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Cerveteri, minacce e aggressioni all’ex: condannato 57enne





I maltrattamenti sono avvenuti anche davanti ai figli e mentre lei era incinta

Cerveteri, minacce e aggressioni all’ex: condannato 57enne –

La storia di persecuzione e violenza si svolge a Cerveteri, dove una donna ha dovuto affrontare il tormento del suo ex compagno, un 57enne già noto alle forze dell’ordine. Nel 2021, la vittima ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri e al centro antiviolenza sull’Aurelia, denunciando una serie di maltrattamenti che l’avevano colpita, anche durante la gravidanza. Le sue parole di dolore risuonano come un grido di allerta: «Ti spacco la testa» e «ti ammazzo, ti levo i figli» sono solo alcune delle minacce che l’uomo le ripeteva con freddezza.

Cerveteri, minacce e aggressioni all’ex: condannato 57enne
Cerveteri, minacce e aggressioni all’ex: condannato 57enne

Il passato dell’aggressore è segnato da un precedente divieto di avvicinamento, imposto dal gip, che limitava la sua presenza nei pressi dell’abitazione della donna a un raggio di 200 metri. Per garantirle una maggiore sicurezza, era stato dotato di un orologio elettronico al polso, un dispositivo che avrebbe dovuto impedire il contatto non desiderato. Tuttavia, nonostante queste misure, le aggressioni non sono cessate. L’ex compagno ha continuato a dar sfogo alla sua frustrazione e al suo rifiuto, arrivando a tappare la bocca della donna o a immobilizzarla, infliggendole schiaffi e calci.

La situazione ha raggiunto un livello insostenibile quando l’uomo ha iniziato a presentarsi davanti alla casa dei genitori di lei, citofonando e urlando, noncurante della presenza dei familiari e delle conseguenze delle sue azioni. Questa escalation di violenza ha trasformato la vita della vittima in un vero e proprio incubo, costringendola a cercare ulteriore aiuto da legali, forze dell’ordine e psicologi della Asl Rm 4.

In risposta alla gravità della situazione, gli operatori hanno attivato il “Codice rosso”, un protocollo che garantisce l’intervento immediato nelle situazioni di violenza domestica. La donna, sostenuta dalle autorità e dai servizi sociali, ha finalmente trovato la forza di combattere contro un sistema di oppressione che sembrava non avere fine.

Alla fine, il perseguimento della giustizia ha avuto le sue ricompense: l’uomo è stato condannato a sei mesi di carcere e a una multa di 5mila euro per le intimidazioni, le minacce e le aggressioni fisiche nei confronti della sua ex compagna. Questo verdetto rappresenta non solo una punizione per le sue azioni, ma anche un messaggio chiaro: la violenza e il stalking non saranno tollerati.

La storia di questa donna è un esempio di resilienza e della determinazione che può emergere anche nei momenti più bui. La sua esperienza mette in luce l’importanza di denunciare e di non rimanere in silenzio, nonostante la paura. La comunità, ora più che mai, deve lavorare insieme per garantire che nessuna donna debba affrontare da sola l’ombra della violenza.