L’intervista all’Assessore alla Cultura e al Turismo, Francesca Cennerilli
“Cerveteri deve tornare ad essere fiore all’occhiello degli eventi culturali del litorale” – di Giovanni Zucconi
Una delle nomine più significative nel rimpasto che è recentemente avvenuto nell’Amministrazione comunale di Cerveteri, è stata quella ad Assessore alla Cultura e al Turismo, assegnata a Francesca Cennerilli.
L’Assessorato alla Cultura è, per me, tra quelli più prestigiosi. È quello che, più di molti altri, permette all’Assessore di proporre un progetto di crescita dell’immagine della città. Con forti ricadute, a breve e a lungo termine, anche sull’economia locale.
Un assessorato che, a Cerveteri, deve anche fare i conti con la difficoltà di competere con la vicina Ladispoli sul fronte degli eventi e delle manifestazioni. Il confronto appare spesso impari. Troppo impari. Ladispoli ha forse più risorse? Più idee? Più organizzazione?
Per rispondere a queste domande, ma soprattutto per conoscere meglio i progetti e l’impostazione che vuole dare al suo assessorato, abbiamo contattato Francesca Cennerilli, che ci ha gentilmente concesso un’interessante intervista.

Una domanda preliminare. Il suo è stato un ritorno cercato, oppure l’hanno chiamata?
“Diciamo che mi hanno molto cercato, e sono stata molto felice di tornare e poter dare il mio contributo. Quindi sicuramente è stata una scelta fortemente voluta.”
Il suo è un bellissimo assessorato. Ma me la sarei aspettata più ai Servizi Sociali. È soddisfatta del ruolo che le hanno assegnato?
“Non posso nascondere che, data la mia esperienza pregressa, sarebbe stata una scelta logica e consequenziale continuare nel ruolo che ho sempre ricoperto. E nell’assessorato che ho sempre seguito. Tuttavia, ho accettato con entusiasmo il mio attuale incarico non solo come una sfida personale, ma anche perché rappresenta una realtà che mi piace moltissimo. Ho accettato questo incarico anche con l’obiettivo di mettermi a disposizione della squadra. Soprattutto perché mi è stato richiesto di tornare per aiutare e supportare la ripresa dopo la crisi. Sono quindi felice di questa nuova opportunità, e mi dedico con impegno e passione al lavoro. Fermo restando che mantengo un forte legame emotivo con il mio precedente ruolo. E che, per quello che posso, sto continuando a offrire il mio supporto alla Sindaca. Che ha trattenuto la delega, ma che sa di poter contare sulla mia esperienza.”
A mio parere essere Assessore alla Cultura è un privilegio per chi ama la propria città. Perché, come pochi altri assessorati, ti permette di disegnare la Cerveteri che vedranno gli occhi di tutto mondo. Ci può raccontare quale è il suo progetto? Qual è l’immagine di Cerveteri che vuole mostrare al mondo?
“La domanda posta è molto ambiziosa, soprattutto considerando che ci troviamo ancora in una fase di programmazione delle attività di tutto l’anno. Innanzitutto, è fondamentale garantire un rilancio culturale e turistico del nostro territorio. Perché per lungo tempo Cerveteri è stata il fiore all’occhiello del nostro comprensorio, per le sue attività culturali. Anche grazie alla nostra qualifica di patrimonio UNESCO, e alla favorevole predisposizione alla cultura e al turismo del nostro territorio, siamo stati spesso organizzatori di eventi significativi, che hanno valorizzato la nostra comunità.”

