La Chiesa si riunisce ancora con il Papa per pregare per la Pace: “Fermatevi! È il tempo della Pace”, grida Leone XIV ai governanti –
A seguito degli ultimi fatti dell’Iran e del Libano, Papa Leone XIV ha deciso d’indire un altro incontro di preghiera per la pace, dopo quello che si è svolto lo scorso 11 ottobre a P.za San Pietro in occasione del Giubileo Mariano. Il Santo Padre l’ha annunciato la prima volta a conclusione del Messaggio Urbi et Orbi domenica 5 aprile scorso, nella Solennità della Pasqua di Risurrezione, per la data di sabato 11 aprile e mercoledì 8, in occasione dell’Udienza Generale, accogliendo con sollievo l’annuncio del cassate-il-fuoco fra USA e Repubblica Islamica d’Iran, il Pontefice ha confermato l’appuntamento.
Le folle di fedeli pellegrini cattolici di ogni nazioneerano talmente numerose, che molti sono stati costretti a collocarsi presso P.za San Pietro; ma soprattuttohanno reso visibile l’anelito di pace in tanta gente comune, ansiosa di ascoltare una parola di conforto da parte del Successore di Pietro presso la tombadel Principe degli Apostoli. Prima dell’inizio della preghiera il Papa ha salutato e ringraziato tutti i pellegrini per aver risposto al suo invito, «Dio ci ascolta, Dio ci accompagna! – ha proseguito – Gesù ci ha detto che dove due o tre sono riuniti nel suo nome, Lui è presente con loro. In questi giorni dell’Ottava di Pasqua noi crediamo profondamente nella presenza di Gesù risorto fra noi.
Adesso, uniti nella preghiera del Santo Rosario, chiedendo l’intercessione della nostra Madre Maria, vogliamo dire a tutto il mondo che è possibile costruire la pace, una pace nuova». Vicino alla sedia dove il Santo Padre si è seduto durante la preghiera, vi era collocata una statua della Madonna con il Bambino con il titolo della Regina della Pace, lo stesso sotto il quale gli ultimi papi hanno invocato la Madre di Gesù più spesso. A motivo dell’Ottava di Pasqua, i fedeli sono stati invitati a contemplare i Misteri della Gloria (la Risurrezione di Gesù dai morti, l’Ascensione di Gesù al Cielo, la Discesa dello Spirito Santo, l’Assunzione di Maria al Cielo e l’Incoronazione di Maria nella Gloria della Trinità e dei Santi); per ciascun mistero è stata prevista una lettura biblica e una tratta dalla Patristica.
Da credenti possiamo testimoniare di aver vissuto una vera e propria Pentecoste, in quanto tutti i fedeli di diverse lingue e nazioni sono stati uniti da un ritmo costante e armonico nella ripetizione di ogni Ave Maria, facendo una vera e propria comunione di supplica per il dono della pace. Dopo il melodioso canto delle Litanie alla Vergine Maria, Papa Leone ha esordito nel suo discorso sottolineando l’importanza di questa comunione nell’unica fede,che ci ha radunati attorno alla Roccia di Pietro, fiduciosi che quella stessa unica fede, “secondo la parola di Gesù, sposta le montagne (cfr Mt 17,20)”.

Il Papa ha rinnovato il suo ringraziamento per la risposta di un popolo numeroso, il cui anelito di pace testimonia l’amore che solleva, laddove la prepotenza calpesta e la luce del Dio vivente, resa manifesta nella Risurrezione di Gesù dai morti, che illumina, laddove l’idolatria acceca, «Basta un poco di fede, una briciola di fede, carissimi, per affrontare insieme, come umanità e con umanità, quest’ora drammatica della storia», ha aggiunto. In seguito il Santo Padre ha messo in guardia dal rischio di percepire la preghiera come un rifugio, un pretesto di scappare dalle proprie responsabilità, «Non è anestetico per evitare il dolore che tanta ingiustizia scatena. È invece la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte: siamo un popolo che già risorge!», ha stigmatizzato.
La preghiera educa ad agire con il cuore rivolto verso la promessa della Vita Eterna, anche “in questo mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri, perché si continua a crocifiggere, ad annientare la vita, senza diritto e senza pietà”, ne consegue che l’azione proveniente dalla preghiera non è un puro attivismo, bensì l’unione delle limitate possibilità dell’uomo con quelle illimitate di Dio. Diversi testimoni di pace hanno mostrato al mondo la forza della comunione con Dio attraverso la preghiera, nella quale sola l’uomo trova la pace, fra questi Papa Leone ha citato Papa San Giovanni Paolo II, che fece suo l’appello “Mai più la guerra” di San Paolo VI nei giorni precedenti all’attacco contro l’Iraq nel 2003, e poi il Venerabile Papa Pio XII e San Giovanni XXIII. «Cari fratelli e sorelle, certo vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni.
A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!», ha stigmatizzato il Papa con forza. Oltre le responsabilità dei governanti, il Santo Padre haricordato l’importanza insostituibile del contributo della gente comune nella costruzione della pace nello spirito della corresponsabilità. Il discorso si è concluso con una supplica al Signore Risorto, Principe della Pace, dopo di che il Papa ha benedetto il popolo presente e quanti avevano seguito da casa attraverso la TV e i social media, poi il coro ha guidato la preghiera cantata del Regina Cœli, infine l’assemblea si è sciolta.









