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Cerveteri, Lavori Pubblici: l’intervista a tutto campo all’Assessore ai Lavori pubblici Matteo Luchetti





“I finanziamenti contano, ma da soli non bastano. Finché non si trasformano in opere, per i cittadini restano solo promesse”

di Giovanni Zucconi

Cerveteri, l’intervista all’Assessore ai Lavori pubblici Matteo Luchetti, che fa il bilancio delle opere che la città potrà vedere, usare e giudicare

A Cerveteri ci sono cantieri già avviati, quelli da chiudere in tempi stretti e quelli che, invece, rischiano di restare appesi ai passaggi tecnici, ai finanziamenti e alla tenuta politica dell’Amministrazione. Nell’intervista che segue, l’Assessore ai Lavori pubblici, Matteo Luchetti, traccia una mappa del finale del suo mandato a Cerveteri. Dagli asili nido al lungomare. Da Piazza Prima Rosa alle manutenzioni nei cimiteri. Fino ai nodi più pesanti delle strade rurali, dell’urbanistica e dei servizi che ancora mancano in diverse zone del territorio.

Cerveteri, Lavori Pubblici: l'intervista a tutto campo all’Assessore ai Lavori pubblici Matteo Luchetti

C’è un concetto che Luchetti mi ha espresso più volte durante la lunga intervista, e che riassume tutto il senso di questa fase della vita dell’Amministrazione: i finanziamenti contano, ma da soli non bastano. Finché non si trasformano in opere, per i cittadini restano solo promesse.

C’è chi sostiene che in questo momento lei è l’Assessore più importante dell’attuale Amministrazione. Da una parte perché il giudizio finale sul mandato passerà molto dalle opere pubbliche che verranno portate a termine. Dall’altra perché, forse, questa Amministrazione si regge anche sull’idea che sarebbe un peccato “buttare a mare” tutto ciò che può ancora essere realizzato. Si sente addosso questa responsabilità?

“Sì, me la sento addosso e sono d’accordo con questa lettura. L’assessorato ai Lavori pubblici è, per sua natura, quello che più di altri lascia segni visibili. Le opere restano. Era così anche alla fine del precedente mandato. Quando, nel 2021, la mia nomina era stata focalizzata proprio sul portare a casa alcune opere precise: il primo asilo nido, il lungomare, la rotatoria, gli asfalti. Erano interventi che avevamo in programma da tempo, e che si erano un po’ arenati. Anche a causa del Covid. Quindi c’era bisogno di rimetterli in moto.

E quindi sì, sento tutta la responsabilità di questa fase. Ma possiamo dire di aver portato a casa risultati importanti. Per il momento ancora sulla carta, perché si tratta di finanziamenti. Parliamo di circa sei milioni di euro. Forse anche qualcosa in più. Però il punto è proprio questo: se quei finanziamenti non li “caliamo a terra”, se non diventano opere, restano soltanto numeri. E allora sì, per me sarebbe un dispiacere enorme non arrivare fino in fondo ai progetti. Sia per non far perdere queste opportunità alla città. Sia perché lasciarle in mano a chi verrà dopo, o peggio ancora a un eventuale commissario prefettizio, significherebbe non sapere se e come andrebbero avanti.”

Se il mandato arriverà davvero fino in fondo, quali sono le opere che ritiene sicure? Quelle che pensa si riusciranno comunque a fare?

“Le opere più sicure sono quelle che hanno già il cantiere aperto, o che sono in una fase molto avanzata. Il primo esempio è il cantiere degli asfalti, che si è concluso da poco con l’asfaltatura di un tratto di via Sandro Pertini e di via Vitaliano Marini. È stato un intervento importante, ottenuto recuperando anche lavorazioni che inizialmente non erano previste grazie ai residui e ai risparmi di gara. Ha riguardato tutte le frazioni, dal mare a Sasso, passando per il capoluogo. È stato un cantiere molto significativo.

Poi ci sono i lavori sul mare. Uno è partito da poco ma sta andando avanti con ritmi abbastanza sostenuti. L’altro, invece, è quello di Piazza Prima Rosa e delle aree vicine, che purtroppo ci sta facendo tribolare parecchio.”

