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Cerveteri, successo per la performance teatrale “I Sentieri dell’Anima” di Agostino De Angelis

di Giovanni Zucconi

Vi avevamo avvisato che la performance teatrale di Agostino De Angelis di ieri pomeriggio sotto le mura dell’antica Caere sarebbe stata uno spettacolo superlativo. Che avrebbe segnato un nuovo e più alto punto di riferimento per gli spettacoli rappresentati all’interno di un’area archeologica. E così è stato.

“I Sentieri dell’Anima” è stato uno spettacolo grandioso e suggestivo. Due ore di teatro all’interno dell’area archeologica di Cerveteri. E precisamente sotto le mura dell’antica Cerveteri. Uno spettacolo itinerante che ha visto coinvolti ben ventitré attori, Di tutte le età e di tutte le esperienze recitative. Dagli attori esperti, agli allievi del Corso di Cinema di Santa Marinella Viva.

Fino a ieri pomeriggio, se ci avessero chiesto di citare uno spettacolo memorabile a Cerveteri, sicuramente avremmo tutti detto “La Divina Commedia”, recitata lungo la via degli Inferi circa venti anni fa. Da stasera, “I Sentieri dell’Anima” occupa, a mio parere, il primo posto nella classifica delle performance teatrali rappresentate nelle nostre aree archeologiche, e non solo.

I circa duecento spettatori hanno assistito, nelle ben due ore di spettacolo, alle storie raccontate dai ventiquattro personaggi storici, o di fantasia, che si sono alternati davanti al pubblico. Ognuno uscito da un punto diverso della necropoli, e ognuno con una sua storia diversa da raccontare.

Sono apparsi tra le fronde e le rupi, Andromaca, Ipazia, Clitennestra, Giunone, Venere, Mirandolina, Cassandra, Demetra, Il vecchio, Beatrice, Virgilio, Elettra, Patroclo, Enea, Lavinia, Tirreno, Dickinson, Medea, Caronte, Aiace, Prassagora, Serepa Mason, Polidoro e Mrs Sibley. Ognuno con una sua storia. Ognuno con un suo messaggio universale da trasmettere. Ci hanno parlato di Amore e di Odio, e dell’eterna lotta che li vede contendenti. Ci hanno parlato di Onore e di Inganno. Degli orrori della Guerra e della Vendetta. Dell’Intolleranza e della Speranza. Del Suicidio e della Gelosia. Ci hanno, cioè, parlato dell’Umanità. Quella che non è riuscita a liberarsi dei suoi demoni, e che ancora ci tormentano ai giorni nostri.

Filo conduttore di questi numerosi interventi, è stato lui, il regista e attore Agostino De Angelis. Che ha introdotto ogni personaggio, e l’ha collocato, con leggerezza, nel suo periodo storico. Sottolineando, per ognuno, quale era il messaggio che dovevamo cogliere. È stato aiutato in questo, dalla bravissima giornalista Barbara Pignataro, che ha approfondito temi, tra gli altri, come l’Amore e il Suicidio.

Da segnalare i costumi di scena, molto più curati rispetto a precedenti esperienze, e proposti dall’Associazione Lo Stregatto.

Anche se rischio di essere considerato di parte, non posso non citare il contributo della Sezione di Cerveteri-Ladispoli-Tarquinia del GAR alla riuscita di questa manifestazione. Che, da anni, mantiene agibile e pulita l’area in cui si è svolta la performance teatrale. Sicuramente una delle più belle e suggestive di tutta l’area della Necropoli della Banditaccia. E che ha anche contribuito all’organizzazione dell’evento, impeccabilmente eseguito dalla bravissima Desirèe Arlotta, anche nella fase di accoglienza degli spettatori. Che sono stati guidati dai soci GAR lungo tutto il non breve percorso verso il luogo della rappresentazione. Con un occhio di riguardo a tutte le persone che avevano una mobilità un po’ più ridotta.

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