Per il consigliere comunale il progetto sarebbe lesivo per l’economia cittadina
Leggo tanti commenti sugli outlet e il piccolo commercio sotto il mio post precedente.
Senza entrare nel merito della questione generale (su come i negozi di vicinato potrebbero difendersi da Amazon e centri commerciali) qui preme chiarire perché l’outlet A FIUMARETTA sarebbe nocivo per le attività locali.
Un crocerista spende mediamente 68 euro quando scende a Civitavecchia (fonte: CERTET BOCCONI/Autorità Portuale) per restare in città o poi recarsi a Roma in treno, taxi o Ncc. Ad oggi è stimato che siano circa 300.000 l’anno i turisti che restano a bordo o scendono per rimanere in città.
Dovrebbe essere del tutto evidente che se queste persone, al momento di scendere dalle navette al Welcome Centre, trovassero un outlet di grandi marche su due piani di galleria commerciale, buona parte di esse rimarrebbe a spendere o “dare un’occhiata” nell’outlet. Sarebbe una barriera all’accesso in città a cui ben pochi sfuggirebbero. E i cui ricavi non resterebbero certo a Civitavecchia.
Il tema a mio modesto parere è piuttosto quello di dar vita a servizi di accoglienza e percorsi cittadini di valorizzazione delle nostre risorse (che esistono e non sono sfruttate) in cui al termine del percorso ci sia spazio e tempo anche per lo shopping e l’enogastronomia.
A dirlo è il consigliere comunale de La Svolta, Massimiliano Grasso, in un post sui suoi profili social









