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Museo di Tarquinia, Agostino De Angelis ha messo in scena l’Umanità di Eduardo e di Pasolini





di Giovanni Zucconi

La maggior parte delle persone intervenute ieri al Museo Etrusco di Tarquinia per assistere all’evento “Eduardo incontra Pasolini”, prima che lo spettacolo iniziasse, si saranno sicuramente domandate che c’entrava Eduardo con Pasolini. In effetti, la stessa cosa l’ho chiesta ad Agostino De Angelis, l’autore, regista e protagonista di questa originale opera teatrale.

“Non voglio spiegartelo, lo capirai da solo, spero”. Una sfida, anche a lui stesso, alla sua capacità di creare sul palcoscenico un legame apparentemente impossibile tra due mondi.Tra due personalità diverse, e appartenenti a due generazioni che hanno vissuto e raccontato due momenti storici completamente diversi. Anche se drammatici allo stesso modo.

Museo di Tarquinia, Agostino De Angelis ha messo in scena l’Umanità di Eduardo e di Pasolini
Museo di Tarquinia, Agostino De Angelis ha messo in scena l’Umanità di Eduardo e di Pasolini

Sfida assolutamente vinta. Quasi subito emerge il filo conduttore che De Angelis ha voluto evidenziare e tessere intorno ai presenti. Noi spettatori, grazie alle letture, alle musiche e ai filmati, abbiamo subito toccato con mano, con tutti i nostri sensi, la grande Umanità che caratterizzava ogni scritto e ogni film di Pasolini, e ogni opera teatrale di Edoardo De Filippo.

Umanità diverse. Diverse povertà. Diversi drammi personali. Apparentemente diversi, ma solo perché raccontate ed evidenziate da ognuno su uno sfondo diverso. La Napoli dell’immediato dopoguerra per Eduardo, e la periferia romana degli anni ’60 e ’70 per Pasolini.

Ma la povertà e il disagio sociale sono uguali in tutte le epoche. Per questo, alla fine, l’Umanità che troviamo nelle opere di Pasolini è la stessa di quella che troviamo nelle commedie di Eduardo. Per questo, come diceva il titolo di questa emozionate opera teatrale, Eduardo può incontrare Pasolini, ed abbracciarlo.

Ci voleva Agostino De Angeli per farci accorgere di questo legame. Di come questi due giganti del 900 italiano si siano passati il testimone artistico per continuare a raccontare che esiste un’Umanità che non può essere lasciata sola con la propria misera, non solo materiale.