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Elena Gubetti: “Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno”

Prima parte di una lunga intervista al neo primo cittadino di Cerveteri

Elena Gubetti: “Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno”

di Giovanni Zucconi

Se c’è un tema che viene trattato sui social, e non solo, con superficialità, è sicuramente quello della raccolta differenziata dei rifiuti nel Comune di Cerveteri. Voglio precisare. Non affermo che si dicano cose di per sé sbagliate o non vere. Dico che il tema è spesso affrontato di pancia, e trascurando la complessità intrinseca di un servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Ma soprattutto si trascura, o addirittura si ignora, il reale obiettivo che sta alla base di questa tipologia di raccolta dei rifiuti. Mi spiego meglio. Per garantire strade pulite e un efficace smaltimento, non è certo necessaria una raccolta differenziata.

Forse è anche una soluzione inutilmente complessa per raggiungere quell’obiettivo. Basterebbe mettere tanti cassonetti per strada, che vengono svuotati due o tre volte al giorno, e avere a disposizione nelle vicinanze una capiente discarica puzzolente tipo Cupinoro. I mastelli fuori della porta, e i calendari di raccolta non sarebbero quindi necessari. Ma ricordo che tutti abbiamo duramente lottato per fare chiudere Cupinoro, e per non farci mettere sul nostro territorio altre discariche puzzolenti. Ma è evidente che se scegliamo i cassonetti, o una forma qualsiasi che non privilegi e ottimizzi la differenziazione, le discariche puzzolenti, e i loro costi, sono inevitabili. Da sottolineare che sarebbero inevitabili anche se la raccolta differenziata non fosse efficiente. Se non si superasse, per esempio, l’85-90% di rifiuti correttamente differenziati.

Elena Gubetti: "Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno"
Elena Gubetti: “Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno”

Questa premessa era necessaria per introdurre l’intervista che la Sindaca Elena Gubetti ci ha gentilmente concesso proprio per approfondire questo tema. È la chiave di lettura indispensabile per interpretare nel modo corretto le sue risposte.

Sindaca Gubetti, partiamo dalla constatazione che la critica più frequente che troviamo espressa dai cittadini sui social è quella sull’inadeguatezza della raccolta differenziata dei rifiuti. Lei come risponde a queste critiche?

“Rispondo con dei dati certi. Quando abbiamo iniziato la raccolta porta a porta, nel 2016, la raccolta di differenziata nel nostro comune era del 14%. Quindi, fino a quell’anno, Cerveteri produceva l’86% dei rifiuti che andava direttamente in discarica. Ad oggi, la raccolta differenziata è al 78%, Quindi mandiamo in discarica solo il 22%. Questo è un dato numerico, non è un’impressione. Che mi permette di affermare che l’idea funziona. Che il sistema funziona.”

Con benefici altrettanto tangibili?

“Certo. Abbiamo prima di tutto un enorme risparmio in termini ambientali. E in secondo luogo abbiamo benefici economici. Immaginiamo se avessimo ancora i cassonetti, e dovessimo ancora smaltire l’86% di rifiuti indifferenziati. Quanto costerebbe a tutta la collettività? Quindi questo sistema è efficace perché ha raggiunto l’obiettivo per cui è nato. Nasce per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, e i risultati sono indiscutibili.”

Ma non si può nascondere che esistano delle criticità. Spesso molto evidenti in alcune zone del nostro Comune

“È vero. Queste criticità esistono. Ed emergono particolarmente in alcune situazioni specifiche di determinati condomini. E non è una questione di condomini grandi o piccoli. Abbiamo condomini grandi anche a Cerveteri, ma non riscontriamo le stesse problematiche che si rilevano a Cerenova.”

Una soluzione bisogna comunque trovarla. Cosa state facendo per eliminare queste criticità?

“Quello che posso dire è che dove l’amministratore di condominio si è reso disponibile a collaborare e a trovare una soluzione, la soluzione si è sempre trovata e il problema si è superato. Dove invece l’amministratore di condominio se ne è lavato le mani perché riteneva che il problema non lo riguardasse, e che la raccolta differenziata fosse di esclusiva competenza del Comune, la soluzione non è stata trovata e la criticità è rimasta. Io questo l’ho detto anche ai cittadini che ho incontrato. Ho ribadito che devono chiedere ai loro amministratori, che vengono pagati per fare questo mestiere, di farsi carico del problema. Perché all’interno dell’area condominiale il problema non può essere del Comune. È il suo.”

