di Giovanni Zucconi
Un po’ per invidia delle sue esperienze straordinarie, un po’ perché ci siamo affezionati a questo ragazzo che ci stupisce sempre con i suoi viaggi estremi e con la sua filosofia di vita, decisamente alternativa e fuori dal tempo in cui viviamo, continuiamo con piacere a raccontare i viaggi in bici di Valerio Rossi. Valerio è un ragazzo di 34 anni, anche se ne dimostra molti di meno. Abita a Cerveteri. Per la precisione a Valcanneto.
Fino a questo momento, in tre anni e mezzo di viaggi, ha già fatto almeno 49.000 Km in bicicletta, attraversando gran parte del mondo. Attraverso ben 37 Stati, tra Europa, Asia e America Latina. In parte da solo, e in parte con la sua ex ragazza. Ha compiuto viaggi decisamente spartani e low cost. Dormendo in tenda, o nelle famiglie dove veniva accolto.
L’ultima volta l’avevamo lasciato a Jakarta, dove si stava finalmente riposando dopo aver attraversato tutta l’Indonesia, pedalando per 3.500 km lungo le isole di Bali, Java e Sumatra.



Dopo più di due mesi siamo riusciti a ricontattarlo di nuovo. Come avevamo già spiegato nelle precedenti interviste, la sua particolare tipologia di viaggio non gli permette di essere sempre connesso con il resto del mondo. Quindi può comunicare solo quando riesce a ricaricare il telefonino, e c’è naturalmente campo.
Ma questo non ci ha impedito di raggiungerlo, anche questa volta, nel mezzo del suo lungo viaggio attraverso l’Asia. Gentile e disponibile come sempre, Valerio ha sacrificato una parte del tempo per rispondere alle nostre domande. Lo ringraziamo, pregandolo di tenerci costantemente informati sui progressi del suo viaggio, e soprattutto continuare a raccontarci le sue incredibili avventure.
Per chi volesse seguire in diretta le sue avventure, può accedere alla sua pagina Instagram: bikingeographist. La mappa del suo viaggio la troverete invece in questo link: https://goo.gl/maps/4Mta3kWc9SVc8Rmh9.
Dove ti trovi adesso? A che punto sei dell’intero viaggio?
“Dopo aver pedalato 6.500 km da Bali (Indonesia) a Bangkok (Thailandia), passando per Singapore e Malesia, impiegando 4 mesi e mezzo, sono tornato in sole 4 ore e mezzo di aereo a Bali, dove avevo iniziato a maggio, per una serie di coincidenze incredibili che avvengono solo in viaggi come questi.”
Che cosa è successo?
“La famiglia italiana che mi aveva ospitato a Bali, che abita a Bali dal 1991, è dovuta tornare in Italia per stare con i genitori ormai anziani e con qualche problema di salute. Ma avendo 3 gatti, mi hanno chiesto di tornare per stare 2 mesi gratuitamente a casa loro in cambio di accudire i gatti. Ho dunque lasciato bici e tenda a Bangkok e sono tornato a Bali. Un’altra magia è che adesso con me, in casa a Bali, c’è María, la ragazza spagnola che avevo conosciuto quando ero passato a Jakarta. Lavorando da remoto a Jakarta, non ha avuto problemi a prendere anche lei un aereo per Bali dove passeremo due mesi insieme.”
Quando conti di tornare?
“È impossibile prevederlo, a novembre riprenderò la bici e da Bangkok anziché puntare direttamente l’Italia farò una lunga deviazione per visitare Cambogia, Laos, Vietnam, …
Dovrò poi capire se è possibile attraversare il Myanmar vista l’odierna guerra civile in atto.”



Di che cosa si sta riempiendo la tua borsa del cuore?
“Tanta ospitalità e gentilezza senza voler nulla in cambio dalla gente locale. Nuove culture lontane da quella occidentale. Nuovi luoghi, paesaggi e animali e, perché no, sentimenti per María.”
