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Cerveteri, il Vicepresidente del Consiglio comunale dei Giovani, Francesco Canicossa, al Centrodestra: “Prima il programma, poi parliamo di candidato Sindaco”





“A Cerveteri bisogna alzare il livello della classe dirigente”

di Giovanni Zucconi

Nelle interviste pubblicate da Baraonda News nelle ultime settimane è emersa, da posizioni politiche diverse, una diagnosi sempre più netta. A Cerveteri il problema non è solo la contingente e perdurante crisi di maggioranza, ma la qualità complessiva della classe dirigente.

Cerveteri, il Vicepresidente del Consiglio comunale dei Giovani, Francesco Canicossa, al Centrodestra: “Prima il programma, poi parliamo di candidato Sindaco”

In questo quadro di voci critiche si inserisce quella di Francesco Canicossa, Vicepresidente del Consiglio comunale dei Giovani, che ci ha concesso una lunga e interessante intervista. Dove ha lanciato un messaggio chiaro al Centrodestra. Se la coalizione vuole essere davvero alternativa e vincente, deve puntare di più sui contenuti, sulla squadra e sul programma. E lavorare solo in un secondo momento sui nomi dei candidati. In altre parole, deve venire prima una visione concreta e strategica per la città. E solo dopo il nome del candidato Sindaco.

Al di là delle posizioni di schieramento, o delle intrinseche differenze tra Centrodestra e Centrosinistra, dalle ultime interviste che BaraondaNews ha fatto a diversi e importanti politici locali, è emersa una posizione bipartisan che forse non era mai stata espressa con tanta convinzione e determinazione: a Cerveteri c’è un problema di adeguatezza della classe politica. Adeguatezza naturalmente in senso esteso. Lei cosa ne pensa?

“Sì, secondo me c’è qualcosa che non funziona a Cerveteri. E lo dico con rispetto per le persone. Però bisogna distinguere il piano umano da quello politico-amministrativo. Io penso sinceramente che, negli ultimi venti o trent’anni la classe dirigente, in generale, sia stata di basso livello. In Consiglio comunale ci sono persone di cui non ho mai sentito la voce. Che non hanno mai fatto un intervento. È una situazione abbastanza triste.

D’altro canto, vedo sempre la stessa situazione: la gente si lamenta, però alla fine vengono eletti sempre i soliti. Finché si continua a votare persone che non hanno capacità amministrative, il risultato non può essere che quello che vediamo. Ma questo non vale solo per Cerveteri. E un problema che si vede un po’ in tutta Italia.”

Lei è quindi dell’idea che bisogna cambiare, anche votando persone diverse. Ma lei, con il suo impegno e con il suo ruolo nel Consiglio dei Giovani, che contributo pensa di poter dare a questo cambiamento?

“In questo momento io sono il Vicepresidente del Consiglio comunale dei Giovani. Faccio parte della Commissione Ambiente. Con questa abbiamo organizzato alcune iniziative, come il Clean Up Day, per sensibilizzare i cittadini sul tema ambientale. La prima l’abbiamo fatta ad aprile, poi l’abbiamo rifatta a settembre. All’inizio eravamo quasi soltanto noi del Consiglio dei Giovani, una quindicina di persone. Già al secondo evento la presenza è raddoppiata, con famiglie e bambini piccoli. La partecipazione è stata per noi un segnale importante: se fai iniziative fatte bene, con criterio, la gente arriva.”

Bisogna dire che alla fine vengono votate sempre le stesse persone, perché una larghissima fetta di cittadini, sicuramente la maggioranza, soprattutto quelli di più recente residenza a Cerveteri, si tengono accuratamente fuori dalla partecipazione politica o sociale. Come si riporta dentro la Politica chi oggi non vota più, non partecipa più, non crede più a nessuno?

“Secondo me la gente si recupera coinvolgendola in iniziative intelligenti. E soprattutto mettendo avanti a tutto i contenuti e gli aspetti pratici. Io mi reputo una persona non tanto “politica” in senso classico, ma più pragmatica. A Cerveteri, secondo me, da troppo tempo, mancano proprio i contenuti.

