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Cerveteri, la meraviglia dell’antica città etrusca rivive nel lavoro 3D di Marco Mellace

L’opera è tra quelle che possono essere considerate l’inizio dei successi ottenuti da colui conosciuto anche con il soprannome di “Flipped Prof”

di Marco Di Marzio

Cerveteri, la meraviglia dell’antica città etrusca rivive nel lavoro 3D di Marco Mellace

Il fascino dell’antica Cerveteri etrusca rivive nel lavoro multimediale condotto da Marco Mellace. Grazie all’opera di colui ormai divenuto una celebrità nel campo del 3D sia in Italia che nel mondo, con il soprannome di “Flipped Prof”, tutti possono conoscere, nel segno dell’ammirazione e dello stupore, un luogo dalle origini antichissime, denominato Kisra dagli stessi etruschi e poi Caere dai greci e dai romani, la cui fondazione vuole la tradizione sia fatta risalire al XIV secolo a. C. ai Pelasgi, mitica popolazione di origine greca, e la cui potenza vuole la storia sia fatta manifesta fino all’avvento di Roma, avvenuto intorno al 264 a. C.. Meravigliosa per la qualità delle immagini e la ricercatezza dei particolari, così come per tutte le altre realizzate fino ad oggi, questa ricostruzione 3D è tra quelle che hanno costituito per l’impegno di Marco il trampolino di lancio verso il grande pubblico, iniziato con un eco di livello territoriale e comprensoriale per poi giungere su quei palcoscenici che permettono oggi al suo nome di non conoscere confini, crescendo progressivamente durante il lockdown causato dall’emergenza Covid. Sulla base di queste considerazioni, riprendendo un discorso già iniziato al momento della presentazione di ricostruzione multimediale, la redazione di Baraondanews ha voluto incontrare nuovamente Marco Mellace, così da poter insieme conoscere ulteriormente questa ennesima straordinaria perla inserita nel mondo del 3D.

Caro Marco, nel ringraziarti per lo spazio concesso, ti chiediamo innanzitutto di presentarci questa ricostruzione 3D?

Certo! Si tratta di una ricostruzione ipotetica al 50% dell’antica Cerveteri etrusca, poiché per quanto riguarda la città sappiamo pochissimo mentre sappiamo di più per ciò che riguarda la Necropoli. Nell’insieme questa ricostruzione cerca di dare un’idea alle persone dello splendore e della bellezza della città così come doveva apparire al tempo degli antichi etruschi.

Cosa comprende di preciso?

Comprende la Necropoli della Banditaccia, Via degli Inferi e la città vera e propria. Pur rimanendo, come detto, nel campo delle ipotesi i punti fermi sono presenti all’interno di questa ricostruzione e sono principalmente tre: l’area sacra di S. Antonio, dove sono stati trovati i resti due templi di ordine di ordine tuscanico del VI secolo a. C.; la zona di Vigna Marini Vitalini, dove sono stati rinvenuti i resti di una decorazione architettonica appartenente ad un tempio del VI secolo a. C.; la zona detta Vigna Parrocchiale, all’interno della quale si trovava un tempio, fatto erigere dal tiranno Thefarie Velianas, collegato ad un ipogeo che secondo alcuni studiosi viene interpretato come un pozzo di fondazione sacro della città di Cerveteri etrusca.

A quale periodo si riferisce della città?

La mia ricostruzione 3D mostra una città al suo massimo splendore vissuto tra il VII e il VI secolo a. C., infatti all’interno del lavoro multimediale, denominato “Storia e Immagini”, è inserita anche Pyrgi, uno dei principali porti di Cerveteri etrusca, con i suoi santuari, i templi A e B di una bellezza unica e che vennero saccheggiati da Dionigi tiranno di Siracusa nel IV secolo a. C.

Quali emozioni hai provato nel rivedere Cerveteri così come doveva apparire in epoca etrusca?

