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Detenuto evade dal carcere di Rebibbia, si tratterebbe di un 41enne residente a Cerveteri

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Detenuto evade dal carcere di Rebibbia, si tratterebbe di un 41enne residente a Cerveteri

Un detenuto – secondo quanto riportato da le agenzie di stampa – è evaso dal carcere di Rebibbia a Roma. Secondo quanto si è appreso, l’allarme è scattato intorno alle 17 e sono state avviate battute di ricerche delle forze dell’ordine ad ampio raggio. Sembrerebbe che sia riuscito a scavalcare la recinzione della casa circondariale lato via Bartolo Longo

Dalle prime informazioni, sembra si tratti di un uomo italiano di 41 anni. Come riportato dal quotidiano leggo si tratterebbe di un uomo originario di Cerveteri.

Qui il comunicato del sindacato UILPA Polizia Penitenziaria che torna a lanciare l’allarme sull’emergenza carceri:

“L’allarme è scattato verso le ore 16.10 odierne dalla sala operativa della Casa di Reclusione romana di Rebibbia, da dove un detenuto italiano è riuscito a evadere. Immediatamente sono state avviate le ricerche. Non è ancora chiara la dinamica dell’evento, ma di nuovo mette a nudo l’emergenza penitenziaria che si combatte quotidianamente su più fronti e per la cui risoluzione sono indispensabili interventi urgenti, tangibili e incisivi”.

Detenuto evade dal carcere di Rebibbia, si tratterebbe di un 41enne di Cerveteri
Detenuto evade dal carcere di Rebibbia, si tratterebbe di un 41enne di Cerveteri

A commentare una nuova evasione dalle carceri italiane è Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria. De Fazio spiega: “come abbiamo denunciato più volte, l’emergenza connessa alla pandemia da coronavirus nelle carceri, caratterizzata anche dalle rivolte del marzo dello scorso anno, si è andata a sommare all’emergenza preesistente da tempi remoti e fatta di inefficienze strutturali, carenze e inattualità tecnologiche, deficit organizzativi e, soprattutto, dell’inadeguatezza delle dotazioni organiche della Polizia penitenziaria che, secondo uno studio condotto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ammonta a oltre 17mila unità. Se a questo si assommano le assenze dal servizio per Covid-19 e per isolamento precauzionale, è di tutta evidenza che se il sistema ancora in qualche misura regge, senza andare esattamente in frantumi, lo si deve solo al diuturno ed encomiabile sacrificio individuale di ciascun operatore, delle diverse professionalità”.

“Solo pochi giorni fa, peraltro, – prosegue il Segretario della UILPA PP – avevamo commentato l’atto di programmazione per l’anno 2021 e per il triennio 2021-2023 predisposto dal Capo del DAP Petralia e che, fra l’altro, prevede appunto il rafforzamento dell’ordine e della sicurezza delle strutture penitenziarie, l’ammodernamento tecnologico, l’ampliamento delle dotazioni organiche della Polizia penitenziaria e il potenziamento dell’equipaggiamento, invocando concretezza e rapidità”.

“In esito a quest’ennesimo evento negativo che ancora una volta evidenzia le falle del sistema carcerario – conclude De Fazio –, le quali evidentemente compromettono la validità di tutto il processo di esecuzione penale, non possiamo che chiedere nuovamente alla politica, che appare più impegnata in logiche di spartizione e guerre di potere, e al Governo, qualunque esso sia, misure eccezionali per sostenere le carceri e coloro che vi operano, i quali da troppi anni conducono senza adeguato supporto una battaglia aperta su più fronti, non solo quello sanitario”.

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