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Dal governo di transizione al governo di mediazione

“Nella Lega vi sono molti ormai che ritengono terminata questa esperienza di governo, considerando troppo alti i costi elettorali “

di Francesco Maria Provenzano

Dal governo di transizione al governo di mediazione-

In un quadro così instabile, una crisi di Governo è alle porte, ciò è dovuto alle forti tensioni e contraddizioni fra le forze politiche  della maggioranza che ci sono state e continuano ad esserci fra i due ministri Di Maio e Salvini, i quali invece di intraprendere una organica collaborazione per prendere e assumere decisioni da continuano a litigare.

Mercoledì 24 scorso dopo l’informativa in Aula del Senato del Premier Conte  sono emerse forti divisioni nel Governo, offrendoci uno scenario imprevisto in cui i senatori del M5S  sono usciti dall’aula durante l’intervento  del presidente del Consiglio Conte e lo stesso è avvenuto alla Camera dove il suo presidente Fico esce anche lui per non votare una legge che contesta.

Questo episodio ha messo  la parola fine alla figura di mediazione di Conte. 

Dopo tali episodi nella Lega vi sono molti ormai che ritengono terminata questa esperienza di governo considerando troppo alti i costi elettorali che pagherebbero rimanendo in questo esecutivo e quindi sono fautori di una resa dei conti.

Dal governo di transizione al governo di mediazione
Dal governo di transizione al governo di mediazione

A questo punto per evitare il ricorso alle urne si pensa alla nascita di un futuro Governo di mediazione, con l’esclusione dei 5 Stelle; ci sarà poi da vedere però il ruolo e il peso politico che Salvini  possa dare e avere in quell’eventuale Governo.

Prendo atto che ormai questo esecutivo è giunto al capolinea e le cause sono dovute alle contraddizioni tra Lega e M5s, ma anche alle profonde divisioni all’interno dei 5 Stelle.

Degno di nota, oggi si registra che il nemico di Matteo Salvini è Giovanni Tria, e lo si  accusa che la sua colpa è quella di aver promesso di tagliare un po’ di tasse, rispettando le regole europee. 

Ma Salvini da mesi sbandiera ai quattro venti la flat tax  da 10 miliardi di euro e attacca il ministro dell’economia dicendo: “Se pensa di fare una manovra economica da robetta non sarà il nostro ministro”.

Ma questa del leader della Lega non è certamente la panacea che guarirà e che non risolverà i veri problemi e i mali del nostro Paese.

Mentre il vero problema di questo Governo sarà la manovra economica sulla legge di bilancio di settembre, che sarà il vero banco di prova di questo esecutivo.

Non voglio essere Cassandra ma questo Governo che definisco bicefalo, fino ad oggi ha  fatto solo promesse elettorali che non sono state realizzate, e credo che per gli italiani si prevedono tempi duri  con lacrime e sangue.

 
                    

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