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“Da mesi siamo senza lavoro”: i dipendenti Ama in protesta

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Tra loro anche Andrea Di Franco di Ladispoli

“Da mesi siamo senza lavoro”: i dipendenti Ama in protesta-

Da vent’anni si occupano della raccolta differenziata per le utenze non domestiche nella Capitale. Ma ora il loro lavoro e soprattutto il loro futuro è messo in serio pericolo. E così hanno deciso di protestare ogni qual volta sene presenti occasione per rivendicare il loro diritto al lavoro. Sono i dipendenti Und Multiservizi che si occupa del servizio raccolta differenziata delle utenze non domestiche di Roma Capitale: 270 lavoratori. Da quando la Multiservizi dell’Ama ha assorbito il compito, i lavoratori, fino a quel giorno impiegati nelle varie cooperative, che di volta in voltasi sono succedute, assorbendo il personale già attivo, ha deciso di non proseguire la ‘tradizione’. E così per loro sono scattati gli ammortizzatori sociali. E in periodo di covid-19, in particolar modo, quella ad essere scattata è la cassa integrazione dedicata all’emergenza sanitaria che, purtroppo, ad oggi, non ha portato nemmeno un euro nelle loro tasche.E ieri hanno deciso di incatenarsi alla sede della municipalizzata in via Calderon de la Barca, in zona Eur Laurentina, per protestare contro i licenziamenti. Tra loro c’è anche il ladispolano Andrea Di Franco. «L’azienda (l’Ama, ndr) non è assolutamente in grado di svolgere questo servizio – ha spiegato – sia in termini di organico (non ha abbastanza personale) sia in termini di gestione».

E per Di Franco ne sono una prova tangibile, i rifiuti che ormai hanno letteralmente sommerso la Capitale. Per i lavoratori la soluzione per porre rimedio a questa agonia ci sarebbe: la Capitale è suddivisa in municipi all’interno dei quali operano altre ditte che si occupano dello stesso servizio in cui sono specializzati i 270 lavoratori lasciati a casa. Si potrebbe dunque pensare di riassumerli all’interno di queste ditte grazie al mutuo soccorso. Ma a quanto pare, l’Amasi rifiuterebbe di pagare il costo del personale alle ditte interessate che di conseguenza non assumono. Altra soluzione prospettata sarebbe l’assunzione diretta in Ama. Ma anche qui dal canto suo l’Ama avrebbe dato disponibilità ad assumere solo 50 dei 270 interessati, mentre per gli altri si aprirebbe la via del piano assunzionale che prevede la partecipazione a un concorso che però non darebbe garanzia a chi lavora da 20 anni nel settore di essere assunto. «Se al concorso partecipassi io ad esempio – ha spiegato Di Franco – che da 20 anni lavoro in questo servizio, e allo stesso tempo partecipasse anche un’altra persona con un determinato Isee e con figli a carico, a essere escluso sarei io perché lui avrebbe la priorità». E il problema dei lavoratori Und Multiservizi va a incidere notevolmente anche con le donne che prestavano servizio nei mercati. «Loro – ha spiegato il ladispolano – si occupavano di farci  trovare i cassonetti del mercato già pronti per lo scarico. Oggi anche loro (sono all’incirca 40)non hanno più un lavoro».Dall’azienda intanto nessuna risposta positiva. Comune e Ama«fanno a scaricabarile». Quella di ieri non è la sola manifestazione intrapresa. «Sono 20 volte che scendiamo in piazza – hanno spiegato anche all’Adnkronos altre dipendenti della Und Multiservizi – quattro mesi che non vediamo un centesimo e tante persone fanno fatica anche a mettere benzina per andare a protestare». Oltre 200 famiglie impossibilitate anche a chiedere il blocco del mutuo in banca perché in un limbo. I licenziamenti sono congelati, la cassa integrazione non arriva e forse non arriverà mai perché per attivarla c’è bisogno di una azienda che ne attesti l’utilizzo. E in tutto questo, purtroppo, «nessuno ci ascolta».

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