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CittàCronaca

Alla Necropoli della Banditaccia la presentazione del libro “Un Amore Altro”. L’intervista all’autore Enzo Dall’Ara

di Giovanni Zucconi

Mai come in quest’anno le aree archeologiche di Cerveteri e Ladispoli sono state la splendida location di interessanti e suggestivi eventi culturali. Ed è solo l’inizio, come potrete scoprire nei prossimi mesi.

Non è una novità da poco. Parlando solo di Cerveteri, in una città molto povera di strutture dove poter fare cultura, la piena disponibilità del PACT e della Soprintendenza ad accogliere quelle manifestazioni che prima si facevano solo, o quasi solo, nella Sala Ruspoli, è stato evidentemente un grandissimo passo avanti.

Non vorrei fare errori, ma, da fine dicembre, ho contato ben 8 manifestazioni culturali di varia natura, organizzate in aree archeologiche di Ladispoli e di Cerveteri.

A ben vedere, è facile intuire l’origine di questa novità. Tutte queste manifestazioni sono state ideate e organizzate dal regista e attore Agostino Da Angelis. Che ha proposto, in tutti questi eventi, il suo collaudato format. Fatto di location suggestive, letture intense e brani recitati da un mix di attori professionisti e da bravissimi dilettanti. Il tutto senza neanche piantare un chiodo nell’area archeologica coinvolta.

Ieri pomeriggio, all’interno del recinto della Necropoli della Banditaccia, è stato il turno della presentazione del libro “Un Amore Altro”, del professor Enzo Dall’Ara. Noto critico d’arte e scrittore.La presentazione è stata condotta dalla giornalista Barbara Pignataro.

“Un Amore Altro” è un piccolo gioiello letterario che ci parla dell’Amore Assoluto. Quello universale ed eterno. Enzo Dall’Ara ci racconta questo amore assoluto facendo dialogare tre coppie; Dante e Beatrice, l’Imperatore Adriano e Antinoo, e Armonia e Onda. Un amore allegorico, un amore immaginatoe un amore esemplare. Amori apparentemente distanti dagli amori terreni che siamo abituati a vivere. Ma che tuttavia rappresentano l’Amore come dovrebbe essere: puro, totalizzante ed eterno. Tre amori che rappresentano tutti gli amori possibili: l’amore eterosessuale, quello tra Dante e Beatrice, l’amore omosessuale maschile, quello tra Adriano e Antinoo, e quello omosessuale femminile, anche se solo allegorico, tra Armonia e Onda.

Abbiamo avuto il privilegio, al termine della presentazione, di poter fare qualche domanda all’autore. Che ringraziamo per la sua disponibilità. Se volete approfondire il concetto di Amore Assoluto, e rendervi conto della sua necessità nella nostra società, vi consiglio di leggere l’intervista che segue.

Professore, nel suo libro lei ci parla di un amore immaginario, di un amore allegorico e di un amore esemplare. Si può parlare dell’amore che possiamo vivere noi persone normali, raccontando tre amori così particolari?

“Naturalmente sì. Perché nell’amore che noi viviamo, c’è l’amore della nostra immaginazione. Quasi sempre noi immaginiamo l’amore.E c’è un amore allegorico, perché noi viviamo di allegoria. L’allegoria ci accompagna sempre, Anzi noi spesso usiamo l’allegoria per fare capire meglio il nostro amore: “Io ti amo come… Tu sei come…”, E poi c’è l’amore.L’amore vissuto.L’amore vero.L’amore che fa diventare le due entità, una sola entità.Ma bisogna non disgiungere, se possibile, l’innamoramento dall’amore. Cioè,l’innamoramento deve ascendere e diventare Amore.”

Può spiegarci meglio questo passaggio, per favore?

“Il problema della nostra società è proprio questo: ci si ferma al primo step, Ci si ferma all’innamoramento, che è soprattutto un fatto erotico. Ma arrivare all’amore con la “A” maiuscola vuol dire andare oltre questo fatto. Che non significa negare l’erotismo, ma raggiungere un’unione di anima. Platone parlava di uno, non di due metà. Solo uno. Questo è l’Amore. E quando si arriva a questo, a questa verità, allora le due persone si completano, e sono veramente un’unica persona.Naturalmente con le loro differenze, ma sono un’unica persona.Cioè, un’unica entità. Oggi sembra quasi utopistica questa cosa.”

L’amore che viviamo oggi non è quindi sempre l’Amore assoluto

“Purtroppo, no. L’amore assoluto è questo “amore altro”.Perché non è un altro amore, è un amore altro.”

È migliore?

“Certamente. È l’amore vero per me.Perché un “altro amore” è un vuol dire un amore che si aggiunge agli altri. Ed è quindi. Alla fine, un amore come gli altri. Se poi diventa un “amore altro”, allora va bene. Dobbiamo pensare ad alcunipersonaggi storici che hanno dato la vita per amore.A personaggi che hanno abdicato a dei troni per amore. Questo è l’amore vero. Ecco, un amore fra Adriano e Antinoo è un amore assoluto.Perché questo imperatoreaveva tutto, e fra l’altro è stato anche un grandissimo imperatore.Ma quando vede questo ragazzo, come dice Dante, gli si squadernail mondo.Ma gli si squaderna il mondo non solo da un punto di vista angelicato, ma da un punto di vista anche fisico.”

Durante la presentazione del suo libro, lei ha detto che, nella nostra società, abbiamo bisogno della Bellezza. Abbiamo bisogno anche dell’Amore assoluto?

“Noi dobbiamo intriderci della convinzione che l’Arte, in tutte le sue sfaccettature, poetica, musicale, visiva, teatrale, danza, è il viatico per arrivare alla Cultura alta. E la Cultura alta è l’unico stupendo mezzo che noi abbiamo per uscire dalle stasi della vita, e dalle cadute della vita.Io sono convinto che questa situazione così offuscata, abbrunata, del mondo di oggi sia soprattutto un decadimento culturale.Eil decadimento culturale dopo diventa decadimentoeconomico. E poi diventa un decadimento sociale, e poi diventa un decadimento politico.”

Come possiamo evitare questo decadimento, secondo lei?

“Dobbiamo elevare la cultura: l’arte, la poesia, la musica, eccetera. Ma per fare questo bisogna lottare, lottare molto. Soprattutto attraverso l’estetica del bello.Perché il bello ti tinge di luce. La bellezza è luce,è colore.Noi abbiamo bisogno di questo.E solo con la cultura, secondo me, si arriva a questo.”

L’Amore può aiutarci a raggiungere tutto questo?

“L’amore è indispensabile. perché senza l’amore non c’è luce. Questo è quello che penso io.”

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