale, per tutta una serie di motivi che non sto qui ad elencare,  tanto è vero che all’inizio della seconda ispezione fui l’unico che potei permettere di salutarlo addirittura abbracciandolo, cosa questa che destò una certa qual meraviglia nei presenti), il sottoscritto ricorda molto bene due sintetiche illuminanti frasi che mi disse nel corso delle ispezioni mentre stavo fotografando l’evento. La prima nella zona dei “Grandi Tumuli” quando guardando l’arcata d’ingresso di uno di essi disse rivolto verso di me che ero all’esterno oltre la soglia d’ingresso a fare le foto: “Colgo riscontri architettonici superiori a quelli di Creta!” (Una delle  principali “culle” della civiltà mediterranea!- ndr), una  cosa che detta da un fior di architetto come lui ed in quel ruolo “suonò” già come una mezza investitura.

La seconda mentre venivamo via dalla zona delle “Tombe del Comune”: “È una necropoli di immenso interesse che però se non si vede è come se non esistesse” (si riferiva specificatamente agli sfalci ed alla costante pulizia di tutto il pianoro della Banditaccia che, giustamente, secondo Lui andava fatta sempre e sistematicamente). Ora dopo 20 anni non tocca certo ad un tecnico trarre conclusioni e bilanci andando a croscollaterizzare “profitti e perdite”, sono valutazioni queste che chi scrive lascia volentieri agli altrui giudizi, di cui fondamentali sono quelli dei cittadini di Cerveteri e Tarquinia che hanno vissuto e vivono tale metamorfosi che sarà sempre in atto poiché i Siti Unesco non scadono mai( salvo cancellazione, per fatti molto gravi, dall’Unesco stesso) insieme alle valutazioni, anche queste affatto trascurabili (anzi), dei  turisti nella loro veste di  visitatori del Sito Unesco. Ci sono magari un paio di cose da dire a proposito di ulteriori fattibilità  le diciamo: Il prof. Solar auspicò  che anche tutto il resto del pianoro della Banditaccia, con particolare riferimento all’area dei Grandi Tumuli, fosse recintata vistone la totale grande importanza storico – archeologica; l’altra la realizzazione di un, non trascurabile, Parco Archeologico (altra cosa di cui parlò a fondo  l’ “illuminato” Solar); cosa anche quest’ultima di non facile realizzazione ma ancora in stallo. In fondo l’idea principe per realizzarlo già c’era ben 21 anni fa ( il 15 maggio 2003 infatti vi fu la chiusura dei verbali del Concorso Internazionale – come suddetto – con atti concreti regolarmente verbalizzati) con un lavoro importante fatto da una Commissione qualificatissima di cui facevano parte fior di studiosi e professionisti: (il famoso Prof. Giovanni Colonna titolare della cattedra di Etruscologia ed Archeologia Italica della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, la D.ssa Rita Cosentino  archeologa della Soprintendenza Archeologica responsabile della Zona Archeologica di Cerveteri e direttore del Museo Nazionale Cerite, l’ Arch. Luca Maggi dirigente capo della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Lazio, l’ Arch. Demetrio Carini dirigente capo dell’Assessorato Regionale Urbanistica e Casa della Regione Lazio, il Dott. Aldo Dominici dirigente capo dell’Assessorato Regionale all’Ambiente della Regione Lazio, la D.ssa Flaminia Santarelli dirigente capo dell’Assessorato Regionale alla Cultura della Regione Lazio e per il Comune di Cerveteri l’Arch. Alessandro Borgia in qualità di presidente della Commissione ed il sottoscritto Dott. Arnaldo Gioacchini in qualità di segretario della stessa). Ad maiora che, come è noto, tradotto dal latino significa letteralmente: “Verso cose più grandi”. Più grandi di un Patrimonio Mondiale dell’Umanità? Comunque, in generale, sarà dura per chiunque per qualsiasi cosa.

* Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale      

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