Elena Gubetti: “Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno”

Elena Gubetti: "Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno"
Elena Gubetti: “Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno”

Che si fa quando l’amministratore non collabora come dovrebbe?

“Esiste sempre lo strumento coercitivo, cioè iniziare a fare controlli e sanzioni. In alcuni condomini siamo arrivati a risolvere il problema perché abbiamo fatto le sanzioni al condominio. Quando l’amministratore ha dovuto dire a tutti i condomini che avrebbero dovuto pagare una multa, chiaramente i condomini virtuosi non volevano pagare una sanzione a causa di chi si comportava male. E allora l’amministratore è venuto a bussare alla porta, e ha chiesto di trovare insieme una soluzione.”

Esiste un problema legato agli affitti in nero?

“Non credo che questo problema sia determinante. A Cerenova, per esempio potrebbe essere più un problema di seconde case, i cui proprietari non hanno ancora ritirati i mastelli, o di proprietari che hanno affittato e non hanno fatto trovare i mastelli agli inquilini.”

Cosa state facendo per ovviare a questo?

“Abbiamo incrociato i dati tra le utenze registrate come TARI e chi ha ritirato i mastelli. Abbiamo trovato molti utenti che non li avevano ritirati e quindi li abbiamo sollecitati. Incrociando i dati abbiamo anche trovato tantissime utenze sommerse, cioè mai registrate alla TARI. E a questi abbiamo chiesto cifre importanti. Noi possiamo colpire i proprietari che non pagano la TARI. Se poi questi affittano in nero, non possiamo saperlo. L’importante è che la TARI venga pagata, e che gli inquilini abbiamo a disposizione i mastelli.”

Quindi lei è portata ad affermare che il sistema della raccolta differenziata a Cerveteri tutto sommato funziona

“C’è sempre qualcosa da fare, perché c’è sempre da migliorare. Però non posso giudicare male un sistema che ci ha portato al 78% di raccolta differenziata. E in territorio così particolare come è quello di Cerveteri. Per cui io dico ai cittadini che se voi continuate a scrivere sui social che il sistema non funziona, state giustificando quelle persone che buttano i rifiuti per strada. “Non sono io che sporco, è il sistema che non funziona”. Mentre sono proprio loro che non funzionano. Non gli va di fare la raccolta differenziata, non hanno i mastelli, hanno l’affitto in nero, vengono solo il fine settimana? Non lo so. Capiamo quale è veramente il loro problema e troviamo la soluzione. Che sicuramente c’è. Ma non giustifichiamoli dando le colpe al sistema di raccolta”

Ci sono zone in cui il problema della raccolta dei rifiuti è oggettivamente più problematico che in altre. Faccio l’esempio che conosco meglio: il Villaggio Verde Azzurro, a Cerveteri

“Quello è un quartiere molto particolare, perché è anche abitato da “invisibili”. Ci sono anche case occupate. Naturalmente per la maggior parte è abitato da persone che espongono regolarmente i loro mastelli. Abbiamo provato più volte a risolvere le criticità con l’amministratore di condominio. Ma in quel caso è veramente difficile trovare una soluzione. Facciamo continuamente ripetuti interventi di pulizia straordinaria per alleviare la situazione. Ma non basta. Non serve neanche fare le sanzioni. Perché tanto non le pagano.”

Le faccio una domanda che sicuramente tutti vorrebbero fargliela. È vero che ci sono gli “zozzoni” che sporcano e creano discariche, ma poi perché nessuno raccoglie quello che buttano? Immagino che questa attività abbia dei costi supplementari. Ci può spiegare meglio perché non si ripulisce subito?

“Bisogna ricordare ai cittadini che l’appalto con la concessionaria non prevede la raccolta per strada dei rifiuti abbandonati. Prevede la raccolta porta a porta. Noi li paghiamo per quello. E loro questo lo fanno bene: vanno porta a porta e svuotano i mastelli. Nel capitolato erano previsti solo un certo numero di servizi durante l’anno di pulizie straordinarie del territorio”

Ma se c’è un sacchetto in giro, perché nessuno lo raccoglie?

