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Cerveteri, tagli ai servizi di assistenza per l’apprendimento: la lettera di un genitore





L’intervista al genitore e alla Sindaca Elena Gubetti

Cerveteri, un genitore di un bambino autistico ci ha scritto in Redazione sui tagli dei servizi di assistenza per l’apprendimento – di Giovanni Zucconi

Cerveteri, un genitore di un bambino autistico ci ha scritto in Redazione sui tagli dei servizi di assistenza per l’apprendimento
Cerveteri, un genitore di un bambino autistico ci ha scritto in Redazione sui tagli dei servizi di assistenza per l’apprendimento

Nei giorni scorsi, è arrivata in Redazione una “lettera” firmata dal signor Mauro. Un genitore di un bambino autistico di Cerveteri.

Nella lettera, il signor Mauro, lamentava la riduzione delle ore erogate per l’assistenza di un OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione) dal Comune di Cerveteri. Vedremo più avanti meglio cosa indica questa sigla. Il taglio lamentato è di 4 ore settimanali. Ne sono erogate 6, al posto delle 10 previste.

Questo taglio, lo leggeremo meglio nell’intervista, riduce notevolmente, a detta del genitore, le possibilità di apprendimento di suo figlio quando frequenta la scuola. Questo perché non si garantisce un sufficiente tempo per un apprendimento personalizzato, a un ragazzo che non può seguire i percorsi formativi tradizionali.

Questa la premessa. Chiaramente quello segnalato dal signor Mauro non è un episodio isolato. Come leggeremo dalle interviste, quest’anno i bambini che usufruiranno del servizio OEPAC a Cerveteri sono 190. Si tratta quindi di un problema che sta assumendo delle dimensioni sempre più estese.

Quello dei tagli ai Servizi Sociali è un tema delicato da trattare. È facile cadere nel sensazionalismo o, al contrario, nella sottovalutazione dei drammi che ci sono dietro a queste problematiche. Per questo vogliamo seguire la preghiera che lo stesso signor Mauro, dimostrando una profonda correttezza e pragmaticità, ci ha fatto nella lettera che ci ha inviato.

Io sono a vostra disposizione, ma solo in un’ottica di una risoluzione del problema, e non in un’ottica politica.”

Per questo ci limiteremo a presentare le due posizioni e le due rappresentazioni del problema. Quella del signor Mauro e quella della Sindaca Elena Gubetti. Che mi sembrano entrambe esaustive e chiare, pur nella loro inevitabile contrapposizione. Poi ognuno potrà farsi la propria opinione che, se vorrà, potrà condividere via social.

Intervista al signor Mauro

Signor Mauro, possiamo ripercorrere il problema che state vivendo con l’inizio dell’anno scolastico?

“È una cosa che purtroppo succede da anni. Ogni volta che inizia la scuola, tutti entrano in classe tranne i bambini con disabilità. Per loro manca sempre l’assistenza dell’“OEPAC” fornita dal Comune e/o quella del sostegno che dipende dal Provveditorato.”

Prima di andare avanti, mi spiega che cosa sta per la sigla OEPAC?

“OEPAC sta per “Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione”. È una figura professionale qualificata che lavora principalmente nelle scuole di ogni ordine e grado per supportare gli alunni con disabilità, o in condizioni di svantaggio. In pratica ne facilita l’inclusione nel contesto scolastico. Promuovendo la loro autonomia personale, e le capacità di comunicazione e socializzazione.”

Cerveteri, tagli ai servizi di assistenza per l'apprendimento: la lettera di un genitore
Cerveteri, tagli ai servizi di assistenza per l’apprendimento: la lettera di un genitore

Ho capito. Mi scusi per l’interruzione. Stavamo dicendo che all’inizio dell’anno scolastico, regolarmente, mancano questi OEPAC forniti dal Comune, e degli insegnati di sostegno forniti dal Provveditorato

“E’ così. I due enti non si parlano e la programmazione che servirebbe, ogni anno, inspiegabilmente non viene fatta. Così questi bambini non iniziano la scuola come tutti gli altri. Alla scuola “Salvo D’Acquisto”, per esempio, il Preside ha detto che mancano i sostegni: su 32 necessari ne sono arrivati solo 17. E il Comune di Cerveteri ha ridotto le ore da 8 a 6. Ma in questo modo i ragazzi restano “scoperti”. Senza maestri, senza poter apprendere. Ci sono delle leggi che tutelano questi ragazzi. Quello che si compie è discriminazione.”

