Posta al centro della ex villa comunale, non versa in ottime condizioni: da simbolo della città, ad esempio della gestione dei monumenti negli ultimi decenni. Caratelli: “Pulizia, riparazione e cartellonistica sono cose che si possono fare in tempi brevi”
Per tanti è sempre stata un oggetto un po’ curioso al centro del giardino del municipio di Santa Marinella: è la tomba delle Volpelle.
Non è appariscente, ma è uno dei relativamente pochi reperti archeologici di un certo rilievo visitabili in città: risale al IV secolo a.C. e venne rinvenuta, nell’ormai lontano 1961, durante i lavori di realizzazione dell’autostrada A12 e del casello oggi indicato come Civitavecchia Sud.
La sovrintendenza affidò il rinvenimento Odoardo Toti e grazie ad un accordo con l’allora sindaco Zampa e l’assessore Caratelli venne proposto di spostarla proprio nel giardino della villa comunale di Santa Marinella: un modo per salvarla. Al suo interno venne rinvenuto un teschio, caratterizzato dalla tipica forma allungata, e un corredo funerario con ceramiche a figure rosse, tutti reperti esposti presso il Museo di Civitavecchia.
Si tratta dell’unica altra tomba a edicola insieme alla Tomba del Bronzetto di Populonia che sia mai stata rinvenuta.
Lo stato attuale della Tomba delle Volpelle
Eppure, un po’ come altri monumenti cittadini, Santa Marinella tende a dimenticarla: l’ultimo restauro risale al 2006 e da allora è stato fatto poco per il suo mantenimento.
Il tetto in cemento e foratini risalente al ’61, costruito per proteggere la struttura e mostrare come fosse originariamente, è nuovamente bucato e qua e là lungo la sua superficie si vedono le tracce di scritte colorate, sulle pietre antiche in pietra locale.
Qualche tempo fa venne circondata da una rete precaria per limitarne l’accesso ai malintenzionati, ma anche il recinto ormai è parzialmente crollato.
Qualcuno aveva, in passato, pensato di smontarla di nuovo e di trasferirla al Castello di Santa Severa: “Non ci sono progetti in tal senso”, assicura Giovanna Caratelli, consigliere comunale e delegata alla cultura e alla biblioteca.
Nei giorni scorsi è stato sollevato il problema dello stato della tomba sui social network ed una promessa di intervento è giunta dalla nuova amministrazione.
Pulizia e recupero della recinzione e del tetto in foratini sono le priorità che l’Amministrazione è pronta a mettere in opera.
“Per svolgere opere di restauro complete serve un coordinamento tra vari enti, soprattutto la Sovrintendenza delle Belle Arti e anche la ASL che ha in gestione la villa e l’area su cui si trova la tomba”, dice la consigliera Caratelli.
Però assicura che per alcune attività non servono tempi lunghi: “Anche creare una cartellonistica per la tomba non è una cosa difficile da fare o costosa”, aggiunge la delegata.
“L’Amministrazione – dice Caratelli – intende valorizzare i beni archeologici di Santa Marinella, ma molte cose sono rimaste indietro e richiedono parecchio tempo per essere recuperare. Un esempio è la Casina Trincia che non è mai stata registrata presso l’elenco dei beni archeologici e monumentali, impedendo così l’accesso a fondi validi per i restauri”.
Al Comune manca anche una mappatura dei beni monumentali ed archeologici: “Sono tutte operazioni che vogliamo fare, ma richiedono tempo. La cartellonistica si può fare in tempi brevi e poi sarà necessario attingere a fondi, bandi per interventi più strutturali”, spiega Caratelli.
La Tomba e Santa Marinella
Poi un ricordo del passato: “In casa si parlava molto della tomba delle Volpelle e mio padre era entusiasta di essere riuscito a farla installare nel parco della villa comunale – racconta la professoressa Caratelli –. Per lui era un simbolo che collegava il passato del territorio alla città moderna di Santa Marinella”.
Un collegamento che dovrebbe essere apprezzato ed apprezzabile da chiunque viva in città.
Claudio Lippi












