La lettera della criminologa Linda Corsaletti al sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci
“Covid-19, si facciano tamponi a tappeto” –
Caro sindaco.
Mi faccio portavoce della preoccupazione dilagante di molti cittadini dopo aver appreso la notizia del decesso della donna di anni 99, sulla quale è stato effettuato il tampone post-mortem con esito positivo.
A seguito dell’umano dispiace per questa perdita e’ sorta la generica preoccupazione su un tema molto discusso in tutta la nazione ormai.
Ciò che preoccupa è il dato sommerso dei positivi asintomatici e i relativi tempi di incubazione.
Come ormai sappiamo questo virus ha una elevatissima capacità di contagio ed alta mortalità non solo in chi ha sintomatologie pregresse.
Nonostante le misure di contenimento al contagio, molti di noi vanno al lavoro e pur se con le dovute precauzioni, potrebbero essere delle mine vaganti nel nostro territorio.
Molti di noi potrebbero essere asintomatici e non saperlo, pertanto è ormai intuibile che le misure di contenimento anti contagio non possono essere sufficienti, se pur necessarie a scongiurare il rischio di un focolaio locale contro un virus di tale potenziale epidemico.
Al pari dello stare in casa una misura di contenimento efficace è la diagnosi precoce con relativa terapia tempestiva, questo non solo limiterebbe il peggioramento dei pazienti covid, ma limiterebbe l’accesso alle strutture sanitarie e l’ulteriore saturazione delle stesse.
Pertanto l’unico modo per far emergere questo dato sommerso che tanto ci preoccupa sarebbe fare i tamponi, perlomeno alle categorie più esposte o più a rischio.
Solo un tampone può dirci se un soggetto è del tutto negativizzato e quindi non ha più in circolo il virus e ci darebbe l’esatta percezione del rischio locale.
Questo vale per tutti i malati, ma soprattutto per gli asintomatici.
L’isolamento domiciliare totale di chi è stato a contatto con un positivo sars covid 2, al di là del contenimento delle misure anti contagio può avvenire solo se si ha la certezza di essere venuti a contatto con un positivo asintomatico, ad esempio non andando più al lavoro nel caso emergesse una positività latente in chi ci va non avendo sintomi.
Consideri che una ricerca apparsa sul British medical journal ha rilevato che il 73% dei contagi avvengono quando il soggetto senza sintomi si trova nel periodo di incubazione, in particolare negli ultimi 3 dei famosi 14 giorni.
Capisco l’impegno enorme in risorse per rendere praticabile questa opzione dei tamponi, ma graverebbe meno dell’esplosione di un focolaio interno.
Grazie per l’attenzione e soprattutto grazie per l’efficienza e la grande umanità che sta dimostrando come sindaco nel gestire un’emergenza unica nel corso di un mandato .
Linda Corsaletti