Ricapitoliamo. Quali ore di assistenza vi hanno già concesso, e quante ne mancano a suo figlio?

“Le ore di sostegno del Provveditorato le stanno dando. Quelle che mancano sono quelle erogate dal Comune di Cerveteri. In tre anni siamo passati da 10 a 6 ore settimanali. Per mio figlio, nel PEI sono previste 10 ore. Quindi con 6 ore ne mancano 4. In generale, però, le ore di assistenza OEPAC vanno programmate secondo necessità. Non sono uguali per tutti.”

Per chiarezza per i lettori, il PEI, acronimo di Piano Educativo Individualizzato, è un piano personalizzato che viene redatto per gli studenti con disabilità. È finalizzato a fornire un supporto personalizzato per l’apprendimento e lo sviluppo di ciascuno studente, tenendo conto delle sue specifiche esigenze e capacità.

A proposito di PEI. Quando viene definito e da chi?

“Il PEI viene redatto prima dell’inizio dell’anno scolastico. Quest’anno è stato scritto ad aprile. Decidono insieme ASL, Comune, Scuola, i professionisti pagati dalle famiglie (io partecipo col mio psicologo) e la famiglia. La scuola propone quante ore servono, il Comune dice la sua, e le ore vengono assegnate. A mio figlio ne avevano assegnate 10. Non si può arrivare a settembre e dire “per bilancio non le diamo”. Non puoi dirmi “fai causa” o “prenditi tuo figlio”. Il Comune scrive nel PEI le assegnazioni per ogni ragazzo, e poi deve rispettare quello che ha scritto.”

In Comune vi hanno spiegato il perché di questo taglio?

“In una riunione con le scuole, il Sindaco ha detto che, se facesse una nuova gara “europea” andrebbe contro la legge. Il bando, mettiamo, è stato fatto per 100. Si può aumentare fino a 125, ma non a 150, altrimenti sarebbe illegittimo perché la gara l’ha vinta chi ha offerto per 100.

Dall’altra parte, però, così si viola un’altra legge e persino una convenzione ONU. Così si discriminano gli alunni con disabilità. Se il Comune ha deciso quante ore dare, poi quelle ore le deve garantire. I soldi necessari per le ore di sostegno vanno trovati in ogni modo. I giudici hanno più volte ribadito che non è legittimo tagliare queste ore per motivi di bilancio. La Corte costituzionale e diverse sentenze recenti (Monza 2024, Milano 2025) parlano chiaro. E’ brutto dirlo, ma se il Comune non ha i soldi, non fai la Sagra dell’Uva, ma le ore le dai. “

Ci descrive cosa succede in questi giorni, concretamente, a scuola?

“Le scuole dicono alle famiglie di far uscire i bambini prima, o portarli più tardi. Perché non hanno assistenza. Dicono che sono “scoperti”. Ma non è solo che non c’è nessuno che li guarda. Il punto è che non stanno apprendendo. Un ragazzo con disabilità deve essere messo nelle condizioni di apprendere secondo le proprie possibilità. Per qualcuno l’obiettivo è scrivere nome e cognome, per qualcun altro è imparare i fiumi d’Italia. Ma devono essere messi nelle condizioni di imparare. Di fatto, l’anno scolastico per mio figlio non è iniziato davvero.

Intervista alla Sindaca Elena Gubetti

Cerveteri, tagli ai servizi di assistenza per l'apprendimento: la lettera di un genitore

Abbiamo ricevuto in redazione una lettera di un genitore di un ragazzo con disabilità che denunciava la diminuzione delle ore delle ore di OEPAC a disposizione per suo figlio. Ci può spiegare il perché di questa decisione del Comune di Cerveteri?

“Capisco bene la preoccupazione delle famiglie. Voglio chiarire subito che non si tratta di una decisione politica del Comune, ma di una questione tecnica-legale e organizzativa.

Quest’anno i bambini che usufruiranno del servizio OEPAC sono passati da 150 a 190, un aumento significativo. A questo si aggiunge il rinnovo del contratto nazionale delle Cooperative sociali, che ha portato a un incremento del costo orario del servizio.

