Intervista esclusiva ad Alessio Pascucci: Battafarano fuori da Governo Civico, il problema condoni e l’ipotesi ricandidatura
di Giorgio Ripani
Intervistare Alessio Pascucci è sempre molto interessante, ma, in questa situazione, ancor di più. Infatti, era doveroso alzare la cornetta e sentire cosa avesse da dire colui che, a detta di molti, è il regista – ironia della sorte, sua attuale professione – della crisi di governo in atto a Cerveteri. Ripercorriamo brevemente l’accaduto: Governo Civico, movimento di cui è segretario, si è sganciato dalla maggioranza innescando così una crisi politica. Dopo poche ore, si è tenuto un Consiglio Comunale incandescente nel corso del quale tutti hanno detto tutto…tutto e niente (qui i dettagli).
Ora, vorrei evitare lungaggini vista la mole importante dell’intervista, ma vi avviso che, forse, potremmo tutti aver sopravvalutato il peso politico dell’ex Primo Cittadino o, forse, se l’è cavata di nuovo, ridimensionandosi e assestando qualche colpo a bersagli ben precisi. Sicuramente, come suo solito, non si è tirato indietro e ha regolato qualche conto che gli era rimasto in sospeso. Tuttavia, è meglio non aggiungere altro e lasciare che ognuno di noi sia libero di elaborare un giudizio personale.

Qual è la posizione di Alessio Pascucci rispetto all’uscita di Governo Civico dalla maggioranza?
“Non esiste una posizione mia personale. Sono il segretario di Governo Civico, ogni azione è concordata con la segreteria. Ovviamente, condivido la posizione presa al 100%”.
Una caduta dell’amministrazione sarebbe veramente deleteria per la città.
“Il commissariamento è sempre una iattura perché significa che il lavoro a cui abbiamo dedicato energie e attenzione, confermato dal voto popolare, viene interrotto. Come abbiamo detto in tutte le riunioni che ci sono state da 5 mesi a questa parte, l’ultima cosa che Governo Civico vuole è che l’amministrazione vada a casa”.
Questo appoggio esterno suona come un ricatto politico, cosa vuole Governo Civico?
“In realtà sono mesi che parliamo con la Sindaca e manifestiamo il nostro malcontento. Resto sorpreso dalle parole di Elena Gubetti: dice di non sapere quale siano i problemi e parla di ricatto politico. Strano perché negli ultimi mesi ci sono stati numerosissimi incontri durante i quali abbiamo indicato i problemi e, come è nostra consuetudine, proposto delle soluzioni. Abbiamo ricevuto soltanto una netta chiusura. Non condividiamo come si sta governando Cerveteri. Non condividiamo come l’amministrazione stia portato avanti obiettivi sui quali lavoriamo da anni. Non ci piace per niente questo approccio alla politica e alla condivisione delle scelte, che è completamente diverso da quello che abbiamo costruito in questi 21 anni. La nuova macchina amministrativa è stata organizzata malissimo e su molti dei progetti che questa amministrazione ha ereditato non sono state date le risposte giuste. Sono mesi che sollecitiamo la Gubetti e otteniamo soltanto un atteggiamento schiacciato sullo status quo, come se vivesse in un’altra città. Abbiamo proposto forti cambiamenti, necessari al raggiungimento degli obiettivi. Ma se tutto resta immutato, come sembra accadrà, non ci sentiamo di far parte di questa squadra o di sostenere alcune scelte”.
Tipo?
“Non c’è un tema specifico su cui ci siamo scontrati. L’obiettivo è che gli argomenti chiave per la città tornino al centro dell’azione di governo e che ci sia modo di portare avanti insieme battaglie che abbiamo iniziato”.