“I sacchetti abbandonati vengono raccolti quotidianamente a seguito di un ordine di servizio. Ogni giorno l’Ufficio Ambiente riceve delle segnalazioni che provengono dai cittadini anche tramite l’URP, dalla Polizia locale o dalle Guardie Ecozoofile. E con queste compila un ordine di servizio per la raccolta di questi rifiuti abbandonati.”

Quindi invece di fare una probabilmente inutile segnalazione su Facebook bisognerebbe farla all’ufficio competente. Ma insisto. Perché l’operaio che fa la raccolta porta a porta, vede il sacchetto e non lo raccoglie? Perché ha bisogno dell’ordine di servizio?

“Per il semplice motivo che se lui sta raccogliendo, per esempio il giovedì, la plastica, nel furgone lui può avere solo plastica. Se raccoglie quel sacchetto di indifferenziata mi va a inquinare tutta quella raccolta. Quindi per la raccolta di quel sacchetto deve uscire un camioncino ad hoc.”

Mi diceva che questi servizi sono quotidiani

“Si, sono quotidiani e devono essere tracciati. Perché poi vengono pagati a parte”

Quanto costa alla comunità questa raccolta straordinaria causata dagli “zozzoni”?

“Siamo nell’ordine sicuramente di più di 50.000 euro l’anno. Solo di raccolte straordinarie. No, non è assolutamente poco. Soprattutto se si pensa che quanto raccolto va come indifferenziato. Quindi ci costa tanto anche di smaltimento, oltre che di raccolta straordinaria che diamo all’azienda. È un danno per tutti che si fa fatica a comprendere.”

I cittadini chiedono più telecamere e più attività di repressione

Elena Gubetti: "Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno"
Elena Gubetti: “Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno”

“Le telecamere ci sono. Ce ne sono dieci su tutto il territorio. Hanno una loro efficacia, soprattutto come deterrente. Ma non sono sempre una vera soluzione come si pensa. Per esempio, le abbiamo messe nei pressi di alcuni condomini dove ci sono questi abbandoni, in via Felsina e via Marcigliana per citarne qualcuno. Abbiamo anche ripreso chi buttava i sacchetti. Ma erano a piedi, e quindi non li abbiamo potuto identificare come quando li becchiamo in macchina. Purtroppo, è quasi impossibile identificare chi scende da un condominio con il sacchetto, e lo lascia lì. Abbiamo chiesto ai Carabinieri se ci aiutano, e se hanno la possibilità in qualche modo di identificarli. Abbiamo anche pensato di organizzare delle ronde in borghese in quelle zone. Nelle zone di campagna, dove arrivano con la macchina le telecamere funzionano di più. Infatti, in quel caso, gli abbandoni sono diminuiti. Purtroppo, questo è un fenomeno culturale. Molte strade in uscita dalle città e dai paesi sono in queste condizioni. Per debellarlo dovremmo cambiare la mentalità delle persone.”

Elena Gubetti: “Solo per la raccolta straordinaria dei sacchetti lasciati per strada il Comune spende più di 50.000 euro l’anno”

Mi conferma che questi abbandoni avvengono sempre negli stessi posti?

“Si, avvengono quasi sempre negli stessi posti”

Ma allora non sarebbe facile stroncare questo fenomeno una volta per tutte?

“In teoria, si. Nella pratica non è così semplice. Rifaccio l’esempio del Villaggio verde Azzurro. Lì abbiamo tenuto per tantissimo tempo le telecamere. Abbiamo fatto molte sanzioni, che però nessuno ha mai pagato. Anche perché in molti risultano nullatenenti. Quindi non gli puoi fare niente. Un altro esempio sono la via di Zambra, Via del Bagolaro o via di Casetta Mattei. Dove abbiamo messo spesso le telecamere, e dove abbiamo fatto molte sanzioni. Per un po’ di tempo rimane pulito. Ma poi inevitabilmente le discariche ritornano. Bisogna cambiare la mentalità. Non bastano le sanzioni”

Abbiamo concluso l’intervista. Vuole aggiungere qualcosa?

“Vorrei ringraziare i cittadini di Cerveteri perché i grandi risultati che abbiamo ottenuti in termini di aumento della percentuale di raccolta differenziata li dobbiamo soprattutto a loro. Riconosco che per loro è un impegno fare bene questa tipologia di raccolta. È quindi è grazie a loro, e al loro impegno, che siamo arrivati al 78% di differenziata o, per esempio, che abbiamo incassato circa 300.000 euro dalla raccolta della plastica.”

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