Queste due condizioni insieme hanno fatto lievitare significativamente il costo complessivo del servizio. Il Comune, con grande impegno e sacrificio, è pronto a reperire le risorse aggiuntive necessarie per garantire il servizio, ma entra in gioco il vincolo delle regole sugli appalti: non è possibile superare illimitatamente la somma prevista per questo servizio. Infatti, esiste il cosiddetto “quinto d’obbligo”, che stabilisce il tetto massimo di spesa consentito.

Grazie a un’attenta gestione, pur rispettando questi limiti, siamo riusciti a garantire 7 ore a settimana per i “comma 3” (con handicap in situazione di gravità) e 4 ore per i “comma 1” (una condizione di disabilità non qualificata come grave). Voglio sottolineare che si tratta di una situazione transitoria. Perché stiamo già lavorando a una nuova gara che prevede più ore e risorse, per rispondere pienamente ai bisogni dei bambini.”

Non mettiamo in discussione che la coperta sia troppo corta. Ma come è possibile che i bilanci comunali non possa tutelare determinate categorie particolarmente svantaggiate e bisogno di assistenza?

“La verità è che il costo del servizio è salito molto. Per quest’anno scolastico parliamo di circa 866mila euro, a fronte dei 650mila inizialmente previsti in gara. Già solo da settembre a dicembre 2025 spenderemo circa 388mila euro, mentre sul capitolo ne avevamo 253mila. Il Comune dovrà quindi integrare oltre 134mila euro. E per il 2026 serviranno ulteriori 347mila euro.

Sono cifre importanti, tutte a carico del bilancio comunale, e senza aiuti esterni. Eppure, abbiamo scelto di farcene carico, perché nessun bambino deve restare indietro.”

Cerveteri, tagli ai servizi di assistenza per l'apprendimento: la lettera di un genitore

Non possiamo neanche immaginare, nel prossimo futuro, ad un miglioramento strutturale dei fondi a disposizione dei Servi Sociali?

“Questa riduzione è un sacrificio temporaneo. Stiamo già lavorando a una nuova gara che preveda molte più ore, con un importo annuo vicino al milione di euro. È un investimento importante per le casse comunali, ma necessario per dare stabilità e risposte certe alle famiglie. Anche oggi, con tutte le difficoltà, il nostro servizio resta comunque superiore a quello di Comuni vicini come Ladispoli. Lo dico per far capire che c’è un impegno serio da parte nostra.”

Credo che la delega ai Servizi Sociali in un Comune sia la più problematica da detenere e da gestire. Non si ha a che fare con una buca non riparata o una manifestazione riuscita male. Si ha a che fare con i bisogni di famiglie che vivono il dramma dell’handicap di un proprio figlio. Famiglie troppo spesso lasciate sostanzialmente sole dallo Stato. Lei come sta gestendo questa situazione nel rapporto con le Scuole e con le famiglie?

“Quando abbiamo compreso che, tra aumento degli utenti e vincoli normativi, le ore sarebbero scese, la prima cosa che abbiamo fatto è stata convocare i dirigenti scolastici. Era agosto quando ci siamo visti in Comune. In quell’occasione abbiamo spiegato la situazione, e chiesto la loro collaborazione. Il Comune garantisce 7 ore per comma 3 e 4 ore per comma 1. Ma sono le scuole a conoscere meglio i bambini, e quindi abbiamo chiesto loro di distribuire le ore nel modo più giusto. Secondo i bisogni reali. Questo richiede un lavoro importante di valutazione dei bambini, e dei reali bisogni. Ma è l’unico modo per rispondere alle esigenze dei nostri ragazzi.

Le scuole hanno apprezzato molto questa proposta e hanno dato la loro disponibilità. Poi abbiamo ribadito tutto nel GLI territoriale, spiegando chiaramente che:

1. Si tratta di un sacrificio di un solo anno, perché la nuova gara sarà più corposa

2. Il servizio, anche ridotto, resta superiore ad altri territori

3. Le risorse mancanti le troveremo comunque

4. Non possiamo andare contro la legge sugli appalti

5. Tutti ci siamo impegnati a spiegare chiaramente ai genitori la situazione

Le scuole, inoltre, ci stanno segnalando che quest’anno il Ministero ha ridotto significativamente le ore di sostegno attribuite a ciascun istituto. Su questo dobbiamo fare uno sforzo congiunto, dirigenti scolastici e amministrazione, per sensibilizzare il Ministero e garantire che la didattica dei ragazzi non venga compromessa. Questo è un lavoro di squadra che vogliamo portare avanti con trasparenza e collaborazione.”