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Covid-19, ”Regione pecca in organizzazione. Bracciano sprovvisto di reparti di terapia intensiva”

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De Vito-Tellaroli: ”Si determinano ancora i pazienti di serie B”

Covid-19, ”Regione pecca in organizzazione. Bracciano sprovvisto di reparti di terapia intensiva”

“ La Regione Lazio continua a gestire con difficoltà l’emergenza sanitaria dovuta al Covid e le quotidiane cure che devono essere garantite ai cittadini. E’ quello che sta accadendo ancora una volta nel comune di Bracciano dove l’unico ospedale, che serve circa 156mila abitanti, è stato designato Sezione Covid ma risulta sprovvisto di reparti di terapia intensiva e di sub terapie, anche a causa dei tagli effettuati alla sanità dalla Regione”.

“Questo comporta il trasferimento di urgenze differibili presso l’ospedale San Paolo di Civitavecchia, ugualmente designato Covid, ma dove la Regione ha aumentato a 6 le terapie intensive e previsto assunzioni di personale sanitario”.

“E’ evidente come ancora una volta la Regione tenda a determinare pazienti di serie A e pazienti di serie B, lasciando sguarnito un territorio di ampie proporzioni a vantaggio di un altro.

Per questo ho ritenuto opportuno presentare una interrogazione a risposta scritta con carattere di urgenza, per conoscere quale sia esattamente la situazione dell’attivazione dei posti aggiuntivi di terapia intensiva e il tasso di saturazione alla luce dei piani di riorganizzazione previsti da decreto rilancio; per conoscere la motivazione del mancato allestimento di un ospedale da campo nello spazio esterno dello ospedale di Bracciano che avrebbe permesso di gestire l’emergenza epidemiologica senza sospendere le operazioni non urgenti per altre patologie così come previsto dal decreto legge del 19 maggio 2020. Infine chiedo alla Giunta anche di venire a conoscenza della motivazione per cui non sia stato attivato un servizio telefonico per il CUP presso Bracciano costringendo i pazienti a recarsi presso la struttura per prendere appuntamenti ambulatoriali”.

“L’Assessore alla Sanità continua a percorrere la sua strada con evidente poca pianificazione e organizzazione senza coinvolgere l’intera parte politica. Forse, in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, l’apertura alla collaborazione e alla fattiva sinergia di tutti, potrebbe produrre risultati idonei alle aspettative di tutti i cittadini, di tutti i pazienti della Regione”.

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