Dalla crisi politica agli alberi da salvare. Alessandro Gnazi fa il punto su Cerveteri
di Giovanni Zucconi
Cerveteri, Alessandro Gnazi in un’intervista a tutto campo: maggioranza, rifiuti, verde e decoro urbano

A Cerveteri la Politica continua a vivere tra equilibri precari, numeri risicati e fibrillazioni che ormai non sorprendono e, forse, non interessano più nessuno. Ma fuori dal Granarone, come sempre, sul giudizio alle Amministrazioni pesa altro. I cittadini non misurano un’Amministrazione dal numero delle tensioni interne, ma da ciò che vedono ogni giorno. Una strada pulita, un servizio che funziona, un progetto che parte e che si conclude, un problema che si affronta e che si risolve.
Alessandro Gnazi, Assessore all’Ambiente, rifiuti e decoro urbano, parte proprio da qui. Difende la tenuta della maggioranza dopo l’approvazione del bilancio, minimizza le letture più drammatiche della crisi politica, e prova a spostare il baricentro del ragionamento sulle cose concrete: rifiuti, decoro, alberi, verde pubblico, Valcanneto, educazione ambientale. Nella sua intervista che segue, ci parlerà di tutto questo. Con una sua chiara posizione: le polemiche pesano, ma alla fine conteranno di più i risultati.
Cominciamo parlando di temi politici. Dopo l’approvazione del bilancio, secondo lei ci sono ancora ostacoli veri davanti alla maggioranza per arrivare a fine legislatura?
“Per un Comune il bilancio di previsione è l’atto politico più importante, perché definisce in modo concreto cosa si vuole fare durante tutto l’anno. Il fatto che sia stato approvato dalla maggioranza indica una volontà chiara: andare avanti.
Per questo ritengo che ci siano le condizioni per proseguire il lavoro fino alla scadenza naturale del mandato del 2027, quando poi saranno i cittadini a giudicare il lavoro fatto. Se poi accadranno altri momenti di difficoltà sarà giusto affrontarli, ma soprattutto spiegarli con chiarezza ai cittadini.”
Subito dopo, però, c’è stato lo scivolone sulla vicepresidenza del Consiglio affidata all’opposizione. Un ennesimo segnale di difficoltà?
“In quel passaggio non si è trovata una convergenza su un nome e questo mi è dispiaciuto molto, soprattutto sul piano umano, perché era una persona che avrebbe ricoperto quel ruolo con scrupolo ed entusiasmo. Poi in consiglio, come abbiamo visto, si è arrivati ad una soluzione diversa, con la votazione di un consigliere di opposizione.
Ma non lo considero un fatto grave. Anzi, affidare ruoli istituzionali anche all’opposizione è una scelta che rientra nella logica del pluralismo. Certo, non era l’impostazione iniziale, su questo non mi voglio nascondere, ma non penso che questo comprometta il lavoro dell’Amministrazione. Anzi, può essere anche un’occasione per rendere il confronto più trasparente.”
Il punto importante è però anche un altro. Nel dibattito politico si parla spesso di pochi Consiglieri capaci di condizionare tutto. Esiste davvero una maggioranza sotto scacco?
“No, non c’è una maggioranza sotto scacco. Su questo voglio essere chiaro. Certo, la situazione è più complessa rispetto all’inizio della consiliatura. È evidente che il passaggio di tre consiglieri all’opposizione ha ridotto i numeri e questo rende più difficile arrivare ad una sintesi quando ci si confronta. Riuscire a trovare ogni volta una condivisione ampia su tutti i temi in discussione è certamente faticoso, questo possiamo dirlo, ma rientra nelle dinamiche della politica e non deve certo scoraggiare.”
Insomma, lei dice che i problemi ci sono, ma non siamo alla paralisi.
“No, nessuna paralisi. Certamente ci sono sensibilità diverse e su alcune tematiche anche posizioni diverse, ma questo non vuol dire essere bloccati. L’Amministrazione continua a lavorare. E poi vorrei aggiungere un aspetto che spesso si dimentica: la maggior parte delle persone che fanno parte di questa maggioranza è impegnata ogni giorno, con serietà e continuità. Sono loro il vero motore dell’azione amministrativa.”
Lei è più ottimista di altri. Pensa davvero che si arriverà alla fine della consiliatura?
