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Coronavirus e didattica a distanza: il parere di una docente dell’Istituto Ladispoli 1

“La grande sfida della piattaforma è infatti quella di  arrivare a tutti in un’ottica di inclusione”

Coronavirus e didattica a distanza: il parere di una docente dell’Istituto Ladispoli 1-

In queste ultime settimane segnate da nuove e dolorosissime sfide da combattere contro il Coronavirus,   molto si è parlato di Didattica a Distanza, di uso di piattaforme digitali, che possano aiutare studenti e insegnanti a organizzare i compiti, migliorare la collaborazione, promuovere una comunicazione più efficiente,  condividere materiali, apprendere ed esercitarsi online . Lo sanno bene i genitori e i ragazzi alle prese con computer e tablet connessi con un mondo virtuale che giorno dopo giorno, tenta di racchiudere, tra non poche difficoltà, un intero calendario didattico andato in frantumi con la chiusura delle scuole ;  lo sanno bene i tanti docenti , impegnati a formarsi sull’uso di piattaforme digitali per le quali molti di loro, indipendentemente dall’età, avevano provato un certo disinteresse fino a pochi giorni prima. Alcuni organi di stampa locale e nazionale, hanno scritto che ci voleva il virus per svegliare dal torpore la classe docente italiana, altri che si tratta di un vero e proprio fallimento poiché la stragrande maggioranza di  docenti e famiglie non è nelle condizioni, nonostante gli sforzi profusi, di apprendere l’uso delle nuove tecnologie nella didattica , altri ancora hanno dato la colpa alle tante differenze sociali tra

Nord e Sud, differenze spesso abissali in ordine alla copertura digitale ma ancor più alla copertura culturale e socioeconomica. Da parte mia, in quanto docente con un’esperienza pluritrentennale alle spalle, dal mio osservatorio,  quello dell’Istituto Comprensivo Ladispoli1, ho visto docenti, compresi i più refrattari, imparare in pochi giorni, al più in una settimana, l’uso di dispositivi utili a svolgere didattica a distanza, seppure con gradi diversi di interazione e complessità. Come a dire: “ se serve, ho gli strumenti culturali per imparare”. Detto altrimenti : “ se finora non ho utilizzato gli strumenti digitali, è perché ho ritenuto che altri mediatori didattici fossero più funzionali al setting di apprendimento in uso”.

Coronavirus e didattica a distanza

Non inerzia dunque, ma intenzione. C’è una bella differenza ! Diversamente, a più di un mese dalla sospensione delle lezioni, dal mio stesso osservatorio vedo ancora  colleghi docenti in difficoltà rispetto alla giusta distanza da tenere con gli studenti, ma tutti, dico tutti , abbiamo imparato a gestire la didattica a distanza, perché tutti abbiamo capito che questo è un momento inedito in cui le priorità sono cambiate e quello che oggi è al centro dell’interesse, è l’importanza di mantenere i bambini e i ragazzi impegnati nel processo di apprendimento senza ansie e soprattutto di spingerli non tanto a eseguire esercizi a casa, ma soprattutto a riflettere sul senso di questo lavoro. O

gni giorno , con il nostro Dirigente scolastico, prof.ssa Enrica Caliendo, con il nostro DSGA dott. Gianni Cimino, con la nostra Vicaria, Marina Marcucci,  svolgiamo un lavoro quotidiano, incessante, per vagliare il materiale che viene proposto dal Miur, ma anche dalle altre colleghe o da alcuni genitori. Ci si confronta sul senso e sugli obiettivi delle proposte, alcune di noi producono del materiale, la piattaforma è in continua costruzione ed evoluzione. I genitori partecipano attivamente inviando i materiali  realizzati dai bambini, facendosi portavoce delle loro richieste, interagiscono con le docenti per suggerire iniziative. Tutta la comunità educante è in gioco per costruire qualcosa che serva ai ragazzi e non solo del nostro istituto.

Tanti ne usufruiscono e rimandano commenti positivi. La grande sfida della piattaforma è infatti quella di  arrivare a tutti in un’ottica di inclusione. E’ in quest’ottica infatti che solo qualche giorno fa , è arrivata la proposta del nostro Dirigente, al Consiglio di Istituto, relativa ai criteri da adottare per la richiesta in comodato d’uso gratuito di strumenti per la didattica a distanza come tablet e notebook, per istituire un servizio di comodato d’uso gratuito dei PC per gli studenti i cui genitori ne facciano specifica richiesta e che ne abbiano reale necessità, con priorità agli alunni iscritti al terzo anno di scuola secondaria di primo grado (in vista dell’esame di Stato) e con disabilità o DSA. Insomma, un’opportunità di crescita e confronto quotidiano sul senso e su cosa e come mandare avanti la nostra Scuola .  Siamo infatti convinti che se vogliamo che la didattica, in presenza o a distanza, funzioni, è sulla professionalità docente e sul suo sapere pedagogico che bisogna puntare e i docenti della Ladispoli1 hanno dimostrato in questi giorni non solo di sapersi formare ma anche di avere il coraggio di fare un cambio di passo, consapevoli  di non poter seguire la classe come in aula, ma di concentrarsi sulla elaborazione delle competenze perché  la formazione e la cultura sono un modo per resistere insieme all’emergenza, per dimostrare che “uniti ce la possiamo fare” e che siamo in grado di affrontare qualsiasi difficoltà e di metterci costantemente in gioco per continuare l’attività educativa rivedendo, adeguando e innovando la pratica didattica, rassicurando e contenendo le legittime preoccupazioni di tutti.

Tutta la comunità dell’Istituto Comprensivo Ladispoli1 ha fatto e sta facendo enormi sforzi con dedizione, flessibilità, spirito di iniziativa, condivisione e competenza!

Marianna Miceli ( Docente dell’Istituto)

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