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Come la cartografia moderna ha cambiato il modo di vedere il mondo e ha reso la Terra piatta

Come la cartografia moderna ha cambiato il modo di vedere il mondo e ha reso la Terra piatta – di Giovanni Zucconi

Io ho sempre avuto un debole per le mappe geografiche. I muri della mia casa sono tappezzati da riproduzioni di mappe antiche. Sono oggetti meravigliosi, perché non ci parlano solo di luoghi, ma anche e soprattutto di Storia. C’è un bellissimo libro che ci spiega benissimo questo concetto: “La storia del mondo in 12 mappe” di Jerry Brotton.

Le mappe, anche se può sembrare strano, non sono mai oggettive. Riflettono sempre il potere dominante che le ha commissionate. O gli interessi, le aspettative o le rivendicazioni della cultura che le ha generate. Ma sarebbe un discorso troppo lungo da trattare adesso. Forse un’altra volta… Oggi ci limiteremo a illustrare brevemente gli impatti dell’introduzione della cartografia moderna nella società umana. O almeno a provare a dare qualche spunto di riflessione.

Ad una prima analisi superficiale, l’introduzione delle mappe ha solamente permesso di viaggiare in modo più certo e sicuro, consentendo di individuare in anticipo i percorsi da seguire. Di questo se ne sono sicuramente avvantaggiati i commerci, aumentando quindi lo scambio di merci, e il benessere che ne conseguiva.

Ma questo non è l’unico impatto, e probabilmente non è neanche il più significativo. A mio parere le mappe moderne hanno rivoluzionato il modo di percepire e di fruire il mondo in cui viviamo. Ponendo addirittura le basi e le condizioni per la nascita dello stato moderno.

Le mappe geografiche hanno un’origine antica. I primi esempi li troviamo già tra i Babilonesi e i Fenici. Ma erano mappe rudimentali, che servivano più a dare un’idea delle reciproche posizioni tra luoghi o terre significative.

Quando possiamo cominciare a parlare di cartografia moderna? Probabilmente dopo i primi grandi viaggi via mare che navigatori come Colombo o Magellano, a cavallo del 1500, affrontarono alla ricerca di nuove rotte e di nuove terre.

Come dicevamo i viaggi, anche avventurosi, anche lunghissimi, ci sono sempre stati. Ma prima il mondo veniva misurato diversamente. Al tempo di Marco Polo, tanto per citare un importante viaggiatore che è vissuto in un periodo antecedente la cartografia moderna, lo spazio praticamente non esisteva. I viaggi avevano sempre e solo una durata. Nel Milione, Marco Polo ci parla di percorsi che durano un certo numero di giorni, non ci parla mai di km percorsi. Si poteva parlare di distanze forse solo all’interno dell’Impero Romano, che aveva una rete estesa ed efficiente di strade.

Con la cartografia moderna tutti i territori cominciano ad avere un’estensione. Si misurano le distanze e non i tempi necessari per percorrerli. E le distanze misurate sono quelle tra un punto e l’altro di una mappa. La cartografia introduce nella società umana, il concetto di spazio, di misura spaziale su larga scala.

Ma non è tutto. Ci sono altri due concetti nuovi che vengono introdotti con le mappe. Il primo ha impatto sul modo di conoscere il mondo che ci circonda. In precedenza, per conosce l’esistenza di un luogo o di una qualsiasi caratteristica geografica (montagna, lago, fiume, …) bisognava andarle a vedere di persona. La mappa invece comprende e descrive tutti i luoghi. La carta fa le veci dei luoghi che lei raffigura, fino ad anticiparne la natura e le fattezze. Fino a prefigurarne addirittura l’esistenza. In precedenza, escludendo i casi di luoghi particolarmente significativi, qualsiasi elemento geografico della terra si vedeva per la prima volta quando si incontrava in un viaggio. E questo, non ha una valenza solo per un viaggiatore, ma anche per un qualsiasi studioso o qualsiasi persona che voglia conoscere il mondo senza uscire dal proprio paese. Con la cartografia moderna, la Terra, da sferica che è, è stata trasformata in una gigantesca e piatta tavola cartografica.

L’ultimo concetto che ha introdotto la cartografia moderna è forse il più importante. Prima di essa, i singoli luoghi, le singole regioni, i singoli paesi, non corrispondevano a delle localizzazioni precise ed univoche, ma corrispondevano a rappresentazioni geografiche molto vaghe e imprecise. Le mappe hanno trasformato una pluralità di luoghi, imprecisamente localizzati e scarsamente circoscritti, in un unico spazio perfettamente definito su una carta geografica. Circoscrivere e definire uno spazio significa poterlo riconoscere e gestire. Significa potergli assegnare un’identità ben definita. Significa poter individuare dei confini che circondano un territorio al quale si può dare un nome e una sacralità.

Questo, come si può facilmente intuire, pone le condizioni e favorisce la nascita dello stato moderno, territoriale e centralizzato. L’Italia, per fare un esempio familiare, è esistita prima sulle carte geografiche, e solo dopo come realtà statale. I sogni di chi la voleva unita, si alimentarono e si giustificarono anche osservando delle mappe che raffiguravano un territorio a forma di stivale proteso nel Mediterraneo.

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