“Io penso di sì. Non è una questione di ottimismo però, ma di quello che vedo ogni giorno. C’è un’amministrazione che lavora, che ha diversi obiettivi e che porta avanti progetti concreti. Questo mi fa pensare che si possa arrivare a fine mandato. E credo che questo aspetto sia importante anche per i cittadini, i quali devono poter valutare un ciclo completo di cinque anni. Su questo rivendico, con un pizzico di orgoglio, anche il ruolo del Partito Democratico, che in questi anni ha sempre garantito stabilità ed una linea politica chiara basata sul lavoro amministrativo quotidiano senza mai far mancare l’appoggio.”
Molti pensano che il vero collante di questa legislatura siano i progetti da portare a termine. Avete messo in campo qualche meccanismo speciale per farli arrivare davvero a destinazione?
“Non esistono meccanismi speciali o scorciatoie. C’è solo il lavoro quotidiano. Solo questo garantisce che i progetti non rimangano solo su carta. È vero che in Consiglio comunale ci sono discussioni più lunghe del solito e talvolta anche polemiche, ma fuori di esso si lavora con continuità sugli obiettivi.”
Passiamo adesso a temi che riguardano il suo assessorato. Parliamo dell’ambiente. Posso sbagliarmi, ma ho l’impressione che sulle questioni dei rifiuti le lamentele oggi siano un po’ diminuite. Che cosa è cambiato?
“Ci sono meno abbandoni di rifiuti è vero. O almeno i dati dicono questo. In ogni caso anche qui non ci sono ricette magiche. Più che altro si tratta di un lavoro quotidiano che forse inizia a pagare. Comunque, nello specifico, abbiamo potenziato alcuni meccanismi. In concreto abbiamo rafforzato il confronto con il gestore dei rifiuti, la Rieco, è stato migliorato il coordinamento con la Multiservizi e lavoriamo in modo più stretto con la Polizia locale, insieme alla quale abbiamo creato una piccola task force. Il tutto sotto il coordinamento dell’ufficio ambiente. Tutto questo ci consente di intervenire più rapidamente ed in modo più efficace nelle situazioni di criticità, oltre a trovare delle soluzioni ai problemi che ci vengono segnalati.”

C’è stata anche un’intensificazione dei controlli?
“Sì, abbiamo aumentato i controlli, anche con l’utilizzo delle telecamere. Il territorio, come sappiamo, è molto esteso e le risorse non sono molte, ma cerchiamo di fronteggiare a tutte le necessità. In ogni caso ci tengo a dire che non c’è solo la parte sanzionatoria. Stiamo lavorando molto anche sulla sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole. I ragazzi sono molto attenti e spesso portano questi comportamenti anche nelle famiglie. Tutto questo, messo insieme, porta gradualmente ad una città più virtuosa. Intanto manteniamo standard molto alti di raccolta differenziata, del 78 per cento, come di recente è stato certificato. Non è poco.”
Lei però mi diceva prima che non basta che la città sia pulita. C’è anche un tema di decoro e di immagine. Perfino di bellezza urbana
“Sì, perché la città deve essere pulita, ma dobbiamo puntare anche al decoro, che poi è la bellezza di un territorio. E qui c’è un tema magari più tecnico, ma che ritengo importante, che è quello delle VTA, che per dirlo in maniera semplice è una sorta di certificato che ci dice lo stato di salute di tutti gli alberi di una città. Stiamo lavorando per mapparli e censirli tutti. Sono circa 3.000 e di molti sino ad ora si sapeva molto poco. Si tratta di un processo che durerà del tempo, perché il patrimonio è grande ed il territorio è esteso.
Perché è così importante? Perché se gli alberi sono mappati, tu sai quali sono quelli che presentano criticità che poi vogliono più cura ed attenzione. Così si sa quando intervenire. In questo modo si possono programmare gli interventi e soprattutto si possono prevenire malattie che poi, se non curate in tempo, portano all’abbattimento.
Questa impostazione la ritengo essenziale, perché un Assessore non può far molto quando un albero è malato ed un agronomo ti scrive che deve essere abbattuto per una questione di sicurezza. Ma si possono fare tante cose sulla prevenzione e sulla programmazione. Ed avere delle VTA complete ed aggiornate serve proprio a questo.”
L’obiettivo, quindi, è tagliare meno alberi?