Si sentono sempre i soliti slogan politici. Invece bisogna cominciare a parlare di cose concrete. Proporre e fare iniziative vere. Per esempio, apprezzo quello che stanno facendo Gianluca Paolacci ed Emanuele Vecchiotti come Consiglieri di opposizione. Non ci dobbiamo limitare a “parlare male” dell’Amministrazione. Che è la cosa più facile del mondo. Ogni tanto bisogna anche proporre e organizzare.

La gente la porti a interessarti della Politica con idee e contenuti fattibili. Senza prendere in giro nessuno. Perché il problema vero è che la fiducia nella Politica è bassissima. Ormai si vince al ballottaggio con affluenze molto basse. La gente non crede più alla Politica. E il rischio è che l’astensione aumenti ancora.”

Cerveteri, il Vicepresidente del Consiglio comunale dei Giovani, Francesco Canicossa, al Centrodestra: “Prima il programma, poi parliamo di candidato Sindaco”

Io ho un cruccio, che non so lei condivide. I giovani, appena entrano in politica, sembrano ragionare subito come i più grandi. Diventano dei “giovani-vecchi”, come li chiamo io. Come può un giovane cambiare davvero il modo di fare politica, senza essere assorbiti dal sistema?

“Cambiando proprio il modo di fare politica. E soprattutto capendo che una persona sola non basta a cambiare le cose. Secondo me bisogna creare un’intera classe dirigente. Una persona che entra da sola, se non ha una squadra intorno, viene isolata. Viene chiusa dentro una maggioranza. Viene schiacciata dai giochi di potere. Questo vale anche per un Sindaco. Se non ha una squadra capace intorno, resta solo e non può fare molto.

Per cambiare veramente la Politica a Cerveteri, bisogna costruire una nuova classe dirigente. Fare entrare più persone e portare una ventata d’ossigeno. Bisogna parlare di temi nuovi. Invece si parla sempre delle stesse cose, e alla fine non si porta a casa nulla. Tutto fermo. Cerveteri è ferma.”

Prendendo spunto da queste sue parole, a proposito della mancanza di una squadra coesa, le faccio una domanda più politica e più diretta. Lei come giudica la situazione di stallo politico che sta vivendo la Sindaca Elena Gubetti?

“La vedo come un problema serio. Secondo me lei in questo momento governa senza maggioranza. Ci sono gruppi e persone che escono, e poi rientrano. Che votano una volta in un modo, e una volta in un altro. È una situazione ambigua.

Quello che è successo sulla nomina del Vicepresidente del Consiglio comunale, per esempio, secondo me è stata una cosa vergognosa. Elena Gubetti io la conosco. L’ho conosciuta anche per il Consiglio dei Giovani. La considero una bravissima persona. Però politicamente, secondo me, è stata messa in mezzo. È in una situazione molto, troppo, difficile.

Non capisco sinceramente come si faccia ancora a governare così. Senza una maggioranza vera, e con questi giochi continui da parte delle solite persone. E intanto Cerveteri resta ferma al palo.”

Tutti, nel centrodestra, dicono che stavolta ci sono le condizioni per vincere. Che ci sarà unità su una proposta condivisa. Lei pensa che sarà davvero così?

“Sì, il centrodestra a Cerveteri ha una grande opportunità di vincere le prossime elezioni. Ma deve fare una cosa che finora non sempre è riuscita a fare: trovare unità. E soprattutto smetterla di impegnarsi soprattutto sul nome del candidato Sindaco. Per me il candidato è importante, ma non decisivo. Prima devi aprire i tavoli, mettere giù quattro o cinque punti chiave di programma, e poi trovare una figura capace di rappresentarli.

Io credo che serva una figura nuova, giovane, forte e preparata. Se si va uniti, ci sono ottime possibilità di mandare a casa questa amministrazione. Però per me, lo ripeto, viene prima il programma e poi il candidato. È come nel calcio: l’attaccante è importante, è quello che segna. Ma se dietro non c’è una squadra che costruisce gioco, non arriva nessun pallone. E quindi non segna nessuno.”

Però, nel Centrodestra, di aspiranti candidati ce ne sono tanti. Alla fine, secondo lei, si riuscirà davvero a fare sintesi?

“Il rischio c’è sempre, perché di aspiranti candidati ce ne sono in effetti tanti. Però mi auguro che prevalga il senso di responsabilità. Perché se ognuno mette avanti l’io, e si riparte con due o tre candidati, si rischia di perdere una partita che oggi si può vincere. Io l’ultima campagna elettorale l’ho vissuta da candidato, con una lista civica, e certe dinamiche le ho viste bene.”

