«Ogni estate a Ladispoli si ripete la stessa situazione: in molte case l’acqua manca o arriva con una pressione insufficiente». Parte da questa constatazione l’intervento di Ladispoli Attiva, che torna a denunciare le criticità della rete idrica cittadina collegandole alle scelte urbanistiche dell’amministrazione.
«Quando ci opponiamo alla cementificazione e ai nuovi Piani Integrati non lo facciamo per principio. Lo facciamo perché ogni nuovo quartiere aumenta la richiesta di servizi essenziali, a partire dall’acqua», afferma il movimento.
Secondo Ladispoli Attiva, la questione era già nota e documentata. «Non è una nostra opinione: lo scrivono i documenti ufficiali della Variante al Piano Regolatore adottata nel 2019 da questa amministrazione».

Il movimento richiama quindi i dati contenuti nella Variante al PRG: «Nei mesi estivi, con circa 65.000 abitanti presenti, la disponibilità idrica è già insufficiente, fermandosi a 213 litri per abitante al giorno contro una media regionale di 256. Con la realizzazione della Variante al PRG e l’arrivo potenziale di circa 10.000 nuovi residenti, la disponibilità scenderebbe addirittura a 184 litri per abitante».
Per Ladispoli Attiva, gli stessi elaborati urbanistici riconoscono il problema. «L’approvvigionamento idrico è una criticità e ogni ulteriore sviluppo urbanistico dovrebbe essere accompagnato da adeguati investimenti sulla rete e sulle risorse idriche».
Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione comunale e ad ACEA: «Senza un piano condiviso con ACEA per potenziare la rete idrica, ogni estate rischierà di essere peggiore della precedente. Ladispoli ha bisogno di una pianificazione responsabile, non di altra cementificazione senza le infrastrutture necessarie».