“Esattamente. Io, come assessore, ho dato un’indicazione chiara: tutti gli alberi, e in particolare i pini lungo le vie di scorrimento, devono essere preservati in tutti i modi. Ma questo non si fa con gli slogan, si fa con un lavoro lento, ordinario e paziente. Magari non è la cosa più percepibile nell’immediato. Però quando hai il controllo di tutto il patrimonio arboreo, poi si può programmare e di conseguenza si possono limitare gli abbattimenti.”

Negli ultimi anni, però, la sensazione di molti cittadini è che gli abbattimenti siano aumentati.
“I dati che abbiamo in mano purtroppo portano lì: ogni anno, rispetto al precedente, abbiamo più malattie che talvolta portano all’abbattimento. Non sono numeri drammatici, ma comunque il trend degli ultimi 10/15 anni è quello. Parlando con gli agronomi e cercando di capire, abbiamo visto che il problema nasce da tanti fattori: il peggioramento della qualità dell’aria e del terreno, le scelte del passato di piantare gli alberi, ed in particolar modo i pini, troppo vicino alle case, l’asfalto non traspirante messo sopra le radici e via dicendo.
Tutte condizioni che non hanno permesso a quegli alberi di crescere in modo sano. Per questo torno sull’importanza della mappatura complessiva di tutto il nostro patrimonio arboreo. Solo così potremo davvero salvaguardarli ed intervenire tempestivamente per evitare gli abbattimenti.”
Ha fatto discutere molto il caso dei pini abbattuti a Piazza Prima Rosa.
“Sì, ed è una materia scomoda, lo so bene. Però va affrontata seriamente. In quel caso parliamo di pini che nel corso del tempo si erano ammalati per tutta una serie di ragioni. Erano purtroppo delle piante già compromesse e c’erano dei problemi di sicurezza. Inoltre, lì erano previsti anche dei lavori di rifacimento della piazza, attualmente in corso, che sarebbero andati ad incidere ulteriormente. Sono stati tolti ed è stato un dispiacere. Ma a fronte di ogni abbattimento c’è poi un lavoro di ripiantumazione.
A Piazza Prima Rosa abbiamo studiato una collocazione che, per come l’abbiamo impostata, permetterà ai nuovi alberi di crescere meglio. In concreto abbiamo dato delle indicazioni molto precise all’impresa di Città Metropolitana che si occuperà della piantumazione, indicandogli anche delle piante specifiche, tutte compatibili con le condizioni climatiche del luogo, visto che siamo a ridosso del mare. Ed in più abbiamo dato indicazione di piantumare delle specie il più possibile diverse: questo perché se si ammala una sola specie non rischiano di ammalarsi tutti gli alberi intorno. Si tratta di piccoli accorgimenti, ma aiuteranno in prospettiva.”

Però il cittadino vede di solito il pino di venti metri abbattuto e il nuovo albero molto più piccolo
“Purtroppo, non è pensabile sostituire un pino di venti metri con un altro di pari altezza. Per quanto possibile, cerchiamo di piantumare alberi con fusti alti, ma oltre una certa misura è complicato per tanti motivi. Posso dire che dietro le nuove piantumazioni c’è un lavoro di un certo tipo che ha l’obiettivo di avere piante che crescano e si mantengano forti nel tempo.
Sono tutti fattori che magari non danno risultati immediati, ma che si potranno valutare tra diversi anni. Magari ne beneficerà chi adesso è piccolo, come mio figlio. Ma va bene così, da qualche parte si doveva pur partire.”
Tra le novità di questi giorni c’è anche il bando sulle adozioni delle aree verdi
“Sì, e di questa cosa vado orgoglioso, perché alla fine non era semplice da mettere a punto. L’avviso è stato pubblicato proprio qualche giorno fa. Ora potranno essere adottate le cosiddette aree verdi urbane: rotatorie, aiuole, piccoli spazi inseriti nel tessuto urbano.
Chiunque, quindi associazioni, commercianti, esercizi commerciali, ma anche rioni o condomini tanto per fare degli esempi, potranno prendere in carico un’area e manutenerla. Il Comune non chiederà nulla in termini economici e darà la possibilità, a chi se ne prenderà cura, di installare delle targhe informative entro le dimensioni consentite dal codice della strada.”

Che vantaggi si avranno?
“Per il Comune sarà un’operazione a costo zero. Per chi adotta, può esserci un ritorno in termini di visibilità visto che parliamo di spazi su punti strategici delle città e zone ad alta percorrenza.
