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Il Centrodestra e il dopo-Gubetti. L’intervista a Orsomando: “Il Candidato Sindaco deve essere di Cerveteri, basta nomi da fuori”





di Giovanni Zucconi

È stata una lunga passeggiata insieme al Consigliere, e Coordinatore di Fratelli d’Italia, Salvatore Orsomando, che è diventata un’intervista non prevista. Abbiamo camminato lungo la via Sepolcrale fino alla Necropoli della Banditaccia, scendendo poi verso Campo della Fiera. La mia intenzione era quella di sollecitare la dedica della Via della Necropoli a Raniero Mengarelli. Chiaramente avevo per caso un registratore e, casualmente, durante la chiacchierata gli ho fatto delle domande precise.

Il Centrodestra e il dopo-Gubetti. L’intervista a Orsomando: “Il Candidato Sindaco deve essere di Cerveteri, basta nomi da fuori”

Ne è uscita un’intervista interessante dove si è parlato della necessità di far fare un salto culturale, politico e sociale a Cerveteri. Ma si è parlato anche della crisi della maggioranza, della possibilità di un Commissario e della strategia del centrodestra verso le prossime comunali. E anche, inevitabilmente, della dedica del viale della Necropoli al Mengarelli.

Cominciamo con una domanda di quelle che richiederebbero un intero volume per rispondere: Lei che giudizio da oggi a Cerveteri e alla sua classe politica?

“Sarò diretto e conciso: Cerveteri ha bisogno di elevarsi culturalmente, politicamente e socialmente. È una città con un potenziale enorme, ma da troppi anni non riesce a fare un salto di qualità e resta ferma. Questo è il punto vero: non ci siamo elevati sotto nessun punto di vista. E quando una città resta ferma per anni, la responsabilità è prima di tutto della classe politica in generale. Perché la politica dovrebbe guidare, programmare e tenere una rotta, non inseguire emergenze e polemiche. Ma evidentemente c’è anche una responsabilità collettiva.”

Che cosa intende per responsabilità collettiva?

“Vuol dire che è l’intero sistema-Cerveteri che non riesce a produrre un salto di qualità. Vedo troppa contestazione fine a sé stessa, e poca capacità di trasformare le critiche in proposte concrete. Si crea solo rumore e non si costruisce nulla. Vedo una partecipazione civica debole. E senza la partecipazione di tutti la città non cresce. Se i cittadini si allontanano dalla politica, poi decidono sempre gli stessi. Per questo serve una scossa vera, culturale e politica. Non solo amministrativa.”

Io faccio sempre un confronto tra i post social dei Cerveterani su Cerveteri, e quelli dei Ladispolani su Ladispoli

“Ha ragione. Anche a Ladispoli si critica. Ma non si passa tutto il tempo a dire che fa schifo tutto. A Cerveteri invece spesso passa il messaggio che non funziona niente. E se racconti solo il negativo, è normale che poi la gente non viene, non investe, non ci crede. La narrazione conta tantissimo”.

Il Centrodestra e il dopo-Gubetti. L’intervista a Orsomando: “Il Candidato Sindaco deve essere di Cerveteri, basta nomi da fuori”

Mi parlava dei suoi ricordi sul centro storico di Cerveteri di quando era ragazzo

“Io nel centro storico ci sono nato, in via Santa Maria 14. L’ho vissuto in lungo e in largo. Da ragazzo pullulava di negozi, di persone, di turisti, di vita vera. Oggi, nel 2026, ci ritroviamo con il vuoto assoluto. E io non parlo solo di un anno. Parlo di un percorso lungo, in cui quel cuore della città è stato progressivamente svuotato.”

Cosa servirebbe, per lei, in concreto, per invertire la rotta?

Serve una programmazione stabile, non un evento una volta ogni tanto. Per questo io insisto sulla necessità di costruire un piccolo teatro da 150-200 posti. Sarebbe un presidio culturale continuo, capace di rimettere in moto energie che a Cerveteri ci sono già. Abbiamo persone che lavorano nel teatro, nella musica e nelle associazioni. Se gli dai un luogo, rimetti in gioco tutte le loro competenze e coinvolgi anche i giovani.”

E dal teatro arriverebbe anche un effetto economico?