C’è un posto che ti è particolarmente rimasto nel cuore, e dove sicuramente ritornerai senza bicicletta?
“Sono rimasto affascinato dall’area archeologica di Ayutthaya dove puoi camminare in un museo a cielo aperto tra i templi del 1300.”
Tra tutti i posti che hai visitato in questo viaggio, o in quelli precedenti, in quali ti fermeresti per viverci tutta la vita?
“In America sicuramente tornerei in Patagonia, sarebbe bello viverci! L’Europa è tutta bella, potrei vivere in qualsiasi stato dell’arco alpino, Svizzera, Dolomiti, … In Asia potrei soggiornare qualche mese l’anno, ma non tutta la vita.”
Hai conosciuto in questo viaggio qualche ragazza che vorresti incontrare di nuovo? E magari sposarla?
“Sposare no, non credo nell’istituzione del matrimonio. Piuttosto nei sentimenti senza necessità da parte della società di riconoscerli. Spero però che, al di là di questi due mesi a Bali, potrò tornare a rivedere María. Durante o al termine del viaggio in bici.”
Da italiano, come ti sei trovato con il cibo?
“Molto bene, per quanto ami il cibo italiano che resta al top (vero pane, pasta, pizza, …), mi abituo senza problemi alle cucine locali. Sempre sorprendenti e soddisfacenti. Molto buono il nasi goreng, il gado gado e il martabak indonesiani, e il pad thai tailandese.”
Continui a trovare tanta solidarietà come hai raccontato l’ultima volta?
“Sempre! La gente è sempre disposta ad aiutare un cicloviaggiatore in difficoltà. L’Indonesia rimane al top ma anche in Malesia e Thailandia ho trovato tantissima gente alla quale mi sono affezionato.”
Il posto più bello che hai visto dall’ultima volta che ci siamo sentiti
“Per quanto riguarda le città sono rimasto affascinato dalle Petronas Tower illuminate di notte a Kuala Lumpur, e dalla ordinata, funzionale ma altrettanto piacevole Singapore. Per quanto riguarda la cultura i templi tailandesi sono i più belli con le statue giganti del Buddha e le stupe.
Per quanto riguarda le spiagge la Railey West Beach è senza dubbio uno spettacolo assoluto dove le scogliere con la vegetazione tropicale si tuffano nel mare.
La vista più bella l’ho avuta dalle colline tailandesi dalle quali si apprezza il bosco del Myanmar al di là del fiume KraBuri.”
Il momento più brutto, e quello più bello dall’ultima volta che ci siamo sentiti
“Momenti brutti no, solamente tanta stanchezza che a volte rende tutto difficile. E alcuni episodi poco piacevoli in Thailandia: nella provincia di Ranong è diluviato per tre giorni senza una singola sosta ed era impossibile pedalare. Nella provincia di Chumphon le scimmie hanno assaltato la bici lasciata parcheggiata a un tempio e hanno distrutto un paio di borsoni rubando cibo e altri oggetti. Inoltre, sono caduto e mi si sono infettate le ferite, complici gli insetti che mi assaltavano. Ma da questo episodio è nata una bella amicizia, perché ho avuto la fortuna di conoscere Siwat che mi ha portato in ospedale, e in seguito mi ha ospitato, offerto da mangiare e soprattutto portato in giro per farmi conoscere Bangkok. Sicuramente l’episodio più bello della Thailandia.”
Cosa vorresti dire ai tuoi genitori, che non vi siete già detti nelle volte che li hai sentiti?
“Di non preoccuparsi che sto benissimo, che mi mancano, ma non troppo eh!”
E ai tuoi amici?
“Mi piace viaggiare da solo, ma sicuramente mi mancano gli amici con cui condividere un pomeriggio, una chiacchierata. Che sarebbe bello rivederli presto per ridere insieme a Roma, o che venissero a trovarmi in Asia che si sta bene!”.