E lei, oggi, dentro quel campo dove si colloca? È già dentro un partito?

“No. In questo momento non ho nessuna tessera di partito. Sto valutando. E valuto soprattutto una cosa: se c’è davvero la volontà di portare avanti argomenti seri e innovativi. Per me questo conta più del simbolo.”

Ha mai pensato a una sua lista civica? Potrebbe essere una “stampella” per il Centrodestra, ma anche uno stimolo, un motore di idee.

“È complicato, però non è impossibile. Bisogna vedere se ci sono le condizioni. Perché una lista civica ha senso solo se è una lista forte e capace. Che può essere determinante e magari fare eleggere qualcuno. Se invece deve essere una lista debole, che non riesce nemmeno a portare un consigliere, secondo me sarebbe sprecata. Il mio obiettivo è: dobbiamo incidere nella Politica cerveterana. E una cosa è certa: io non voglio farmi usare.”

Non mi farò usare” è una frase forte. In che senso?

“Nel senso che, se entro in un partito, devo essere convinto della scelta. Se c’è spazio per cambiare davvero il modo di fare politica a Cerveteri, bene. Se invece devo solo stare in vetrina per prendere qualche voto, e dare un’immagine più giovane al partito, no. Quello non mi sta bene.”

Cerveteri, il Vicepresidente del Consiglio comunale dei Giovani, Francesco Canicossa, al Centrodestra: “Prima il programma, poi parliamo di candidato Sindaco”

Supponiamo che la facciano sedere a un tavolo programmatico. Quali sono le prime tre cose che considera prioritarie per Cerveteri?

“La prima è la comunicazione: va cambiata. Va proprio cambiato il modo di raccontare Cerveteri. La seconda, per me, è una cosa simbolica ma molto concreta: non è accettabile che nel 2026 ci sia ancora il parcheggio in piazza. Serve coraggio e serve una visione. Poi certo, la soluzione va studiata, perché le cose non si annunciano e basta. Vanno rese fattibili, senza prendere in giro le persone. Però ci vuole coraggio politico. La terza è il mare. Per me lì c’è un problema gigantesco. Perché vedo un potenziale enorme non sfruttato. E invece va rilanciato, anche con strumenti nuovi e una comunicazione migliore.”

Cosa intende per comunicazione migliore?

“Io penso che Cerveteri abbia un patrimonio straordinario, ma che si continua a raccontare sempre nello stesso modo. Dobbiamo costruire un racconto più moderno e più ampio. Capace di valorizzare insieme storia, mare, paesaggi e territorio. Per questo insisto sul tema del “city branding”. Serve un’identità chiara e riconoscibile, con una comunicazione nuova. Con strumenti digitali e con un linguaggio più attuale. Oggi non basta avere le risorse, bisogna anche saperle presentare bene, se vogliamo rilanciare davvero il turismo a Cerveteri.”

Oggi molti guardano a Ladispoli come a una città più dinamica, più “vincente”, con un’immagine più forte. Lei vorrebbe una Cerveteri simile, oppure immagina uno sviluppo diverso?

“Secondo me il paragone tra Cerveteri e Ladispoli va fatto fino a un certo punto, perché sono due realtà diverse. E sinceramente io non sono invidioso di Ladispoli. Non è il mio modello.

Cerveteri ha risorse che Ladispoli non ha: paesaggi, patrimonio naturalistico, storia, necropoli, mare. Per me Cerveteri ha tutte le carte in regola non solo per essere la capitale etrusca, ma anche la capitale del Tirreno. Bisogna essere ambiziosi.

Se devo dire un modello, paradossalmente mi convince di più Bracciano che Ladispoli. Bracciano ha un centro storico, un ecosistema, una visione più riconoscibile.”

Un’ultima domanda. Secondo lei, oltre ad avere politici migliori, a Cerveteri non servirebbe una classe imprenditoriale più coraggiosa?

“Sì, è un tema che va detto. Non è solo colpa della politica. C’è anche un tema di classe imprenditoriale. Forse servono più coraggio, più visione, più voglia di mettersi in gioco. Poi è vero, ci sono realtà giovani che stanno nascendo, e questo è positivo. Però qualcosa che non quadra c’è, e si vede.”