Penso ad un commerciante che vuole prendersi cura di una rotatoria e far comparire il nome della propria attività. Ma anche ad un condominio che vuole tenere in ordine la rotatoria davanti il proprio edificio. Con questo avviso andranno a bando ben quattordici aree urbane diverse in zone strategiche.
Ci saranno spazi come la rotatoria all’ingresso di Cerveteri capoluogo o quella all’ingresso di Cerenova. Ci saranno anche le aiuole del lungomare di Campo di Mare e molte altre. È tutto nell’avviso che abbiamo pubblicato sul sito del Comune. Si tratta di un’operazione di marketing territoriale interessante, che secondo me potrà dare dei benefici concreti in termini di decoro.”
Quando potrà partire questo esperimento?
“Ci sarà tempo per partecipare fino al 3 giugno. Poi bisognerà valutare i progetti. Contiamo di vedere i primi risultati già la prossima estate.”
Poi mi parlava del progetto dei “quartieri puliti”. Che lei vuole riprendere e ampliare
“Sì. L’anno scorso abbiamo fatto un esperimento a Campo di Mare e Cerenova. Abbiamo diviso la frazione di mare in cinque parti e per cinque lunedì, ogni volta in un’area diversa, abbiamo mandato tutta la squadra della Rieco a fare un intervento completo: pulizia dei cigli stradali, raccolta dell’immondizia e del fogliame con il soffione e lavaggio della strada. Avevamo anche reso pubblico l’elenco delle vie coinvolte con delle locandine in maniera tale che tutto fosse trasparente e verificabile. È mia intenzione ripeterlo, ma vorrei estenderlo a tutte le zone della città, e soprattutto alle frazioni.”
Perché ritiene così importante far sapere prima, dove e quando si pulisce?
“Perché il cittadino deve sapere quando si interviene. Se una persona vede la propria via che non è pulita, ma sa che quel giorno si pulisce un’altra zona e che poi a una certa data toccherà alla sua, già questo cambia il rapporto con l’amministrazione. Ed in più tutto è verificabile. Se quel giorno il servizio non viene svolto come si deve, il cittadino può segnalarlo e si interviene.”
È un’attività extra rispetto al servizio ordinario?
“Sì, e deve essere calcolata perché poi l’ordinario comunque prosegue. Però è un modo diverso di organizzare il lavoro. Io lo vedo come una sorta di terapia shock: fai una pulizia massiccia e poi prosegui con l’ordinario. L’auspicio è quello di sostituire progressivamente il modo tradizionale con questo sistema più visibile e più concentrato.”

C’è poi un altro fronte che lei considera importante: il bosco di Valcanneto
“Qui parliamo di un grande patrimonio non solo di Valcanneto, ma di tutta la nostra comunità. Come sappiamo si tratta di un bosco urbano, ossia di un bosco vero e proprio inserito però dentro il tessuto urbano. È quasi un unicum. Chi vive a Valcanneto lo sa bene, visto che ha la possibilità di alzarsi la mattina, uscire da casa e trovarsi dopo pochi minuti già dentro un bosco. Ci si può andare a correre, portare i bambini, osservare gli animali e tante altre attività. È una ricchezza enorme.”
Dopo l’acquisizione del bosco al patrimonio comunale, c’è ancora molto lavoro da fare…
“L’acquisizione è stata il punto d’arrivo di un percorso portato avanti da chi mi preceduto, incluso l’attuale Sindaca quando aveva la delega dell’ambiente. Però un bosco di questo tipo non può essere lasciato a sé stesso. Ha bisogno di manutenzione, sia per crescere in modo armonioso, sia per motivi di sicurezza di chi lo frequenta e di chi ha l’abitazione a ridosso.”
Che cosa state facendo concretamente?
“Con l’ufficio ambiente e con figure qualificate è stato costruito un progetto articolato, che abbiamo portato in Giunta proprio qualche giorno fa. Si tratta di un piano tagli che garantirà una crescita corretta del bosco e soprattutto sicurezza dei sentieri e delle zone di confine. Ora abbiamo inviato questo progetto in Città Metropolitana che dovrà esprimere il proprio parare visto che il bosco è tutelato anche da norme sovra comunali. Appena arriverà il via libera, applicheremo questo piano di tagli mirato.
Questo consentirà due cose: preservare il bosco nella sua funzione naturale e renderlo sicuro. Molti pensano che la natura faccia tutto da sola, ma non è così, soprattutto quando un bosco è inserito in un contesto urbano.”
