Dopo una campagna elettorale di fuoco arrivano gli appelli per pacificare gli animi e affrontare il secondo turno
Il primo turno elettorale si è concluso e, come era abbastanza scontato, non c’è stato alcun plebiscito santamarinellese e si va inesorabilmente al ballottaggio tra centro destra e centro sinistra. È stata una tornata caratterizzata da una campagna elettorale accesa ed è stato notato un po’ da tutti. Anche l’affluenza ne ha risentito: un totale del 58,08% degli aventi diritto al voto si è presentato alle urne.
Il dato è abbastanza in linea con quello nazionale che non ha comunque superato il 60%, ma a Santa Marinella è stato inferiore a quello del 2023 dell’1,40% e a quello del 2018 dell’1,57%. Alla fine, arriveranno al secondo turno i due candidati medici: Damiano Gasparri col 32,58% e Alessio Manuelli col 27,77%.
Ad entrambi i candidati servirà l’inevitabile appoggio delle liste che non hanno superato il primo turno cercando un accordo rivolto ai candidati consiglieri con maggiori preferenze e qui la questione si fa spinosa, visto il tipo di campagna elettorale che non ha mancato colpi a volte bassi e decisamente personali.
L’appello a spoglio non ancora concluso di Pietro Tidei rivolto a Manuelli e Minghella è proprio in questa direzione: i due ex colleghi di coalizione nel 2023 hanno raccolto il 53,29% delle preferenze con le loro dieci liste e se si unissero avrebbero serie possibilità di portare il giovane cardiologo sulla poltrona di via Cicerone. La stessa cosa non si può certo dire di Gasparri che, anche qualora riuscisse a stringere un patto con Mariarosaria Rossi potrebbe guardare un bacino di voti pari a poco meno del 5,3% dei voti in più.
Marino e Renga, i due outsider raccolgono ben poche preferenze con i loro progetti indipendenti.

Quindi, a ben vedere, tutto ruoterà attorno alle prossime mosse nel centro sinistra di Santa Marinella che si dimostra ancora una volta, nel suo elettorato, incline a preferenze moderate e liberali. Tidei, dal canto suo, ha fatto un passo indietro importante, affermando che politicamente lascia la Perla del Tirreno, dopo tre mandati da sindaco e quindi, presumibilmente la sua figura non dovrebbe creare attriti tra le parti.
Saranno dunque le animosità delle ultime settimane quelle da superare, problema questo presente però anche nel centro destra: il rischio è che al posto delle strette di mano, i candidati che non hanno superato il primo turno lascino carta bianca ai loro candidati ed elettori e in quel caso, tenendo conto del calo delle affluenze inevitabile al ballottaggio, chiunque otterrà pochi voti in più, si porterà a casa la partita.
Claudio Lippi