“Certo. Se il centro storico torna vivo, la gente torna a investire. Oggi io un negozio lì non lo aprirei mai perché è morto. Domani, se ricomincia a girare gente, quell’investimento diventa sensato. Il punto è proprio questo: cultura e sviluppo locale devono andare insieme.”

Abbiamo anche il grande valore aggiunto che possono portare le frazioni di Cerveteri. Ognuna è un piccolo gioiello da valorizzare

“Le frazioni vanno valorizzate come il centro storico: Due Casette, Ceri, I Terzi, San Martino, Valcanneto, Cerenova, Campo di Mare, Sasso. Ognuna ha caratteristiche sue e può diventare un polo attrattivo. Ma non puoi andarci solo quando devi chiedere voti. Bisogna incentivarle, ridare vitalità sociale ed economica. Bisogna aiutare le attività e le comunità locali con continuità”

Parliamo di Politica. Quale è il suo giudizio, da Consigliere di minoranza, sull’Amministrazione di Cerveteri?

“Il giudizio è molto semplice: non c’è più una maggioranza. E quando non hai una maggioranza vera, la città resta ostaggio degli squilibri interni. Cerveteri è già complessa di suo. In questo contesto, pure l’ordinaria amministrazione diventa difficile. E quando non riesci nemmeno a fare l’ordinaria, la città è in pericolo.”

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Cosa direbbe alla Sindaca Gubetti?

“In questo momento sarebbe bene che tirasse i remi in barca. Se non hai più i numeri per governare, questa fase non serve alla città, e la danneggia. Quindi sarebbe opportuno un suo atto di responsabilità. Rimettendo il mandato e dando voce ai cittadini.”

Ma se la Gubetti si dimettesse, non ci sarebbe il rischio di un commissario “pesante”?

“Il Commissario a Cerveteri è sempre in agguato, ma va spiegata bene la tempistica. Se il Comune andasse a casa prima del 24 febbraio, si voterebbe a primavera. Quindi il Commissario, in due mesi, inciderebbe poco. Per questo dico che sarebbe meglio chiudere questa fase prima di quella data.”

C’è chi dice che all’opposizione non conviene andare subito a elezioni. Perché non è pronta

“Io la vedo diversamente. Oggi il centrodestra è più maturo di prima. Il lavoro fatto per rimettere insieme i pezzi ha portato dei risultati: c’è confronto, c’è dialogo, c’è una base più solida per decidere.”

Chiaramente adesso non credo che possa già farmi dei nomi sul futuro candidato Sindaco. Ma pensa che potrebbe venire da fuori?

“Basta Sindaci che vengono da altri paesi. Noi vogliamo dare un segno di maturità. È arrivato il momento di dire basta ai Sindaci che vengono da fuori Cerveteri. Lo dico perché qui abbiamo risorse umane importanti. Il candidato deve essere di Cerveteri.”

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Come arriverete alla scelta del nome del candidato Sindaco?

“La coalizione di centrodestra è pronta per poter proporre una rosa di nomi. Dalla quale poi noi faremo una sintesi comune. La logica è questa: confronto vero, candidatura unitaria, scelta condivisa. E secondo me la maturità per farlo adesso c’è.”

Secondo lei, il vostro candidato Sindaco avrà concrete possibilità di vittoria?

“Se siamo compatti e convergiamo tutti su una candidatura unica, ce la giochiamo fino in fondo.”

Un’ultima domanda. Si ricorda che mi aveva promesso che si sarebbe impegnato nell’intitolazione di Via della Necropoli a Raniero Mengarelli? Nessuno ha fatto più di lui per Cerveteri. Eppure, gli è stata dedicata, solo nel 1992, una piccola via, un piccolo parcheggio, accanto alcune palazzine al Sorbo

“Me lo ricordo e ci sto lavorando. Abbiamo rimesso in piedi la Commissione toponomastica e nei prossimi giorni la convochiamo. Stiamo lavorando su varie intitolazioni. Tra queste, la più importante è quella del Mengarelli. Ma non è mai facile cambiare il nome di una via. Cambiare una via esistente può creare problemi pratici di toponomastica e sui numeri civici. Per questo dobbiamo cercare soluzioni fattibili.”

È sicuramente come dice lei. Ma nessuna via, più di Via della Necropoli, può essere dedicata al Mengarelli. Che l’ha fortemente voluta, e di cui ha scelto, praticamente uno per uno, gli alberi che ancora la costeggiano. Speriamo in una buona decisione della Commissione Toponomastica.