Qualcuno potrebbe chiedere il perché non coinvolgere semplicemente gruppi di volontari?
“Perché un bosco segue regole molto più articolate rispetto a spazi verdi più semplici. Ci sono norme specifiche che debbono essere rispettate. E poi parliamo di una zona boschiva piuttosto estesa, con anche un corso d’acqua all’interno.
Il piano di taglio segue logiche tecniche e professionali. Approfitto però di questa domanda per dire che con i volontari, sempre a Valcanneto, abbiamo fatto una piccola, ma bellissima operazione. Si tratta della riqualificazione del parco di Via Leoncavallo. In questo caso c’è stata un importante sinergia tra loro, coordinati dal CDZ, e l’amministrazione: il risultato è che a breve inaugureremo uno spazio davvero ben fatto e ben curato.”
Infine, c’è un’iniziativa a cui lei tiene molto: quella contro lo spreco alimentare
“Sì, è vero. La Città metropolitana ci ha dato dei fondi per fare delle attività di sensibilizzazione sul tema dello spreco alimentare, che è una materia molto importante perché da lì discendono tante altre questioni: la riduzione dei rifiuti, la salvaguardia della biodiversità, il minore spreco di materie prime.
Abbiamo pensato di fare uno spot con un personaggio televisivo importante come Gianmarco Tognazzi e, in più, di lanciare un video contest per i ragazzi delle medie che, devo dire, sta riscontrando molto successo.”

Come funzionerà questo video contest?
“Ogni ragazzo potrà realizzare un video di massimo 60 secondi sul tema dello spreco alimentare. I video saranno valutati da una giuria composta da Gianmarco Tognazzi, dallo chef Giuseppe Amato e da un videomaker professionista. L’idea è che vinca il singolo studente ma che il premio vada all’intera classe.
La premiazione e la presentazione dello spot avverranno in una iniziativa al Granarone che stiamo organizzando per l’undici maggio. Stiamo già lavorando con le scuole, le quali mi hanno comunicato che sono impegnate nel contest oltre venti classi. In un certo senso quindi il risultato di sensibilizzare i ragazzi su questo tema è già stato raggiunto e questo ci rende molto orgogliosi.”
Il nome del contest c’è già?
“Sì, si chiama l’Antispreco Challenge.”
Le faccio un’ultima domanda, più personale. In una fase in cui la politica viene spesso guardata con fastidio o sfiducia, che cosa significa per lei fare politica oggi? Per lei che ha un lavoro importante, e che lo impegna non poco
“Significa metterci la faccia, accettare le critiche e continuare comunque a lavorare con serietà. Certo, la sfiducia che buona parte della popolazione prova verso la classe politica, soprattutto a livello nazionale, non aiuta. E devo dire che anche sui social spesso mi capita di leggere tante inesattezze, alcune volte scritte anche in buona fede da chi magari non conosce certe dinamiche o certe regole.
Ma se si è convinti di quello che si fa, si deve andar avanti senza troppi timori, anche se questo porta via tempo ed energie. Diciamo che lo faccio un po’ con lo spirito del libero professionista quale sono, ossia di una persona abituata a puntare tutto sul lavoro che si può fare aldilà delle dinamiche qualche volta negative che ci sono attorno.”

E allora perché ne vale comunque la pena?
“Perché occuparsi dei problemi di una città, e in questo caso della mia città, e cercare di fare qualcosa che può portare a dei risultati concreti è una cosa che trovo entusiasmante. Tu fai parte del percorso di cambiamento, naturalmente in positivo, di una città. Questo vale anche il prezzo della critica. Vale anche il tempo tolto al riposo o anche al sonno. Magari si può essere stanchi o certe volte stressati, quello sì. Ma per me è un grande privilegio stare al governo proprio della mia città.”
Si chiude qui un’intervista che, a mio parere, racconta il tentativo di tenere insieme due piani che a Cerveteri da tempo faticano a camminare affiancati, almeno nelle cronache e nei post social: quello delle tensioni nel Consiglio comunale, e quello dell’azione amministrativa. Alessandro Gnazi insiste sul secondo. Quasi a dire che il rumore della politica dello scontro e dei litigi non può coprire quello delle azioni di governo. Il tempo ci dirà cosa i nostri Amministratori ci vorranno fare sentire nei mesi che ci separano dalle prossime elezioni comunali.









