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Cerveteri, rischia di annegare: ragazzo soccorso da surfista e dai bagnini





Era stato avvistato dalle torrette dei lidi vicini e i bagnini avevano fatto di tutto per raggiungerlo quando un barista dell’Oceansurf ha imbracciato la tavola e lo ha tratto in salvo aggirando i cavalloni

Cerveteri, rischia di annegare: ragazzo soccorso da surfista –

Tragedia sfiorata quella di questa mattina davanti al tratto di costa dell’ex Associazione Nautica di Cerenova: un ragazzo si è trovato in seria difficoltà a causa del mare mosso.

È stato subito avvistato dalle torrette dei bagnini dei lidi limitrofi che si sono subito operati per tentare di raggiungerlo e salvarlo, ma lo stato delle onde ha creato molti problemi ai soccorritori, alcuni dei quali hanno anche riportato lievi ferite nel tentativo.

Cristiano, un giovane barista dell’Oceansurf Beach è così intervenuto, insieme anche al titolare dello stesso, lasciando il bancone e imbracciando la propria tavola da surf: è stato così possibile aggirare le onde e raggiungere il giovane bagnante in difficoltà, avvicinandolo ai bagnini che lo hanno infine portato a riva.

Un’operazione complessa e laboriosa che ha richiesto l’intervento di più persone accorse nel momento di difficoltà.

“Erano presenti le bandiere rosse ovviamente – dice Massimo Gallo, titolare dell’Oceansurf – e da tempo espongo anche dei cartelli per segnalare quando la corrente è troppo forte”.

“In certe condizioni avrebbero difficoltà anche un nuotatore esperto – aggiunge –, ma spesso i bagnanti tendono ad ignorare cartelli, bandiere ed avvertimenti”.

“Diventa un rischio per tutti: turisti ed operatori, che rischiano la vita per salvare le persone”, dice e poi propone: “Andrebbe fatto come in montagna: quando c’è il rischio di slavina viene vietato ufficialmente il fuori pista. Anche col mare andrebbe fatto lo stesso: un’ordinanza per vietare di entrare in acqua quando il mare è troppo mosso”.

“Questa volta è andata bene, ma per mia esperienza non sarà l’ultima occasione in questa stagione ed è per questo che andrebbe fatto qualcosa”, conclude.

Claudio Lippi