“Due sentenze del TAR Lazio smontano la pianificazione comunale sulla telefonia mobile. L’opposizione: ‘Disastro amministrativo pagato dai cittadini’”
Cerveteri, il TAR annulla piano e regolamento sulle antenne: attacco dell’opposizione al sindaco Gubetti –

CERVETERI – Due sentenze del TAR Lazio avrebbero annullato il piano e il regolamento comunale sulla pianificazione della localizzazione delle antenne di telefonia mobile. A denunciarlo è l’opposizione in consiglio comunale, che punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Elena Gubetti, accusata di non aver informato tempestivamente cittadini e consiglieri comunali sull’esito dei ricorsi.
Secondo quanto riportato dal giornale online L’Ortica, le pronunce del Tribunale amministrativo non sarebbero recenti, ma sarebbero emerse soltanto ora. Una circostanza che ha immediatamente acceso lo scontro politico.
“Come al solito – attacca l’opposizione – il sindaco Gubetti, sempre pronta a foto, passerelle e a proclamare giornate storiche per il nulla, sparisce invece quando si tratta di informare correttamente la cittadinanza e assumersi le proprie responsabilità sui disastrosi risultati amministrativi”.
Stando sempre a quanto riferito nell’articolo, il TAR avrebbe ritenuto illegittimo l’operato del Comune nella parte in cui il regolamento prevedeva che le stazioni radio base e i tralicci per la telefonia potessero essere installati soltanto in siti prestabiliti. Una scelta che, secondo i giudici amministrativi, configurerebbe di fatto un divieto generalizzato non consentito dalla normativa nazionale in materia di telecomunicazioni.
L’opposizione, pur precisando di non aver ancora potuto visionare direttamente le sentenze, annuncia l’intenzione di richiederle formalmente attraverso un accesso agli atti.
“Se tutto questo fosse confermato – dichiarano i consiglieri – si tratterebbe di una dura sconfitta per l’amministrazione Gubetti, che dimostra ancora una volta superficialità e improvvisazione nella gestione di temi delicati come quello delle antenne, questioni che non possono essere affrontate con slogan”.
Nel mirino finisce anche la presunta condanna economica inflitta al Comune. Secondo quanto riferito, l’ente sarebbe stato condannato a risarcire 8.500 euro, una somma che, sottolinea l’opposizione, “peserà sulle tasche dei cittadini”.
“Ci saremmo aspettati – concludono – che il sindaco mettesse al corrente il consiglio comunale e la cittadinanza. Perché i soldi pubblici sono soldi dei cittadini”.









