Si cambia colore di lunedì 1 febbraio e non più di domenica come inizialmente si pensava. La decisione comunicata intorno alle 20 di ieri
Coronavirus: ristoranti, oltre il danno anche la beffa –
Avevano tempestato i social e avviato il passaparola tra i loro abituali clienti per cercare di risollevare le loro attività già a partire da questa domenica dopo due settimane di chiusura, ma intorno alle 20 hanno dovuto correggere il tiro. Si parte da lunedì 1 febbraio.
Protagonisti sono ancora una volta i ristoratori, una delle categorie che in questa pandemia e soprattutto dei Dpcm del Governo per contenere il diffondersi del contagio, hanno sofferto di più.
Nessuna programmazione chiara e sicura. Lo hanno vissuto già a Natale, dopo che il Governo aveva annunciato lo stop ai pranzi di famiglia lasciando però aperta la possibilità di pranzare al ristorante sia a Natale che a Capodanno.
Anche in quell’occasione avevano iniziato a organizzare i ristoranti, ordinare i prodotti per la preparazione dei pranzi, quando poi si sono visti il Governo fare marcia indietro e decidere per la serrata.
E ora lo hanno visto anche ieri pomeriggio. La Regione Lazio l’ha spuntata sul Governo (ma Zingaretti e il Pd non fanno parte della maggioranza di Governo che ha varato l’Italia a colori?) e ha ottenuto la fascia gialla e contestualmente a quanto avvenuto due settimane fa, con il cambio colore effettuato di domenica, anche questa volta tutti hanno dato per scontato che il giallo sarebbe arrivato già a partire da domani.

E così dopo due settimane di solo asporto o domicilio, che sicuramente non aiutano i ristoratori a pagare gli affitti, i fornitori, le bollette e non danno la possibilità al personale di sala di tornare all’opera e guadagnare magari quelle poche centinaia di euro per sopravvivere; in molti hanno inondato i social e avviato il passaparola tra i propri clienti per invogliare la gente a un bel pranzo domenicale all’aperto, al ristorante.
Ma alle 20 circa oltre al danno anche la beffa. Si cambia colore a partire da lunedì 1 febbraio. Un’altra domenica persa per il settore della ristorazione, già abbastanza martoriata e in crisi, con diversi locali che già in questi mesi hanno dovuto, a malincuore, chiudere i battenti a causa della grave crisi economica inflitta dalle decisioni del Governo e di quei ristori che non hanno aiutato a farli sopravvivere (in alcuni casi non sono mai arrivati).
Ora la speranza per loro è che la fascia gialla perduri nel tempo, così da poter recuperare il tempo perduto, anche se con il coprifuoco ancora in vigore e la serrata imposta alle 18 a mancare è sempre il piatto principale: la cena.









