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Cerveteri, premiati i vincitori della seconda edizione del Premio Letterario “Città Etrusca”





La cerimonia si è svolta presso i locali della sala consiliare del Granarone

di Giovanni Zucconi

Ieri pomeriggio, nella sala consiliare del Granarone a Cerveteri, si è svolta la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Letterario “Città Etrusca”.

Un concorso internazionale, organizzato dall’Associazione Koinèt, che ha visto la partecipazione di decine di scrittori. E che, per la mole delle opere in concorso, ha impegnato la giuria per quasi tre mesi, in letture di poesie o di racconti brevi.

Non abbiamo naturalmente letto tutte le opere in concorso. Ma abbiamo ascoltato, interpretate dall’attrice Stefania Ranieri e dall’attore e regista Agostino De Angelis, qualcuna delle opere premiate. Il livello è stato sicuramente alto, ma in particolare mi è piaciuto il racconto “Distopia”, di Gabriella Montali. Che si è classificato secondo nella categoria “Racconti”. Un racconto originale e toccante. Che tratta il tema della solitudine delle persone anziane nelle RSA. Ma lo tratta da un punto di vista originale.

Quello dell’ascensore che porta i pazienti da un piano all’altro. È lui che ci parla e che ci racconta il suo vissuto in quel luogo dove è protagonista soprattutto l’attesa: “…Ma quando viene mia figlia… Oggi viene mio figlio a trovarmi…”. L’autrice, nel suo intervento, ci ha detto che ha voluto portarci dentro quel mondo fatto di sofferenze, di solitudine e di rassegnazione facendo parlare le cose e non gli uomini. E devo dire che ci è riuscita perfettamente.

Un grazie meritato all’Associazione Koinèt, che ha aperto a Cerveteri, per il secondo anno consecutivo, una finestra sulla Letteratura. E che ha lasciato entrare da questa, opere che sicuramente meriterebbero di fare parte di una antologia. Potrebbe essere un’idea per la terza edizione.

Concludo dicendo che questi premi letterari andrebbero supportati di più. Salvaguardati e protetti come i Panda. Non solo perché avvicinano opere e scrittori di pregio ai cittadini. Ma soprattutto perché sono la linfa vitale a cui attingono migliaia di scrittori sconosciuti, non importa se di talento oppure no. Scrittori che non avranno probabilmente mai la speranza di essere conosciuti dal grande pubblico, o di guadagnarsi l’Immortalità. O più semplicemente di guadagnare qualcosa vendendo i propri libri. Ma ognuno di loro si sentirà gratificato da uno di questi premi. E con l’attestato e la targa in mano ringrazieranno il cielo per il riconoscimento ottenuto per la loro Arte. Che è spesso tutta la
loro vita. Che è spesso la loro più importante identità. Quindi grazie Associazione Koinèt per quello che avete fatto. Spero che continuerete così.