Cerveteri, Multiservizi. L’opposizione: “Meno prediche, più atti. E un ripasso di coerenza per l’assessore Gazzella” –

“L’assessore Alessandro Gazzella dice che con le nostre denunce “offendiamo” i lavoratori. Davvero? Allora cominci col pubblicare l’assessment sul clima interno: noi lo abbiamo chiesto con accesso agli atti e non abbiamo ricevuto nulla. Sicuri che quella “visione olistica” sbandierata corrisponda alla realtà? O le voci che girano in azienda raccontano un malessere che qualcuno preferisce non mettere a verbale? Se tutto è così perfetto, ci consegnino report, focus group e indicatori. Finché non arrivano gli atti, le omelie valgono zero.”
A dichiararlo è l’opposizione consiliare di Cerveteri, che in un comunicato congiunto dichiara inoltre:
“Prima di tutto, trasparenza sulle nomine. Sappiamo benissimo che l’Amministratore Unico lo nomina il socio unico; per questo chiediamo cose semplici: criteri, griglie, verbali dell’istruttoria, dichiarazioni su inconferibilità/incompatibilità (d.lgs. 39/2013) ed equilibrio di genere (TUSP, d.lgs. 175/2016). Fiducia sì, non arbitrio. E già che ci siamo, una nota di coerenza: lo stesso Gazzella fu amministratore di Multiservizi poco più di dieci anni fa senza alcuna esperienza amministrativa di vertice. Oggi pontifica sul merito: bene, inizi col riconoscere che ieri la logica era politica, non curricolare.
Capitolo governance: lo Statuto (art. 14) prevede il Direttore Generale con funzioni operative e di controllo. L’assemblea del 14/11/2023 ha annullato il bando promettendo una modifica statutaria mai arrivata. Risultato: DG vacante da quasi due anni, funzioni “ad interim” trascinate e delibere non attuate. Questo non è un dettaglio: è disattendere l’assetto societario e mettere a rischio adempimenti (accesso agli atti ex L. 241/1990, privacy e sicurezza organizzativa, d.lgs. 81/2008 compreso il coordinamento prevenzione). No, il DG non è un’opzione: lo dice lo Statuto.
Controllo analogo: i report trimestrali devono descrivere centri di costo, flussi di cassa, indicatori, affidamenti, con data certa. Nel 2024 abbiamo ricevuto invii incompleti e senza protocolli chiari; per mesi l’Organismo di Vigilanza non risulta nominato. Anche qui: non chiacchiere, allegati.
E-commerce: prima celebrato, poi chiuso. L’assessore dice “non era redditizio”. Bene: dov’è la relazione costi-benefici? L’asset aveva volumi significativi; una dismissione così incide su liquidità e patrimonio. Anche qui: carte, non aggettivi.
E veniamo ai numeri. L’assessore insinua che parliamo “a caso”. Ricordiamo allora un fatto imbarazzante per chi governa: il nostro comunicato è stato redatto e inviato prima che i bilanci fossero pubblicati sul sito della società; si basava su ipotesi che la successiva lettura ha confermato. Quali? Che l’azienda vive di margini risibili e circolante tirato: utile 2023 circa €13.443, utile 2024 circa €15.549 (spiccioli, a fronte di costi crescenti), debito bancario in aumento, linee di credito ampiamente utilizzate (nel 2024 risultano picchi di utilizzo oltre i due terzi dei plafond) e tempi di pagamento ai fornitori in media allungati intorno ai 60 giorni. È questo il “va tutto bene”? Per non parlare dell’abbattimento del capitale deliberato il 14/11/2023 e mai portato a compimento con gli adempimenti formali: anche questo è oggi, non “vent’anni fa”.
La verità è semplice: a Multiservizi mancano atti, non aggettivi. E chi evoca “disastri del centrodestra di tanti anni fa” per coprire le inadempienze attuali dovrebbe ricordare che proprio lui fu messo lì senza esperienza. Se allora andava bene la nomina politica, oggi almeno ci risparmi la morale e pubblichi i documenti.
Per rispetto dei lavoratori – che non hanno bisogno di scudi retorici ma di organizzazione chiara e regole rispettate – chiediamo e pretendiamo subito:
1. Trasparenza sulla selezione dell’AU: criteri, punteggi, verbali, dichiarazioni ex d.lgs. 39/2013.
2. Nomina del DG conforme allo Statuto (art. 14) o, in alternativa, modifica statutaria motivata e approvata subito: basta “interim” infiniti.
3. Report trimestrali completi e protocollati 2024–2025, con data certa e assessment del clima interno allegato.
4. Esecuzione delle delibere pendenti (in primis abbattimento del capitale), con cronoprogramma pubblico.
5. Relazione tecnica sulla dismissione dell’e-commerce con impatto su ricavi, costi e patrimonio.
Il resto è rumore. Gli atti parlano. E, finché non li vedremo, continueremo a ricordare all’assessore Gazzella che la coerenza non è un optional. Come il Direttore Generale.”