Piazza Prima Rosa, i cittadini di Campo di Mare vogliono chiarimenti
Piazza Prima Rosa

Partiamo proprio da Piazza Prima Rosa. È il cantiere che più sta facendo discutere.

“Sì, perché quello è un intervento PNRR con scadenze molto rigide e, in più, è un cantiere che non controlliamo direttamente noi. L’appalto è sotto il controllo di Città Metropolitana, quindi noi possiamo solo interloquire con loro, sollecitare, segnalare. Ma poi sono loro a diffidare o intimare all’impresa di andare avanti. Di diffide ce ne sono già state diverse. Il problema è che l’impresa sembra sempre sul punto di partire davvero. Ma poi rallenta, stenta, non decolla mai come dovrebbe.

Qualche passo avanti c’è stato, ma non basta. Manca ancora una parte importante delle lavorazioni. Soprattutto tutta la parte sportiva. E non è un dettaglio, perché quel progetto si chiama “Sport e Disabilità”. Se non si realizza quella parte, manca un pezzo essenziale dell’opera. Noi dobbiamo riuscire a finirlo per forza, perché altrimenti si rischia di perdere il finanziamento.”

E invece i lavori sul lungomare che seguite direttamente?

“Quelli stanno procedendo. Parliamo di un appalto finanziato in parte dalla Regione, e in parte con mutuo. Sul lungomare ci sarà un ampliamento della passeggiata. E, nell’area in cui stanno lavorando adesso, nascerà una piazzola. Quasi una piccola piazza, con arredo urbano, illuminazione e verde. Sono previsti anche sentieri in terra stabilizzata, attrezzature per il fitness all’aperto, aree gioco per bambini. Insomma, c’è un pacchetto di riqualificazioni ulteriori rispetto a quelle già fatte.

La gran parte delle lavorazioni edilizie dovrebbe terminare prima dell’estate. Sul verde, invece, si valuterà con impresa e direzione lavori, perché la piantumazione in pieno periodo estivo è sempre più complicata. Ma parliamo comunque di opere che, salvo imprevisti gravi, vedranno la conclusione entro la fine del mandato.”

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Lavori serali sul lungomare

Tra le opere che lei considera praticamente sicure ci sono anche i due asili nido comunali?

“Sì. Quello di Cerenova è praticamente finito. Mancano alcune lavorazioni esterne, ma è davvero in dirittura d’arrivo. Poi c’è quello del capoluogo, il secondo nido del capoluogo, per un totale di 100 posti. Quel finanziamento lo abbiamo ottenuto in un secondo momento, quando sono stati redistribuiti fondi non utilizzati da altri Comuni. Noi li abbiamo intercettati perché ci sembravano un’ottima opportunità.

È chiaro che, partendo dopo, ci siamo trovati a rincorrere un po’ i tempi. Però in questo caso abbiamo trovato un’impresa seria, e una direzione lavori seria. E i risultati si vedono. Il cantiere cresce giorno dopo giorno. Certo, negli ultimi mesi il maltempo ha condizionato sia quel lavoro sia quelli sul mare. Ma resto convinto che anche questo intervento si chiuderà.”

E poi ci sono i cimiteri

“Sì. In questo momento stiamo lavorando a Ceri, e poi ci sposteremo a via Rosati. Parliamo di impermeabilizzazioni dei loculi, sistemazioni interne, intonaci, piccoli interventi. Non sono somme enormi, ma sono lavori che restituiscono un aspetto più decoroso ai cimiteri. Anche il muro esterno di via Rosati, ad esempio, ha bisogno di essere sistemato. Non è un’opera gigantesca, ma è un intervento importante.

C’è poi il cimitero del Sasso. Siamo in conferenza di servizi. Abbiamo le risorse in cassa perché non dobbiamo accendere mutuo, il finanziamento viene dai proventi dei loculi. Dobbiamo rispondere ancora ad alcune richieste di integrazione paesaggistica. Ma salvo drammi penso che anche questo rientri tra le opere realizzabili.”

Cerveteri Paolacci Due Casette

Sul fronte strade, invece, ci sarà un altro lotto di interventi?

“Sì, un altro lotto dello stesso importo del precedente. Riguarderà Cerenova, il capoluogo e un tratto di via San Paolo. Che considero molto importante perché collega varie frazioni, ed è in una condizione molto ammalorata. Soprattutto nel tratto verso il boschetto.

