Cerveteri, l’opposizione: “insicurezza pubblica e VV.FF., quando la forma diventa scusa per ignorare la sostanza” –

Dai consiglieri di opposizione del Consiglio Comunale di Cerveteri riceviamo e pubblichiamo
In politica, così come nel diritto, esiste un confine netto tra il racconto mediatico e la realtà dei fatti. Recentemente, la Sindaca di Cerveteri parrebbe aver scelto la via della polemica formale per tentare di oscurare una criticità che riguarda la sicurezza di tutti: l’operatività del distaccamento dei Vigili del Fuoco.
Mentre l’Amministrazione si sofferma con insolita solerzia su alcuni riferimenti giurisprudenziali – che per un mero e marginale refuso tecnico di trascrizione sono stati scambiati in fase di redazione della nostra diffida – i cittadini restano in attesa di risposte concrete. È singolare che si faccia filosofia sui numeri delle sentenze quando il problema è un cancello guasto e una viabilità che, secondo quanto segnalato, potrebbe compromettere la tempestività dei soccorsi.
La responsabilità non è un’opinione, ma un dovere di garanzia
Ci preme ricordare alla Sindaca che l’incolumità pubblica non è un “titolo di giornale”, ma un preciso obbligo giuridico. La giurisprudenza che avevamo intenzione di sottoporre alla sua attenzione, e che qui ribadiamo con fermezza, non lascia spazio a interpretazioni creative.
Si pensi alla Cassazione Penale (Sez. 4, n. 46400/2015), che ricorda come il Sindaco, quale ufficiale del Governo, debba adottare provvedimenti contingibili e urgenti per eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini. O ancora, alla sentenza della Cassazione Penale (n. 20050/2016) che ha confermato la responsabilità di un primo cittadino per la violazione di regole cautelari e la mancata inibizione di aree pericolose. Poi, secondo il Consiglio di Stato (Sez. V, n. 1942/2023), spetterebbe proprio al Sindaco valutare l’esistenza di un rischio concreto di danno grave e imminente. Alla luce di queste pronunce, la nostra diffida non sarebbe affatto un atto “superficiale”, bensì un richiamo doveroso alla sua posizione di garanzia (come ribadito anche dalla Cass. Pen. Sez. III, n. 29575/2021).
Il “Gatto della dispensa” e la politica del fare
Accusare i Consiglieri di opposizione di utilizzare l’intelligenza artificiale per redigere i propri atti è un’argomentazione che definiremo, con estrema diplomazia, puerile e alquanto sterile. Viene quasi da pensare al vecchio adagio popolare: “il gatto della dispensa quello che fa pensa”. Forse chi è abituato a gestire la cosa pubblica tra un taglio di nastro e un post sui social, fatica probabilmente a comprendere che il nostro impegno nasce dalla profonda conoscenza del territorio e dal dialogo costante con i corpi dello Stato, come i Vigili del Fuoco.
Noi non abbiamo bisogno di algoritmi per sapere che un mezzo di soccorso che deve allungare il percorso per colpa di un cancello rotto o di una viabilità inadeguata rappresenta un potenziale pericolo. Al contrario, parrebbe che sia l’Amministrazione a trovarsi in una fase “interlocutoria” perenne, più solerte nel correggere i refusi altrui che nel risolvere i problemi strutturali propri e quelli dei cittadini, come nel caso in questione.
La verità dei fatti contro il sensazionalismo
La Sindaca afferma che la politica si basa sullo studio e sui fatti. Siamo d’accordo. I fatti dicono che, ad oggi, la situazione della caserma resta critica e che le proposte dell’opposizione, lungi dall’essere “strumentali”, mirano a offrire soluzioni immediate (come il ripristino provvisorio del doppio senso su Largo Roma se fattibile, naturalmente) a fronte di una inerzia che, invece, sembra proprio fare acqua da tutte le parti.
Non cerchiamo scuse, perché non abbiamo nulla di cui scusarci: agiamo per l’interesse pubblico. Se un refuso in una citazione basta alla Sindaca per ignorare il grido d’allarme sulla sicurezza stradale e l’efficienza dei soccorsi, allora il problema di “serietà e professionalità” potrebbe risiedere altrove.
Noi continueremo a vigilare, non per un titolo di giornale, ma perché la vita dei cittadini di Cerveteri vale molto più di una polemica sulla numerazione di alcune sentenze.









