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Cerveteri, ‘Oltre il Mare..Io sto con Mohamed’: il diario di bordo della Salvo D’Acquisto

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In occasione del Primo Festival etrusco contro il razzismo, organizzato da Scuolambiente sono stati elaborati due racconti dai ragazzi della 3F

Cerveteri, ‘Oltre il Mare..Io sto con Mohamed’: il diario di bordo della Salvo D’Acquisto – Riceviamo e pubblichiamo

Mohamed e il pescatore

Scuolambiente, associazione di volontariato, è stata tra gli organizzatori a Cerveteri un’iniziativa importante: “Il 1° Festival etrusco contro il razzismo”.

L’incontro, avvenuto venerdì 25 gennaio alla Sala Ruspoli, era dedicato ai ragazzi delle medie e io ho partecipato con la mia classe.

Abbiamo visto un film-documentario “Mohamed e il Pescatore” del regista Marco Leopardi, che racconta la storia vera di Mohamed, unico sopravvissuto al naufragio di un gommone con 47 persone nel Mediterraneo.

Mohamed è un giovane africano, che ha lasciato il suo paese in Africa per scappare dalla povertà, ed è arrivato in Italia, clandestinamente.

Il film inizia con Mohamed che vive a Parigi e riceve una telefonata da Vito (il pescatore) il quale comprende subito che il ragazzo si trova in difficoltà economiche, così lo invita a tornare in Sicilia promettendo di insegnargli a fare il pescatore per lavorare con lui.

Mohamed accetta e parte.

Mentre è sul treno ripensa a ciò che gli era accaduto.

Ci racconta che il viaggio è stato un inferno,che ha visto morire tutti i suoi compagni e di quando il gommone cominciò prima a riempirsi d’acqua e poi a rompersi.

Mohamed rimase per quasi una settimana in mezzo al Mediterraneo, attaccato ad una tavola di legno.

Non pensava che si sarebbe salvato, ma poi vide una barca avvicinarsi, era Vito, capitano di un peschereccio di Mazaro del Vallo, che lo salvò.

Dalla Francia il treno arrivò in paese, Mohamed incontrò Vito e questi lo presentò agli amici e lo ospitò a casa sua.

Mohamed nel film parla della sua famiglia rimasta in Africa e spiega che lui ha deciso di partire perché non voleva vivere come uno schiavo, ma voleva essere libero.

Purtroppo mentre prende informazioni su come diventare pescatore, viene a sapere che non lo potrà fare, perché non ha la cittadinanza italiana, è triste ma non si arrende.

Mohamed oggi fa’ dei lavoretti, dice che non è facile vivere dopo la sua esperienza, ma se è salvo vuol dire che l’ha deciso Dio, quindi si fa’ forza.

Questa è una storia che fa ancora avere fiducia nel prossimo; mi ha fatto molto riflettere, perché deve essere veramente triste e doloroso, ci deve essere tanta disperazione in queste persone per decidere di lasciare il loro paese, la loro famiglia, assistere alla morte dei compagni di viaggio, per andare in cerca di una vita migliore, non sapendo poi che cosa succederà veramente, ma per fortuna a volte c’è la speranza, come in questo caso, di incontrare qualcuno che protegge, che aiuta e che fa sentire un ragazzo che viene da lontano come “parte della famiglia”.

Nel documentario Mohamed è un ragazzo africano che vive a Parigi e si mantiene facendo qualche lavoro di pulizie.

E’ uno dei tanti immigrati arrivati in Europa irregolarmente, attraverso il Mediterraneo.

Il suo viaggio è stato spaventoso, su un gommone che affondò, dove tutti i suoi compagni sono morti.

Tutte le imbarcazioni incontrate si erano allontanate alle loro richieste di aiuto.

Solo l’ imbarcazione di Vito, un coraggioso pescatore siciliano, si è fermato e ha salvato Mohamed, quando ormai era in fin di vita.

Mohamed ricorda che era in acqua aggrappato a un pezzo di legno quando, improvvisamente, ha visto la barca di Vito andare verso di lui.

E’ rimasto aggrappato a quel legno cinque giorni e cinque notti in mare aperto. Il pescatore ricorda che il salvataggio è stato davvero un caso. Dice infatti:-Un uomo in mare è come un ago in un pagliaio.-

Da quel salvataggio è nato un profondo affetto, infatti Vito dice che per lui Mohamed è come un figlio perché salvandolo è come se gli avesse dato nuovamente la vita.

Successivamente infatti lo ha invitato a raggiungerlo a Mazara del Vallo, dove vive e, gli ha promesso di insegnargli il mestiere di pescatore e tenendolo a lavorare con sé.

Questi due uomini così lontani per origini, età e cultura, si sentivano incredibilmente vicini grazie all’avventura che li ha legati per sempre.

Mohamed, come tanti altri, è partito alla ricerca di un mondo migliore e alla fine ce l’ha fatta.

Voglio ricordare chi non ce l’ha fatta e si trova in quella grande fossa comune che è oggi il Mediterraneo. Grazie all’indifferenza e alla poca umanità dell’essere umano.


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