Santa Marinella, referendum 8 e 9 giugno: l’appello al voto del PD –
“In queste settimane il Partito Democratico ha organizzato diverse iniziative per sostenere i cinque referendum dell’8 e 9 giugno e invitare ad andare a votare.”
Lo dichiara il Partito Democratico di Santa Marinella e di Santa Severa, affermando inoltre:
“Queste attività hanno avuto l’obiettivo non solo di informare i cittadini riguardo ai contenuti dei quesiti referendari, ma anche di incentivare la partecipazione attiva al voto – affermano dalla locale sezione i dem.
Dagli incontri è emerso interesse e un significativo desiderio di approfondire le tematiche trattate, il che denota un coinvolgimento civico di grande importanza in un momento così cruciale per la democrazia.
“Promuovere e incoraggiare la partecipazione al referendum, infatti, – dichiara la segretaria del circolo Lucia Gaglione – è un dovere imprescindibile per il nostro partito e per ciascun cittadino consapevole. In questo caso andare a votare i referendum non è delegare un politico a governare al posto nostro, bensì scegliere direttamente, attraverso il voto, le leggi che vogliamo e quelle che non vogliamo.”
Il mio appello – continua Gaglione – è dunque quello di andare a votare e in particolar modo di votare cinque sì: i primi quattro per garantire a tutti i lavoratori e in particolare ai più giovani, di avere più diritti, come il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati e maggior tutela nelle piccole imprese, il diritto a garantire più sicurezza e meno lavoro precario; il quinto per consentire di ottenere la cittadinanza italiana agli stranieri che sono incensurati e che pagano regolarmente le tasse”.
In termini di democrazia, il Governo che invita a non votare, si palesa tutto quando arriva in Aula con un metodo che calpesta il Parlamento e aggira il confronto democratico. Non si può non ribadire la contrarietà al 48º decreto-legge di questa legislatura, il “Dl sicurezza” sul quale avevamo posto la lente d’ingrandimento già lo scorso febbraio con l’incontro pubblico “Sicurezza e giustizia sociale, limiti e fragilità” presso la Casina Trincia, dove sono intervenuti il consigliere Massimiliano Valeriani, l’On di Città Metropolitana Cristina Michetelli e la consigliera comunale Paola Fratarcangeli. Allora il testo era fermo in Senato per alcuni passaggi ritenuti incostituzionali, poi limati, ma nel merito, siamo davanti a un testo che stravolge principi costituzionali e introduce norme che reprimono il dissenso e criminalizzano la povertà. Infatti, con l’approvazione del provvedimento, sono stati introdotti numerosi, nuovi reati, come ad esempio il blocco di strade o ferrovie durante le manifestazioni o quello di rivolta penitenziaria, che saranno applicati anche alle forme di resistenza passiva e non violenta, la cancellazione del differimento della pena in carcere per le detenute madri di bambini nei primi mesi di vita.
Ancora una volta questo Governo alimenta la propaganda della paura, inventa un’emergenza di ordine pubblico per reprimere il dissenso, limitando alcune libertà di pensiero soprattutto per le persone più fragili, donne e giovani.
“Ma la sicurezza – continua – la segretaria dem – non si costruisce con l’autoritarismo, bensì rafforzando il welfare, il lavoro stabile, la scuola e la sanità pubblica. Questo non è un provvedimento per la sicurezza dei cittadini, ma un manifesto ideologico che sostituisce il diritto con la repressione. La sicurezza, quella vera, è un valore per tutte e tutti. Di fronte a tutto ciò, – conclude Gaglione – è essenziale mantenere vivo il dibattito democratico e garantire che le voci di dissenso vengano ascoltate e rispettate, affinché la democrazia possa continuare a prosperare nel nostro Paese.”









