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Coronavirus, a scuola “piccole azioni che danno speranza”

“Grazie alle insegnanti della scuola elementare di Marina di San Nicola”

Coronavirus, a scuola “piccole azioni che danno speranza” – riceviamo e pubblichiamo:

“Mi permetto di disturbarvi perché vorrei raccontarvi una bella storia.

Una di quelle che in questo momento di paura e insicurezza aiutano a scaldare il cuore. Piccole grandi azioni che danno speranza, scelte misurate con precisione chirurgica che non risultano eclatanti, ma lo sono per la tenacia con la quale vengono compiute. Scelte che combattono l’idea di stare fermi ad aspettare, che si ribellano agli eventi disastrosi e che noi porteremo nel cuore.

Coronavirus, a scuola
Coronavirus, a scuola “piccole azioni che danno speranza”

Nulla di sbalorditivo, ma solo il racconto di buone azioni che cambiano la nostra percezione di routine. Vivo a Cerenova e una delle mie figlie, frequenta la quinta elementare a San Nicola. Qual è la particolarità direte voi, ecco vi accontento subito. Era nell’aria il timore che le scuole chiudessero e mentre tutti noi eravamo sospesi nell’incertezza di quel che sarebbe stato le maestre lavoravano senza sosta per essere più veloci della diffusione di questo maledetto virus.

Lavoravano tra loro, si sentivano ed elaboravano strategie. Il giorno successivo ecco pronta una classroom, già piena di idee, video, racconti, testi. Una strategia in piena evoluzione. Un percorso non facile per chi ha a disposizione pochi mezzi. Ad oggi oltre alle verifiche on-line e ai compiti assegnati, tutti i giorni si confrontano con i ragazzi per spiegare gli argomenti con la loro sapienza.

Tutti i giorni tengono la classe felicemente incollata ad un PC in video conferenza. Questo non da solo l’idea dell’impegno, ma ci spiega come la tenacia aiuti i bambini a non perdere lo studio e la speranza. Non deve essere facile tenere a bada 20 alunni in una videoconferenza, tenerli concentrati, silenziosi ed appassionati, ma sta qui il genio.

Qui c’è l’amore per i ragazzi, per la propria professione, la responsabilità di non lasciarli soli ma anche la convinzione che il ruolo di insegnante sia quello di una guida, di un mentore che deve seguire il cammino degli studenti nonostante tutto. Alle nostre maestre vorrei dire grazie, un grazie sentito e sono sicura di parlare a nome di tutti i genitori della classe, non serve esserci sentiti prima.

Con le loro azioni accompagnano i nostri ragazzi in un momento così duro. Tutto questo servirà ad essere più responsabili e ad avere il coraggio di andare avanti, chi se ne importa se li fuori procede tutto al contrario. Grazie Maestra Lidia, Maestra Barbara e Maestra Maria Grazia. Spero il vostro giornale voglia cogliere il senso di gratitudine che ci rende uniti e spero vogliate raccontare questa bella storia. Vi ho ‘usati’ da tramite in quanto diffusori del verbo spero non me ne vogliate. Il mio unico fine e’ raccontare di un microcosmo che non vorrei andasse perso nella generalità degli eventi.

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