Poi c’è anche un altro finanziamento regionale su Campo di Mare, per la riqualificazione di via dei Cipressi, traversa di viale Mediterraneo. È una strada in condizioni simili a quelle in cui si trovava via degli Eucalipti. Lì toglieremo i pini, metteremo altre alberature e realizzeremo una sorta di parcheggio centrale, con un risanamento complessivo dell’area. Parliamo di circa 65 posti auto. È anche una risposta al malcontento nato dopo la pista ciclabile, perché i residenti lamentavano la difficoltà di parcheggiare lungo il viale. La gara è fatta, bisogna solo partire. Sono lavori relativamente semplici, non richiedono conferenze di servizi.”

Veniamo alle opere che invece non riuscirete a completare, o che al massimo potrete solo avviare

“Una è sicuramente il ponticello ciclopedonale di via Fontana Morella. Quello è un mio pallino, però lì siamo ancora all’inizio: dobbiamo dare l’incarico per la progettazione. È sempre un ponte, anche se piccolo, quindi serve la conferenza di servizi. Non mi sembra un’opera impossibile o troppo impattante, ma è chiaro che rispetto ad altre siamo più indietro.

Un altro capitolo è quello dei loculi di via dei Vignali. Lì siamo più avanti. Tra il Sasso e via dei Vignali si dovrebbe arrivare a un aumento complessivo di circa 500 loculi. Questo consentirebbe di non stare in emergenza per qualche anno, insieme alle estumulazioni e alle esumazioni che facciamo annualmente. Però continuo a dire che la soluzione definitiva è il nuovo cimitero. Sta nel piano, ma non abbiamo ancora nemmeno iniziato l’iter. Bisogna prima individuare l’area e lo strumento: iniziativa pubblica, esproprio, project financing privato. È una partita tutta da aprire.”

Il palazzetto, invece, è l’opera simbolica che certamente non vedrete finita in questo mandato

“Sì, il palazzetto non lo vedremo realizzato in questa consiliatura. L’obiettivo realistico è un altro. Arrivare almeno a mettere la prima pietra, o comunque a completare l’iter amministrativo essenziale. Anche lì abbiamo tempi contingentati. Dobbiamo arrivare a fine maggio con qualcosa di concreto in mano, altrimenti il rischio è il definanziamento.

Adesso abbiamo il livello iniziale di progettazione, e ci verranno portate delle bozze per valutare anche le ipotesi degli spazi interni. Poi dovremo andare subito in conferenza di servizi. E quella sarà più complicata delle altre, perché siamo in una zona con vincolo idrogeologico e con il PAI (Piano per l’Assetto Idrogeologico). I tecnici ci hanno detto che non è impossibile, essendo un’opera pubblica, ma i vincoli ci sono, e nessuno li nasconde.”

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Tra le opere più recenti mi parlava di un altro finanziamento sul lungomare

“Sì, ed è uno degli ultimi che abbiamo ottenuto. Riguarda la riqualificazione di entrambi i camminamenti sui viali principali, Adriatico e Mediterraneo, su entrambi i lati, con abbattimento totale delle barriere architettoniche. È previsto anche un parcheggio a via dei Pini, dietro l’area sportiva privata in stato di abbandono vicino al bar Franco. E, soprattutto, la realizzazione di un nucleo di servizi sul lungomare.”

Che cosa intende per “nucleo di servizi”?

“Un manufatto che dia servizi veri: bagni, docce, possibilità di prendere un caffè, una pizzetta, un tramezzino. Può sembrare banale, ma non lo è. Oggi sul lungomare questa è un’esigenza reale. La domenica c’è tanta gente, e chi ti incontra ti dice: qui non posso andare in bagno, non posso prendere un caffè. È il segno del fatto che in certe zone i servizi sono mancati.”

A che punto è questo progetto?

“Dobbiamo andare in conferenza di servizi. Il progetto esecutivo c’è. Se la conferenza non darà problemi particolari, e io non credo che ne darà di insormontabili, potremo andare in gara. In quel caso, entro un anno si potrebbe anche vedere l’opera finita.”

Ha delle notizie sul ponte sulla strada per Ceri?

