Ancora troppa gente non rispetta le disposizioni del Dpcm dell’11 marzo. Il sindaco Alessandro Grando preannuncia l’arrivo di un’ordinanza sindacale per la giornata di oggi
Covid-19, a Ladispoli in arrivo delle restrizioni –
“Abbiamo dimostrato di non essere in grado di rispettare delle semplici disposizioni, che non ci sono state imposte per gioco ma per tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli.Parlo al plurale perché una città è fatta di migliaia di persone, che insieme compongono una comunità”.
A parlare è il sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando.
Nonostante le restrizioni del Dpcm dell’11 marzo e l’invito a uscire solo in caso di giustificato motivo (andare a lavoro, a fare la spesa, in farmacia, …) c’è chi ancora chi va in giro per la città senza motivazione alcuna. E tra questi ci sono anche diversi ragazzi.
Mancanza di rispetto delle prescrizioni imposte dal Governo che ora hanno portato il sindaco cittadino a emettere una nuova ordinanza, che sarà pubblicata nella giornata di oggi.
Il documento, come annunciato ieri sera da Grando, conterrà “una serie di restrizioni che ritengo assolutamente necessarie per tutelare la salute dei cittadini di Ladispoli, anche di chi le regole non le sta rispettando”.
“Sono deluso, non ve lo nascondo. Per natura sono sempre portato a pensare che il buon senso, prima o poi, prevalga in ognuno di noi. Evidentemente non è questo il caso”.
“Sono sicuro tuttavia che le persone che stanno rispettando alla lettera le disposizioni governative, dimostrando intelligenza e un grande senso del dovere, capiranno che per il bene di tutti non si poteva fare altrimenti”.
“In questi giorni ho chiesto alla Polizia locale di moltiplicare gli sforzi e di intensificare i controlli su tutto il territorio comunale. Sono costantemente in contatto con il Comandante Blasi e questa sera mi sono consultato anche con il Comandante della Stazione dei Carabinieri Umberto Polizzi”.
“A loro e a tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine va il mio personale ringraziamento e quello dell’intera città, unitamente ai medici e a tutto il personale sanitario, ai ragazzi che effettuano il servizio di raccolta differenziata porta a porta, ai dipendenti pubblici, a quelli delle poste, agli impiegati degli uffici bancari, a tutti i lavoratori delle attività che sono rimaste aperte e ai tanti volontari che ci stanno aiutando a fronteggiare l’emergenza”.
“In questi giorni sono state pubblicate sui media molte immagini, che in qualche modo racchiudono in un solo scatto la gravità del momento che stiamo vivendo”.
L’immagine che più ha colpito il primo cittadino sono i camion dell’esercito che portano via le bare di Bergamo “perché sono morte talmente tante persone che il cimitero comunale non può più contenerle”.
“Io un’immagine così non l’avrei mai voluta vedere, nel mio Paese e in nessun’altra parte del mondo. E state certi che farò tutto quello che posso per far si che un’immagine del genere non venga mai scattata nella mia città”.









