La criminologa: “Chiedo, pubblicamente, che vengano presi provvedimenti immediati e concreti”
di Linda Corsaletti
Continuano a verificarsi tragedie che, con strumenti adeguati, sarebbero state fortemente evitabili. E questo accade in un territorio in cui già cinque anni fa avevo pubblicamente parlato di emergenza suicidi, non come ipotesi astratta, ma come realtà concreta e urgente.
Insieme a uno dei maggiori esperti nazionali in materia abbiamo organizzato convegni, incontri di sensibilizzazione e momenti di formazione, con un unico obiettivo: fare prevenzione. Abbiamo spiegato l’importanza di istituire con urgenza un osservatorio su violenza e suicidio, uno strumento essenziale per:
monitorare il fenomeno in modo strutturato;
offrire sostegno e supporto psicologico alle famiglie delle vittime;
informare la cittadinanza sui segnali di allarme;
aiutare chi vive una sofferenza profonda a chiedere aiuto prima che sia troppo tardi.
Nonostante tutto questo, l’amministrazione comunale non ha mai messo in atto alcun intervento concreto che ci consentisse di operare realmente sul territorio.
Questa assenza di risposte istituzionali è stata – lo ribadisco con amarezza – uno dei motivi, tra molti altri, che mi ha spinta ad abbandonare definitivamente Cerveteri.
Oggi, di fronte all’ennesima tragedia, non è più accettabile limitarsi al cordoglio o allo sconcerto. La prevenzione non è un’opzione, è una responsabilità politica e sociale.
Un servizio gratuito di tutela dei cittadini, orientato alla prevenzione del disagio psichico, della violenza e del suicidio, avrebbe dovuto essere una priorità. Non lo è stato.
Chiedo quindi, pubblicamente, che vengano presi provvedimenti immediati e concreti.
Per rispetto delle vittime. Per tutela delle famiglie. Per il dovere che ogni amministrazione ha verso la propria comunità. Il silenzio, in questi casi, non è mai neutro.
E continuare a non agire significa, di fatto, continuare a perdere vite che si sarebbero potute salvare.









