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Ladispoli, Grando: “La commissione sul concorso è inutile”





Intervistato sull’argomento del concorso di Allumiere, il Sindaco di Ladispoli ha spiegato la situazione e il suo punto di vista

Ladispoli, Grando: “La commissione sul concorso è inutile” –

Una commissione d’inchiesta comunale sul concorso di Allumiere? Il Sindaco di Ladispoli Alessandro Grando non usa mezzi termini ai microfoni di Fabio Bellucci.

“Questa è una delle cose più inutili che si potevano chiedere a livello generale” dice direttamente il Primo cittadino di Ladispoli.

“Una commissione d’inchiesta per dire cosa? Che il comune ha aderito a una graduatoria di un comune limitrofo? Chiunque vuole può chiedere gli atti”, apostrofa.

“Ogni consigliere comunale ha pieno accesso agli atti della convenzione, che sono, tra l’altro, atti pubblici”, conclude il Sindaco.

Grando ha voluto comunque spiegare come il nome della città di Ladispoli sia finito nella questione del bando di Allumiere su cui, ora, è in corso un’indagine.

La commissione esaminatrice del concorso era costituita da tre persone che in tempi diversi e a vario titolo avevano avuto esperienze lavorative presso il Comune di Ladispoli.

“Questo è bastato per qualcuno per mettere in mezzo il Comune di Ladispoli”, dice Grando.

Uno dei tre aveva svolto delle attività amministrative durante la giunta Paliotta, mentre un altro era, sì un dirigente del Comune di Ladispoli, ma che era ritornato dopo uno spostamento a Civitavecchia sotto la giunta Cinque Stelle.

Infine, il terzo, è un dipendente del Comune di Tolfa che si troverebbe a Ladispoli per una convenzione mirata a rinforzare l’organico della segreteria comunale.

Per Grando è tutto qui la questione: gli enti hanno difficoltà a procurarsi il personale necessario per svolgere l’attività amministrativa.

Un concorso pubblico è difficile e costoso da realizzare, soprattutto in tempi di Covid-19.

Quindi la soluzione è proprio quella delle convenzioni tra enti o, come nel caso del concorso di Allumiere, attingere a graduatorie di enti limitrofi, come prevede la legge.

“È una procedura, quella di poter attingere ad altre procedure concorsuali, comoda ed economica: noi abbiamo pochi mesi fa fatto un concorso per due assistenti sociali che abbiamo assunto”, spiega Grando.

“Abbiamo assunto i primi due, ma altri comuni ci hanno chiesto di poter attingere alla lista dei partecipanti, compreso ad esempio il Comune di Cerveteri”, dice.

L’altra questione emersa dalla vicenda del concorso di Allumiere è l’assunzione dei quattro candidati presso il Comune di Ladispoli.

“Tra i quattro nomi degli assunti figura il nome di una donna che era un Articolo 90 fino a qualche mese fa e che era la mandataria della mia campagna elettorale”, ammette Grando.

Per il Sindaco però è solo una casualità dovuta al fatto che la donna sia riuscita a ottenere quello specifico livello in graduatoria, frutto solo delle sue capacità personali.

“Ci sono stati altri candidati che hanno svolto attività tramite l’Articolo 90 e che hanno partecipato al concorso, senza però superare neanche la selezione”, chiarisce il Sindaco.

“Noi abbiamo attinto alla graduatoria e ci sono stati inviate quattro persone, tra queste quattro c’era anche questa donna”, ha poi concluso.

Claudio Lippi