Degrado alla Palma, Cerveteri. dove l’mmondizia viene abbandonata come se fosse una discarica
di Angelo Alfani
La strada della Palma, per la sua bellezza ed ancor più per la storia della città di Agylla, dovrebbe ricevere la stessa attenzione della pupilla degli occhi.
E’ qui, in questo tratto di strada inferiore al miglio, un tempo pavimentata a basule ( oggi ne è rimasto un breve tratto oltre ai tanti blocchi gettati ai lati per contenere muriccioli), che l’antica e florida Agylla fece mostra al mondo della sua potenza, ricchezza ,raffinatezza di vita. Un percorso che fortunatamente è fatto salvo dalle centinaia di camminatori con zaino che ,a gruppi ciarlieri e defaticanti, “profanano” nei fine settimana luoghi in cui, un tempo non lontano, si avventuravano i cervetrani.
E’ qui che si incontrano ancora compagni di scuola, signore con cagnolini, i pochi che coltivano i terreni un tempo tutti appretti alla Chiesa, ai Calabresi, Perciballi, Zavaglia.
Mura che si adagiano su ciclopici quadroni etruschi hanno delimitato lo Stradella in terra battuta che si snoda tra ulivi ed antiche vestigia. Da tempo, come da me denunciato attraverso Baraonda, alcune parti di queste mura, per incuria, per l’insinuarsi di radici di edera crollano, portandosi dietro quadroni, cocci, pezzi di tegole, laterizi degli avi.
Quale migliore occasione per gli irrispettosi?
Le foto allegate mostrano quanto facile sia approfittare di questi varchi per fare pulizia dei lavori conosciuti come “romanelle”.
Ci sta da immaginarselo il colloquio tra “romanellisti” e padrone di casa.
“Mi raccomando, poi portate tutto all’isola ecologica!”
“E come no! Ci mancherebbe”.
“Visto che ce state, buttate via pure sta robba che me impiccia qui in cantina”.
Mentre le mongolfiere, con file interminabili di novelli Icari, si librano nell’aere, bianche, gonfie di aria, simili ai prominenti stomaci gonfi di vino e selvaggina dei nostri lucumoni, per l’avventura di “possedere” dall’alto le mammelle dei tumuli, gli sporcaccioni si fanno i porci comodi loro.
Durante il Maggio francese urlavano “Non è che l’inizio si continua la lotta” ci si augura che questa profanazione venga stroncata immediatamente. Insomma i cervetrani non desiderano che la via della Palma diventi una nuova Braccianese.