“Vuole qualche esempio? Il modo in cui è stata gestita la questione dei condoni di Campo di Mare è inaccettabile dal primo all’ultimo giorno. Ci abbiamo lavorato per 12 anni senza sosta risolvendo un’ingiustizia che i cittadini subivano da sessant’anni. Non possiamo accettare che la macchina amministrativa fagociti la politica e che l’iter venga deciso da persone arrivate alla fine e che neanche si sono lette le carte precedenti. Abbiamo fatto perdere tempo alla città e siamo atterrati su un obiettivo diverso da quello previsto. Ma anche sulle questioni più apparentemente marginali, come il capodanno, non c’è mai stata condivisione”.
Eppure, almeno dall’esterno, sembrava andasse tutto bene.
“Evidentemente lei incontra cittadini diversi da quelli che incontro io”.
A parte gli umori della città, io sento anche quello che viene detto in consiglio, confermato poi dai voti che i consiglieri hanno espresso nel corso delle sedute
“Siamo sempre stati responsabili. E non cambieremo ora. Abbiamo iniziato a presentare insofferenze dal 2023 e siamo stati ancora più chiari all’inizio del 2024. Anche il Partito Democratico ha iniziato incontri bilaterali con noi perché, a detta dei loro massimi esponenti locali, non funzionava niente. C’eravamo noi, il PD e altre forze. Tutti in disaccordo con la sindaca e preoccupati per le sorti della città. Noi siamo coerenti, se una cosa non ci sta bene, lo diciamo. Non cambiamo idea in vista delle europee. Ci sono stati tanti incontri, ma, come si dice, i panni sporchi si lavano in famiglia. Prima abbiamo manifestato malcontento alla Sindaca, poi dentro l’amministrazione. Chi dice di essere stato tenuto all’oscuro probabilmente mente o non capisce. Quando poi abbiamo capito che le risposte erano di totale chiusura e nessun confronto, abbiamo preferito andare da un’altra parte. Ma, mi creda, abbiamo proposto mille mediazioni. Ma dalla sindaca abbiamo ricevuto soltanto prese in giro. Se non condividiamo un progetto e non possiamo cambiarlo, almeno non vogliamo essere complici”.
Quindi cosa bisogna fare?
“Questa amministrazione ha bisogno di una riorganizzazione. Bisogna azzerare completamente la squadra di governo attuale, bisogna che la sindaca non deleghi ai funzionari le scelte di governo, bisogna ridimensionare alcune persone della macchina amministrativa. Siamo quasi alla metà del mandato, ed è necessario portare avanti una serie di progettualità con una posizione condivisa da tutti. Ma mi faccia essere più chiaro: la crisi non è finalizzata a mandare a casa l’amministrazione. Vogliamo soltanto una squadra nuova che abbia un approccio diverso. È stata la sindaca la prima a lamentarsi la scorsa estate della sua squadra. Cambiamola pertanto. Non cambia niente? Allora noi non saremo nell’esecutivo. Ovviamente sosterremo tutto quello che è scritto nel programma elettorale, non facendo mai mancare la nostra presenza. In queste ore i consiglieri di governo civico hanno convocato e partecipato alle commissioni e al consiglio comunale. Siamo responsabili, l’ho già detto. Lo siamo sempre stati”.
Parla di progetti su cui l’amministrazione si è rilassata, l’assessore ai lavori pubblici però era di Governo Civico.
“L’assessore ai lavori pubblici è uno degli assessori che si è lamentato di più in questi due anni. Non è stato messo nelle condizioni di lavorare da questioni amministrative non create da lui. Spesso si è trovato decisioni prese nel suo settore di competenza a sua insaputa. O, peggio, si è trovato altri assessori che invadevano, con la complicità del sindaco, le aree di riferimento della sua delega. Una cosa inaccettabile. Matteo Luchetti, uno dei fondatori di Governo Civico e forse uno di quelli che più di tutti si è battuto per la candidatura e l’elezione di Elena Gubetti, si è dimesso dopo aver presentato lamentele per tanto tempo e la risposta era che andava tutto bene. Mi sembra una scelta di grande responsabilità nei confronti della città e di denuncia di una situazione drammatica. Ricordo che era stato eletto tra i consiglieri più votati della città e che si è dimesso per fare l’assessore. Poteva restare al suo posto, come hanno fatto altri”.