“Sì. Sul ponte di Ceri abbiamo dato l’incarico, e dai primi rilievi del tecnico è emerso che l’intervento è molto meno pesante di quanto si pensasse. In questi giorni il Consorzio di bonifica sta pulendo sotto il ponte, poi ci saranno altri rilievi e arriverà il progetto. Il quadro economico iniziale era di 750mila euro, ma potrebbe quantomeno dimezzarsi. Questo vuol dire due cose: spendere meno e, soprattutto, aumentare la possibilità di arrivare alla fine del mandato con il ponte sistemato.”

Passiamo a un tema storico e delicato: I Terzi, l’acqua e le strade Arsial

“Sull’acqua ai Terzi la partita la sta seguendo direttamente il Sindaco, che ha sicuramente un livello di aggiornamento superiore al mio. Quello che posso dire è che il Comune ha sempre detto di essere pronto a prendersi ciò che serve, ma con Arsial il punto vero non è solo la volontà politica. C’è un nodo tecnico e finanziario di una enorme complessità.

Noi abbiamo detto con chiarezza che siamo pronti a prenderci carico di tutti i problemi, anche delle strade. Però bisogna essere consapevoli di cosa significa. Parliamo di circa 300 chilometri di strade Arsial. Oggi già una fetta enorme della manutenzione ordinaria viene assorbita da queste situazioni. Ma un conto è tappare buche e garantire la percorribilità minima. Un altro è fare una manutenzione straordinaria vera. E quella, sulle strade che non sono del Comune, non la possiamo fare. La Corte dei Conti oggi interverrebbe con sanzioni nei nostri confronti.”

Quindi il problema è anche economico

“Certo. Perché nel momento in cui il Comune si prende 300 chilometri di strade, il giorno dopo deve sapere come affrontare il problema. Se fai due conti molto spiccioli, parliamo di svariati milioni di euro. E lì la Regione deve darci una mano, perché Arsial dipende dalla Regione. Noi questo lo diciamo da tempo.”

Di quali strade stiamo parlando?

“Di tutte le strade rurali. Zambra, I Terzi, via di Casetta Mattei, le strade interne. In alcuni casi il Comune, decenni fa, asfaltò anche strade che non erano sue. Oggi però non è più possibile ragionare così. Noi possiamo fare manutenzione ordinaria. Possiamo intervenire quando passa Acea o Enel e, grazie ai regolamenti, imporre il ripristino. Ma interventi strutturali no.”

E il cittadino, però, vede la buca e non guarda la partita catastale

“Ed è comprensibile. Al cittadino non interessa se la strada sia del Comune o di Arsial. Ma noi abbiamo fatto incontri a Ceri, ai Terzi, al Sasso, spiegando la realtà per quella che è. Possiamo garantire manutenzione ordinaria, non straordinaria. E ci sono casi estremi, come via di Prato Grande, che è ancora strada bianca. Con mesi di pioggia, il disastro è inevitabile.”

Per alleggerire un po’ il discorso, è vero che le buche se le sogna la notte?

“(ridendo) È vero. Me le sogno davvero. Ma più che di notte, me le ritrovo appena apro il telefono la mattina. Sulle strade di campagna succede quasi quotidianamente che qualcuno ti scriva o ti mandi una foto.”

Allarghiamo un poco lo sguardo. Spesso si dice che nei Comuni comandano i costruttori. A Cerveteri, almeno apparentemente, sembra quasi il contrario: i costruttori stanno alla finestra. Perché?

“Perché in questi anni abbiamo cercato di fare una cosa diversa da quella che si era fatta in passato. Lo sviluppo del nostro territorio, soprattutto tra anni Ottanta e Novanta, è stato segnato da scelte molto discutibili. Inoltre, in troppi casi, quello che era previsto sulla carta, poi è diventato qualcos’altro. Per esempio, realizzazioni nate come alberghi, poi sono diventate appartamenti.

Per evitare gli errori del passato, noi abbiamo scelto la strada della pianificazione: piano regolatore, variante generale, passaggi lunghi in Regione, VAS. Il percorso è lento, e infatti la variante è stata adottata nel maggio 2017. Ma è l’unico modo per riportare il necessario ordine.

