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Allumiere, il Pd batte la Lega per 55 voti

I dem si attestano primi con 550 preferenze. Lega seconda a 495. Esulta il sindaco Pasquini. Ceccarelli (Articolo Uno): “Il Pd festeggia la sua vittoria di Pirro”

Allumiere, il Pd batte la Lega per 5 voti –

Controtendenza in collina dove il Partito democratico per una manciata di voti riesce a battere la Lega di Matteo Salvini attestandosi il podio.

I dem hanno infatti ottenuto 550 preferenze contro le 495 del partito del “Capitano”.

Un risultato che fa gioire il sindaco Antonio Pasquini: “Ad Allumiere – scrive il Sindaco – il Partito democratico torna a essere il primo partito”.

“Il lavoro a testa bassa e una linea programmatica vince contro coloro che strillano e cercano solo le prime pagine”.

“Come dice il segretario Zingaretti ‘Si apre una nuova stagione di un bipolarismo che vede una destra estremista e un altro fronte di un centrosinistra che grazie anche a questo voto avrà un nuovo futuro e radicamento sociale nel nostro paese'”.

A “disturbare” la festa dei dem ci pensa però il consigliere di Articolo Uno, Simone Ceccarelli: “Ad Allumiere – ha detto – il Pd festeggia la vittoria della destra”.

“Si resta basiti di fronte alla faciloneria di un partito che si ritiene soddisfatto di risultare sì, il primo partito del paese, ma col magro bottino di 550 voti mentre la somma delle destre sfonda ampiamente il tetto degli 800”.

Ceccarelli fa notare come “il Pd fino a qualche anno fa viaggiava a ridosso dei 900 voti” e oggi, invece “canta vittoria per un risultato che è quasi la metà della forza espressa in un passato anche abbastanza recente”.

“Esattamente come quel tizio che fischietta mentre sega il ramo su cui è seduto, la segreteria allumierasca del PD festeggia di fronte non già alla mucca nel corridoio di bersaniana memoria, ma davanti ad un gigantesco pachiderma”.

“Quel partito non guadagna consensi a partire dalle lezioni all’Università Agraria di due anni fa, quando i cinque candidati targati PD raccolsero, appunto, 540 voti”.

“Intanto la destra – prosegue ancora Ceccarelli – cresce e per la prima volta nella storia repubblicana, l’area complessiva delle destre surclassa quella di sinistra”.

“Questo devastante risultato è il chiaro prodotto di un’egemonia democristiana esercitata all’interno di quel partito, guarda caso da due anni, di una sciagurata corsa al centro che ha dimenticato e umiliato l’eredità storica della sinistra allumierasca. Così facendo, è naturale che quel patrimonio politico si disperda”.

“Non è necessario aver studiato statistica (anche se per farsi classe dirigente di un partito sarebbe preferibile averlo fatto, se non altro per non compiere analisi politiche campate in aria) per individuare nella linea politica del PD la principale responsabilità di questo epilogo”.

“Per carità di patria evitiamo di considerare il fatto che all’interno di quei 550 voti ci sono anche i voti di Articolo UNO su Pietro Bartolo, che non a caso è risultato il secondo più votato della lista”.

“L’auspicio è che i dati elettorali – aggiunge Ceccarelli – vengano letti con onestà e che la sinistra interna al PD si renda conto che non è più solo urgente cambiare linea, radicalizzarsi e guardare verso sinistra anziché al centro democristiano, ma diventa perfino un dovere storico”.

“Per farlo, però, quel partito non ha altra scelta che aprire un conflitto interno nei confronti di chi ha dato le carte in questi due anni, proponendo un cambio di dirigenza e contenuti”.

“Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai, diceva De André”.

“Sta al coraggio di chi, esautorato, è attualmente alla guida del partito decidere se aprire una nuova stagione o perseverare diabolicamente nell’errore”.

“Il dramma è che il prezzo di quell’errore lo pagheremo tutti, anche chi dalla più alta scranna del palazzo comunale ostenta una miopia politica tale da cantare vittoria tra mille macerie”.

“D’altra parte – conclude Ceccarelli – anche a bordo del Titanic che colava a picco c’era un’orchestra che continuava, imperterrita, a suonare”.

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