I libri prima distribuiti nei corridoi saranno concentrati tutti in una sola sala
Cerveteri, l’Istituto Cena si dota di una biblioteca scolastica –
L’Istituto Comprensivo “Giovanni Cena” di Cerveteri si doterà di una biblioteca interna alla scuola stessa che sarà inaugurata a settembre.
“Un sogno per questo Istituto – si legge nel comunicato ufficiale – che, nella nostra città, si è sempre contraddistinto per la promozione della lettura”.
L’Istituto ha più volte partecipato a numerosi concorsi letterari e l’organizzazione di eventi, il più importante dei quali è la Festa del Libro.
L’ultima edizione di quest’ultima si è tenuta nel 2019 in Piazza Santa Maria alla chiusura dell’ultimo anno scolastico pre-pandemia.
La biblioteca raccoglierà i volumi raccolti dall’Istituto e in passato erano sparsi sugli scaffali nei corridoi della scuola.
All’interno dell’Istituto Cena è stato ricavato un unico ambiente allestito con delle scaffalature: sarà quella la biblioteca scolastica.
A donarle alla scuola, Umberto Piotto, titolare dell’“Erboristeria In Sole” di Cerveteri.
L’Erboristeria “si è fatta promotrice di un’iniziativa lodevole a sostegno della cultura nella nostra città e dei suoi giovani cittadini”, dichiarano dall’Istituto.
L’Istituto sottolinea l’importanza nell’educazione del bambino della presenza di una biblioteca scolastica.
Lo scopo è l’educazione alla lettura, per favorire un approccio affettivo al libro nei bambini, “oggi distratti dagli strumenti informatici che, seppur importanti e tanto utili, richiedono comunque un’educazione all’uso critico e consapevole”.
La scuola è vincitrice di numerosi progetti nazionali e internazionali: la classe 2.0, progetti Erasmus e recentemente il Piano Nazionale di Scuola Digitale e un progetto su spazi e strumenti STEM.
“La biblioteca sarà luogo dedicato a tutti gli alunni della scuola a partire dalla scuola dell’Infanzia – spiegano al Cena – e negli obiettivi c’è la possibilità di collaborazioni con le biblioteche del territorio, in primis la nostra biblioteca comunale e una futura apertura alla cittadinanza, perché la cultura è di tutti”.