Un altro grave problema è che le tante lottizzazioni del passato, di servizi o strutture ricettive che i costruttori potevano realizzare, ne hanno lasciati pochi. E oggi il Comune si è ritrovato a doverli costruire dopo, con le opere pubbliche. Naturalmente a spese delle casse comunali.”

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Quindi oggi Cerveteri paga anche scelte di una non-programmazione?

“Sì, scelte che oggi si pagano in pieno. Quando il lotto minimo è passato da un ettaro, lì si è aperto un problema enorme. Quasi un disastro. Si è prodotto quello che i tecnici chiamano “sprawl”: una dispersione insediativa che poi rende tutto più difficile. Perché poi bisogna prevedere tutto. Dalle strade rurali ai servizi, dal porta a porta allo scuolabus. Un conto è avere frazioni con un nucleo urbanizzato, e un conto è avere case sparse ovunque. E cittadini, giustamente, chiedono poi le urbanizzazioni e i servizi dopo aver pagato condoni, concessioni o multe. Ma poi, magari il Comune non è nemmeno proprietario della strada che dovrebbe asfaltare.”

Una domanda obbligata è: perché a Cerveteri non si costruisce più? Una via di mezzo tra il troppo del passato e il niente di oggi non sarebbe più utile per la nostra città?

“Io naturalmente non sono contrario a un sano sviluppo edilizio. L’edilizia è un fattore importante nell’economia del nostro territorio, ma in passato c’è stato troppo sfruttamento e oggi ne paghiamo le conseguenze.

Il problema è che oggi il piano regolatore è saturo. e per dare una programmazione seria bisogna arrivare alla conclusione della variante generale, e della variante speciale di Cerenova. Se poi arriveranno proposte credibili, che stiano in piedi e che portino servizi veri alla città, non ci sarà nessuna chiusura ideologica.”

Quindi se arrivasse una proposta seria, la valutereste?

“Ma certo. Per esempio, noi abbiamo ricevuto una proposta sull’uliveto della Falconieri, con parcheggio e costruzione in quel lotto davanti al campo. Ma è bloccata in Regione per problemi progettuali. E poi ci sono buone notizie sulla zona artigianale. Anche lì non è propriamente il mio settore, ma da Consigliere l’ho seguita molto. Adesso sembra che ci abbiano fatto una proposta per stralci funzionali. Noi abbiamo detto che, se loro sistemano la viabilità come da progetto, siamo favorevoli. La partita, dopo un momento di stallo, si è quindi un po’ riaperta.”

Un’ultima domanda sui due punti più critici per il traffico cittadino: l’uscita dell’autostrada, e il semaforo all’incrocio tra via Fontana Morella e l’Aurelia

“Tutte e due queste realizzazioni sono legate al pacchetto infrastrutturale legato alla zona artigianale. A un certo punto la Regione aveva detto che avrebbe realizzata la rotonda all’uscita dell’autostrada nel 2024, poi però il finanziamento è saltato. Al momento, quindi, non ci sono certezze.

Diverso il discorso sullo svincolo davanti ai Vigili del Fuoco, quello oggi più congestionato. Lì una rotatoria è quasi impossibile, perché non ci sono gli spazi, e ci sono vincoli. Però avevamo fatto vari incontri con Anas, e una soluzione potrebbe essere quella di realizzare corsie dedicate che permettano di eliminare alcuni semafori e fluidificare il traffico. Ma, come ho anticipato, anche questo rientra nella viabilità della zona artigianale.”

Il quadro che emerge dall’intervista è quello di un’Amministrazione arrivata al tratto decisivo del suo percorso. Con molte opere in cammino, e altre ancora sospese tra progettazioni, conferenze di servizi e tempi burocratici. Luchetti rivendica ciò che è stato ottenuto, ma ammette anche i ritardi, le difficoltà e il peso di problemi che Cerveteri si trascina da anni. Il punto, adesso, è tutto qui: capire quante di queste partite riusciranno davvero a chiudersi entro la fine del mandato. Perché alla fine non saranno i finanziamenti annunciati a fare il bilancio di questi anni, ma le opere che la città potrà vedere, usare e giudicare.Cerveteri, l’intervista all’Assessore ai Lavori pubblici Matteo Luchetti, che fa il bilancio delle opere che la città potrà vedere, usare e giudicare