Come ha fatto il vicesindaco Federica Battafarano, ad esempio.
“Chi non ha sottoscritto il documento di Governo Civico, è fuori. Vale per i consiglieri e per gli assessori. La domanda pertanto sulla Battafarano non va posta a me. Io parlo solo delle persone che fanno tuttora parte di Governo Civico”.
Dal Consiglio Comunale sono arrivate accuse neanche troppo velate che la vorrebbero come l’architetto di questa operazione. Quanto c’è di vero? Sta pensando a una possibile ricandidatura a Cerveteri?
“Penso di aver già spiegato di aver finito la mia esperienza come sindaco di Cerveteri. Quando ho scelto di fare il consigliere comunale di opposizione a Ladispoli, essendo stato eletto anche a Cerveteri, ho fatto una scelta chiara. Tutti sanno che se fossi rimasto a Cerveteri oggi sarei il Presidente del Consiglio comunale”.
“Se ci fosse un’elezione, cosa che io scongiuro, probabilmente non mi candiderei neanche a fare il consigliere comunale. Non perché voglio far venir meno il mio impegno per la città, che continua. Ma perché credo che ci sia una nuova classe dirigente preparata, dentro a Governo Civico, pronta ad affrontare le sfide del futuro. Peraltro, dal 28 di aprile sono a Fabriano, nelle Marche, a girare il mio primo film dopo che lo scorso anno ho realizzato il mio primo documentario per la Rai. Ho intrapreso una vita diversa che consente uno spazio alla politica, ma non più totalizzante. Peraltro, tutta questa crisi si è conclusa mentre io non ero a Cerveteri e non ho ancora avuto modo di ascoltare il consiglio comunale scorso. So che il giovane, ma già vecchio, consigliere Federico Salamone mi ha attaccato. Ricordiamo che Salamone è stato eletto con i voti di Governo Civico e investito di incarichi grazie proprio alla nostra forza politica; poi, magicamente, ha deciso di spostarsi altrove (oggi è iscritto ad Azione) per motivi di convenienza politica. Ha addotto motivazioni inconsistenti e anzi di critica nei confronti della giunta che oggi, guardate un po’, difende. Non si è dimesso come coerenza avrebbe voluto. Non ha lasciato gli spazi nelle commissioni che aveva avuto in quando esponente di Governo Civico. Non ha neanche ridato la delega a Campo di Mare. A proposito, in futuro avremo modo poi di parlare anche di come l’ha gestita, ma non mi faccia dire tutto oggi. Mi hanno detto che in aula avrebbe sottolineato il fatto che io non avessi firmato il documento di uscita dalla maggioranza. Peccato che fosse un documento solo a firma di consiglieri e assessori. Non vedo cosa potesse entrarci la mia firma. Ma è evidente che un’opportunista della politica con lui, non poteva che fare questa sterile polemica”.
Ma lei è o no il manovratore di questa crisi?
“Per niente. Anzi le dico di più. Tutti avranno notato che, proprio per non essere ingombrante, fin dai primi giorni dell’elezione di Elena Gubetti, sono stato molto in disparte. Presente a pochissime iniziative pubbliche, credo di non aver parlato quasi mai. Poi, verso la fine del 2023, proprio perché non condividevo l’operato dell’amministrazione e del sindaco in particolare, mi sono allontanato di più smettendo di partecipare alle riunioni di maggioranza. Ho anche proposto al gruppo di sostituirmi come segretario di Governo Civico. Mi è stato chiesto di non abbandonare l’incarico ed eccomi qui. Durante le festività natalizie, sono stato sollecitato da esponenti di Governo Civico e di altre forze politiche. Il malcontento era generale, era di tutti, e mi è stato chiesto di dare una mano a rimettere in carreggiata l’amministrazione. Oggi Governo Civico è una forza politica autonoma e matura che prende decisioni sagge. Non ha bisogno di nessun manovratore. Ne è la prova che agiscono sempre per il meglio anche quando il fondatore e segretario, sta dall’altra parte dell’Italia”.