Da dove pensa di iniziare per portare avanti questo suo progetto?
“Desidero innanzitutto che la nostra gente riprenda in mano le tradizioni che ci hanno reso forti come comunità. Come la festa del Santo Patrono, la rievocazione del Venerdì Santo, la festa di Sant’Antonio e la Sagra dell’uva. Questi eventi, così caratteristici e identitari per Cerveteri, devono tornare alle origini. In modo che la popolazione si senta parte integrante di queste iniziative. Non vorrei che tali festività fossero percepite esclusivamente come occasioni per fare una passeggiata, per acquistare un gelato, o per ammirare i carri allegorici. Perché questo lo puoi trovare un po’ dappertutto. Il mio obiettivo è che questi eventi siano maggiormente sentiti e partecipati da tutta la popolazione. Dobbiamo tornare alle nostre radici comuni di cerveterani. Sono sicura che tutti noi avvertiamo fortemente questa necessità.”
Questo suo progetto ha naturalmente bisogno dell’impegno dei Rioni per raggiungere i risultati che si è prefissata
“Naturalmente ha ragione. In collaborazione con i Rioni e con l’Assessore Parroccini, stiamo conducendo un grande lavoro con le realtà territoriali per raggiungere questo obiettivo. Stiamo svolgendo con i Rioni un grande lavoro, e percepiamo che questa esigenza di collaborare sia avvertita anche da parte loro. Abbiamo evidentemente toccato un nervo scoperto, ed evidenziato una carenza, che forse c’è stata, e che necessita di essere riequilibrata. Per questo stiamo ascoltando tutte le realtà del nostro territorio. Incluse le associazioni sportive e culturali. Con loro lavoriamo in maniera sinergica per riportare al centro del nostro progetto l’identità della nostra collettività.
Ovviamente, nell’organizzare eventi, puntiamo anche a livelli di qualità elevati. Integrando la progettazione culturale con quella turistica. Questo perché dove ci sono cultura ed eventi di spessore, si possono attrarre molti visitatori. Creando un volano per il rilancio del turismo, di cui abbiamo certamente bisogno.”
Può anticiparci qualcosa?
“La nostra programmazione è in una fase avanzata, ma non siamo ancora nella condizione di fornire dettagli specifici o indiscrezioni. Tuttavia, presto saremo in grado di condividerle delle novità in anteprima. Ma stiamo puntando in alto perché vogliamo che il livello culturale della cittadinanza diventi il nostro principale biglietto da visita verso l’esterno. I due anni e mezzo di lavoro che ci restano saranno dedicati a una pianificazione dettagliata, mirata e di alta qualità.”
Gli eventi che si sta immaginando di programmare sono più eventi “pop” o più culturali? In altre parole, sono più vicini a quelli che organizza solitamente Ladispoli, o a quelli che tradizionalmente organizza Cerveteri?
“Troveremo il giusto equilibrio cercando di soddisfare tutte le necessità. Fermo restando che per me gli eventi culturali di alto livello sono prioritari. Ma siamo una popolazione variegata, ed è quindi necessario che la cultura che portiamo sul nostro territorio con gli spettacoli e con gli eventi, possa e debba coinvolgere l’intera popolazione. Cercheremo quindi di trovare un giusto equilibrio che, pur non potendo accontentare tutti, offra anche momenti più nazional popolari. Questo non significa diminuire il livello di qualità degli eventi culturalmente più elevati. Che continueranno ad essere presenti come sempre.”
Ma a lei, il modello Ladispoli piace?
“Non intendo giudicare il lavoro degli altri. Riconosco e rispetto tutti coloro che si impegnano nel loro lavoro. Ho una diversa concezione della cultura territoriale, ma ciò non implica che la mia visione sia corretta e quella degli altri sbagliata. Diciamo che mi piacerebbe poter includere nei nostri eventi anche momenti di leggerezza e di folklore. Incentivando le persone a partecipare agli eventi estivi, rendendoli più accessibili e alla portata di tutti. Il nostro obiettivo è quello di spingere le persone a partecipare, e a scoprire, eventi che magari pensavano che non rientrassero nei loro gusti. Che invece poi scoprono essere meritevoli di essere visti e vissuti. Cercheremo quindi di fare un po’ da apripista verso eventi più elevati culturalmente.”
Se lei avesse la bacchetta magica, quale sarebbe un evento che le piacerebbe organizzare?
“Mi piacerebbe organizzare un grande concerto con nomi famosi, come quello del Jova Beach. Un evento che possa portarci, come in quel caso, su tutti i giornali e su tutti i TG. Ma un festival di alto livello richiede molte risorse e una buona organizzazione, che al momento non abbiamo. Tuttavia, faremo del nostro meglio, e magari riusciremo a portare un nome importante entro l’anno prossimo. Anche senza bacchetta magica.”

Tornando ai Rioni, è evidente che, quando sono coinvolti attivamente, riescono a fare la differenza. Come hanno dimostrato anche recentemente. Lei prima ha affermato di essere al lavoro su questo coinvolgimento. Ma credo che sarebbe anche utile prevedere di fornire loro un sostegno tangibile. Recentemente, hanno richiesto dei capannoni per poter allestire i carri. Questi rioni verranno inclusi stabilmente nel gruppo di lavoro che lei sta formando?
“Per quanto riguarda i rioni, posso parlare anche a nome dell’assessore Parroccini, con cui collaboro costantemente. Le nostre deleghe sono strettamente correlate e, nello specifico, i rioni appartengono alla sua delega. Tuttavia, essendo parte integrante del concetto di eventi popolari e culturali, ci lavoriamo insieme.

Abbiamo già incontrato. sia ufficialmente che informalmente, tutti i rappresentanti dei rioni. I rioni sono parte integrante di ogni tipo di attività che andremo ad organizzare. Desideriamo ripartire dalla loro forza, e dal contributo che le persone che vivono e amano il territorio possono offrire. Nessuno meglio di loro può farlo.
I rioni saranno coinvolti in tutti i nostri progetti. Stiamo definendo l’organizzazione delle attività e il loro coinvolgimento. Speriamo di coinvolgerli tutti, in tutte le manifestazioni che intendiamo organizzare. Dalle più imminenti, come il Santo Patrono, fino a quelle di Natale. Stiamo anche progettando un regolamento che istituzionalizzi la funzione dei rioni. Non solo come supporto dell’amministrazione, ma valorizzando ulteriormente il lavoro che hanno svolto finora.
Come Amministrazione comunale, dobbiamo ripartire da ciò che è valido sul territorio. Rispettando e valorizzando il lavoro gratuito che le persone svolgono per il bene culturale comune. I rioni sono in questo fondamentali.
Accoglieremo le loro proposte, nei limiti del possibile, e li supporteremo in ogni loro attività organizzativa. Saranno seduti al tavolo con noi per organizzare insieme ciò che è giusto e valido per il nostro territorio. Ascolteremo le loro esperienze, e i loro suggerimenti per capire cosa migliorare, e cosa eventualmente aggiungere di utile.”












