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Dal 2026 l’Intelligenza Artificiale suggerirà ai medici di base le diagnosi e le prescrizioni degli esami e dei medicinali





di Giovanni Zucconi

Anche se lavoro in una Direzione Tecnologie IT e Innovazione, non mi fa impazzire l’idea di un mondo dominato da una tecnologia pervasiva e “sfuggente” come quella dell’Intelligenza Artificiale. Ma sono sempre stato convinto che avremo benefici immensi adottando l’AI in ambito sanitario. I campi di utilizzo dell’intelligenza artificiale in medicina saranno soprattutto quelli dell’ausilio nelle diagnosi e nelle cure personalizzate.

Qualcuno può storcere il naso. “Mi dovrei fare visitare da una macchina? Meglio il mio dottore…”. “Vuoi mettere il mio medico che mi conosce da anni, e sa tutto di me?”.

Obiezioni ragionevoli. Ma se vi dicessi che la “macchina” ha letto il vostro Fascicolo Sanitario Elettronico, e quindi conosce tutte le vostre analisi, le vostre indagini diagnostiche e i farmaci che vi hanno prescritto o che avete comprato? E se vi dicessi che la “macchina” potrebbe “leggere” tutti i libri di medicina di tutte le università del mondo, tutte le relazioni di tutti i convegni medici svolti in tutto il mondo e tutte le cartelle cliniche di tutti i pazienti di tutti gli ospedali del mondo? Cambiereste idea? Io credo di sì. Poi non si tratterebbe, almeno all’inizio di sostituire i medici. Ma di affiancarli. Per fornirgli delle indicazioni che loro potrebbero, per un motivo qualsiasi, non prendere in considerazione. In questo modo diminuirebbe sicuramente la possibilità di scambiare un sintomo per un altro. Una malattia per un’altra. Soprattutto nei casi di malattie rare o poco frequenti.

Dal 2026 l’Intelligenza Artificiale suggerirà ai medici di base le diagnosi e le prescrizioni degli esami e dei medicinali
Dal 2026 l’Intelligenza Artificiale suggerirà ai medici di base le diagnosi e le prescrizioni degli esami e dei medicinali

Diminuirebbe la possibilità di prescrivere, per errore, dei farmaci incompatibili con la propria situazione sanitaria. Mentre aumenterebbe la capacità di prevenire malattie importanti che si manifestano con sintomi trascurati, o che possono essere scambiati per altro. Non so se vi ho convinto, ma comunque il dado è ormai tratto, e non si potrà più tornare indietro. Il Ministero della Salute, tramite la sua agenzia AGENAS, ha recentemente emesso un bando di gara, finanziata con i fondi del PNRR, per la realizzazione di una
“Piattaforma di Intelligenza Artificiale a supporto dell’assistenza sanitaria primaria”.

Di cosa si tratta? Di una piattaforma di Intelligenza Artificiale che verrà utilizzata dai medici di base per aiutarli nel loro lavoro. In particolare, il bando chiede cha la piattaforma possa aiutare il medico “nella attività di diagnosi di base e nella successiva indicazione del percorso terapeutico di cura più appropriato, in un’ottica di medicina personalizzata”.
Tenendo, cioè, conto della storia clinica del paziente. Ma non solo. La piattaforma dovrà anche aiutare il medico di base “nel monitoraggio del paziente affetto da patologie croniche”, e nelle “attività relative alla prevenzione e alla promozione della salute”. Quindi saranno potenziati i progetti di prevenzione individuale che ci sono assegnati dai nostri medici.

I tempi per la messa a disposizione della piattaforma a tutti i medici di base non sono brevissimi. Nel 2026 si svolgerà una fase di sperimentazione che coinvolgerà solo 1.500
operatori sanitari. Per poi estendere l’uso della piattaforma a tutti i medici di famiglia, nel caso la sperimentazione abbia successo.