Valentina Vidor: “Un atto di solidarietà e di protesta pacifica nei confronti di queste discriminazioni che stanno colpendo molte categorie”
Arriva anche a Ladispoli la protesta pacifica del “Governo Io Apro” –
La protesta pacifica del ‘Governo Io Apro’ arriva anche a Ladispoli. A decidere di aderire all’iniziativa messa in campo dall’associazione che raccoglie al suo interno ristoratori, gestori di palestre e piscine, cinema e teatri, centri estetici …. è Valentina Vidor titolare dell’agriturismo “Dai Cornuti” ai Monteroni.
Nelle settimane scorse dopo essere scesi in piazza a Roma per ben due volte, i promotori dell’associazione hanno dato il via a una nuova protesta con la nascita del “Governo Io Apro” che da lunedì ha riaperto le attività che hanno deciso di aderire, senza alcun tipo di condizione: senza limiti di orario (niente coprifuoco) senza limiti di fasce, dentro e fuori e non solo all’aperto come invece voluto dal Governo.
E con i ristoratori che hanno tirato su le serrande delle loro attività, ci sono anche palestre, centri estetici, teatri. «Il nostro è un atto di solidarietà e una protesta pacifica nei confronti di queste discriminazioni che stanno colpendo molte categorie», ha detto Vidor. Un provvedimento, quello preso dal Governo che «ha in sé numerose incongruenze».
E la titolare dell’agriturismo fa un’osservazione: «Si può passeggiare nei centri commerciali, andare al supermercato, entrare in un negozio, mangiare al ristorante dell’ospedale, ma noi dobbiamo servire pranzo e cena solo all’aperto».
E alla luce di queste verità per Vidor quella portata avanti in questi 14 mesi più che una lotta al covid sembra «una guerra economica nei confronti di una determinata categoria». Regole quelle imposte dai politici nazionali che più che basarsi sul buonsenso sembrano essere dettate da «incompetenza».
Da qui la decisione di aderire all’iniziativa. Non si tratta di un senso di irresponsabilità, ma di buon senso: «Se ho dei clienti che stanno pranzando o cenando fuori e inizia a piovere o fa freddo, se lo desiderano potranno finire di consumare il pasto dentro».
«Dobbiamo difendere oltre che le nostre famiglie anche il tessuto socio economico su cui si fonda questo Paese» perché se un’intera categoria e l’indotto dietro a essa dovesse fallire, è chiaro che l’intero sistema economico salterebbe.
E l’appello, più volte lanciato dai promotori di Io Apro e da parte di chi ha deciso di sposarne la causa è quello di aderire in massa all’iniziativa. Solo in questo modo, secondo gli ideatori della protesta pacifica, la voce di chi oggi sta protestando potrebbe finalmente essere ascoltata.