Tantissime, perché quando l’ho terminata ho pensato a quei moltissimi alunni, studenti, docenti di storia dell’arte, di discipline architettoniche che hanno sempre immaginato di rivedere Cerveteri etrusca. Questo lavoro ha contribuito, inoltre, anche quest’anno a tutti visitatori di farsi un’idea di come doveva apparire la città al tempo degli etruschi. Ho provato grande soddisfazione anche per il fatto che questa ricostruzione 3D è stata poi inserita all’interno di un progetto UNESCO denominato Archeo 3D, insieme ad altri 5 miei lavori.

Particolare della ricostruzione 3D della Necropoli della Banditaccia

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a ricostruire Cerveteri etrusca?

Le ragioni principali sono riconducibili al fatto che secondo il mio parere mancava un contenuto interamente fruibile alle persone in grado di poter dare un’idea della grandezza e dello splendore antico di questa città. Quindi ho tentato, tramite attente ricerche, di poter ricostruire Cerveteri etrusca sia per ragioni didattiche inerenti la mia professione sia anche per supportare il lavoro di tanti docenti, soprattutto di Storia dell’Arte del mondo etrusco, intenti a descrivere come doveva apparire il luogo. Infatti, all’interno della ricostruzione 3D sono riportate anche tre tombe che sono, nello specifico: quella dei “Capitelli”; quella delle “Cinque Sedie”; quella degli “Scudi e delle Sedie”.

Cosa ti ha meravigliato di più dell’intera ricostruzione?

Forse non ce ne era neanche il bisogno. Ma la ricostruzione 3D è stata un ulteriore conferma dell’aspetto meraviglioso che doveva avere Cerveteri al tempo degli etruschi. Ricordiamoci che la città è stata per un certo periodo quella più importante tra nella dodecapoli etrusca. Io stesso, lavorandoci sopra, ho percepito ulteriormente la maestosità del sito.

Quali riconoscimenti ha avuto questa ricostruzione 3D?

La ricostruzione 3D è stata apprezzata moltissimo. In ambito didattico ho ricevuto lettere di entusiasmo da studenti e docenti di tutto il mondo. Nello specifico, la soddisfazione più grande è stata quella di vedere questo lavoro inserito all’interno di un progetto internazionale, patrocinato sempre dall’UNESCO, sui siti italiani definiti suo Patrimonio, rappresentato da una piattaforma denominata Imaco Mose nella quale sono riportate al suo interno 16 ricostruzioni 3D, 5 delle quali sono mie. Inoltre ho collaborato con la prestigiosa casa di sviluppo 3D Altair Multimedia, principale fornitrice di materiale multimediale anche per importanti programmi televisivi Rai come Ulisse e Passaggio a Nord-Ovest, condotti da Alberto Angela.

Dove è possibile rivederla?

Questa ricostruzione 3D è possibile rivederla sul mio canale YouTube Flipped Prof e sulla piattaforma Archeo 3D. Inoltre su gentile richiesta di Luana Bedin, Cristina Calabrese, Luigi Cicillini, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Crescenzo Paliotta e Claudio Nardocci autori del libro di prossima uscita dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini” questo lavoro sarà inserito nell’opera per la quale anche io sto collaborando e che la unisce con la storia del territorio grazie alla presenza di Alsium che prima di divenire colonia romana è stato uno dei porti di Cerveteri etrusca.

Cosa rappresentava Cerveteri per gli etruschi?

Nel VII e VI secolo a. C. rappresentava sicuramente una città importantissima, faro della dodecapoli etrusca e punto di riferimento, o snodo cruciale, anche per quanto riguardava i commerci, in particolare con la Magna Grecia.

Caro Marco, nel ringraziarti per lo spazio concesso, in conclusione, sono in programma ulteriori e nuove ricostruzioni 3D del mondo etrusco?

Assolutamente si! A breve inizierò a ricostruire Veio nelle sue primissime fasi con gli insediamenti villanoviani. E non è escluso che entro la fine dell’anno io non possa realizzare Tarquinia e Vulci.

Particolare della ricostruzione 3D della Tomba degli Scudi e delle Sedie

Per ulteriori approfondimenti consultare il link

https://www.facebook.com/baraonda.rivista/videos/571452260193175

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