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Erasmus + , l’Europa dei giovani: un senso di unione oltre i confini

“Abbiamo avuto modo di confrontarci e conoscere diverse culture, abitudini, usanze e comportamenti differenti “

Erasmus + , l’Europa dei giovani: un senso di unione oltre i confini –

La città di Danzica in Polonia ha accolto l’I.C. ‘Corrado Melone’ rappresentato da alcuni studenti afferenti il progetto Erasmus ‘The Role of Education in Protecting Children and Women in Conflict’ dal 12 al 18 maggio 2019, che ha coinvolto 5 Nazioni: la Repubblica Ceca, la Romania, la Turchia, l’Italia e la stessa Polonia che ci ospitava.

“Lontano da casa, cambiare vita, essere felice, conoscere tante persone diverse …”, queste le prime parole dei nostri ragazzi appena scesi dall’aereo nell’aeroporto di Danzica. Questa è l’Europa! Giovani consapevoli di avere in comune con i loro compagni stranieri princìpi come la democrazia, l’apertura verso l’altro con un sorriso e tanta voglia di conoscere, apprendere, capire.

Quelle poche parole ci hanno resi orgogliosi della presenza di valori già insiti in ragazzi così giovani, valori che vediamo raramente applicati con altrettanta intensità altrove. Così è iniziata l’esperienza Erasmus, che si è protesa ed intensificata in tutto l’arco della settimana nella bella città polacca.

I nostri studenti hanno avuto un grande privilegio nel conoscere la storia millenaria della città situata sul bordo orientale della Baia di Danzica, nella parte meridionale del Mar Baltico. Seppur con frequenti acquazzoni ed una temperatura freddina, la settimana è stata solare, piena di attività interessanti, dalla visita al dipartimento che ha visto nascere il movimento Solidarnosc, sotto la guida dell’attivista politico Lech Walesa, a Westerplatte, luogo simbolo dello scoppio della seconda guerra mondiale, al campo di concentramento di Stutthof.

Molte emozioni sono state vissute dai nostri ragazzi in così pochi giorni e la loro partecipazione fattiva e sempre cordiale verso i loro compagni ha dimostrato una profonda maturità ed anche abilità nel relazionarsi in lingua inglese.

L’apprendimento interculturale è stato l’obiettivo raggiunto, oltre alla volontà di riuscire a vivere una ‘unione nella diversità’.

Vedere ragazzi di diverse nazionalità vivere, cooperare, lavorare, divertirsi insieme ha dimostrato una reale e condivisa comunanza di valori, vissuti spontaneamente e con semplicità. Crediamo più che mai che l’unione faccia la forza e che sia una lotta che tutti noi, adulti e giovani, dobbiamo fermamente portare avanti.

Erasmus + , l'Europa dei giovani: un senso di unione oltre i confini
Erasmus + , l’Europa dei giovani: un senso di unione oltre i confini

Auguriamo ai nostri piccoli studenti di essere sempre europei e di esserlo ancora di più domani.

Elisabetta Radicchi, Carmelina Di Girolamo e Massimo Malerba

La mattina del 12 maggio 2019, accompagnati dai professori Malerba, Radicchi e Di Girolamo, siamo partiti da Fiumicino alla volta della Polonia, più precisamente a Danzica dove saremmo stati ospitati dalle famiglie polacche per sette giorni: la durata del primo viaggio con studenti del progetto Erasmus. Insieme a noi, ospiti della scuola polacca, c’erano anche due scuole turche, una romena, una ceca e due insegnanti portoghesi; questi ultimi hanno vissuto il progetto con noi come ‘job shadowing’, testimoni ed osservatori delle attività proposte.

Il primo giorno siamo stati con le famiglie per riposarci dal viaggio ed ambientarci insieme a loro.

La mattina dopo, finalmente, con grande emozione, è cominciata questa nuova esperienza; ci siamo recati a scuola dove ci siamo presentati, abbiamo partecipato degli esperimenti di fisica, abbiamo pranzato ed abbiamo avuto un incontro interessante riguardante gli immigrati di nazionalità armena, l’avvocato che ha presieduto l’incontro, ha ampliato il concetto di ‘immigrato’ e, grazie ad una serie di slides, abbiamo conosciuto la realtà quotidiana di profughi siriani di origine armena.

Il martedì siamo andati al campo di concentramento di Stutthof, è stata un’esperienza interessante, ma anche molto triste.

Non siamo neppure riusciti a fare una foto. Il momento più toccante è stato quando ci hanno mostrato il cumulo di scarpe dei bambini deportati. In seguito abbiamo visitato Westerplatte, la prima località invasa dai tedeschi durante la seconda Guerra Mondiale.

Abbiamo pranzato allo stadio di Danzica, dove nel pomeriggio abbiamo fatto le ‘Escape Rooms’, un gioco a squadre.

Il mercoledì siamo andati al museo della seconda guerra mondiale e, dopo aver pranzato in un ristorante, abbiamo fatto un ‘city game’, che consiste nel trovare indizi sparsi in tutta la città per risolvere degli indovinelli.

Il giovedì abbiamo navigato sulle ‘Dragon Boats’: un tipo particolare di canoa a 20 posti a remo sul fiume Motlawa.

Tutti quanti abbiamo partecipato e ci siamo divertiti moltissimo.

Poi nel pomeriggio abbiamo avuto un altro incontro riguardante gli immigrati, tema prioritario del progetto Erasmus.

Venerdì, nell’ambito dell’Erasmus+ Day, abbiamo fatto un gioco: ogni nazione doveva scrivere delle parole nella propria lingua e le persone delle altre nazioni dovevano provare a leggerle.

Nel pomeriggio siamo tornati a scuola per fare una cena tutti insieme e festeggiare l’ultima sera. Infine siamo tornati a casa delle famiglie che ci ospitavano ed il giorno dopo siamo ripartiti per tornare a casa.

La struttura della scuola polacca era veramente bella e moderna, con moltissimi spazi dedicati ad usi specifici, come ad esempio le aule di lingua straniera, matematica, eccetera.

Possiamo senz’altro affermare di aver stretto bellissimi rapporti amichevoli anche con ragazzi più grandi di noi, provenienti da tanti paesi diversi e lontani dal nostro.

Abbiamo avuto modo di confrontarci e conoscere diverse culture, abitudini, usanze e comportamenti differenti.

Abbiamo vissuto un’esperienza molto importante e significativa, sia a livello culturale che personale ed abbiamo svolto molte attività interessanti e diverse dalla solita routine di casa.

Il sentimento che più di tutti ricorderemo sarà il senso di unione che abbiamo avuto noi trenta ragazzi dell’Erasmus, pur avendo età, abitudini diverse e pur provenendo da culture differenti. 

Anche se ci è mancata la nostra casa e la nostra famiglia, è un’esperienza che rifaremmo 1000 altre volte perché abbiamo trovato persone dal grande cuore ed i professori che ci hanno accompagnato non ci hanno fatti mai sentire soli. 

Gianmarco Nigro, Ariel Nesticò e Damian Imbrea

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