L’asilo nido comunale di Cerveteri chiude con circa 2 settimane di anticipo, Gubetti: “Rimborseremo i genitori”
A seguito di alcune mail inviate da diversi genitori, la ASL ha realizzato un sopralluogo presso l’asilo nido comunale di Cerveteri. Ciò che è emerso ha portato a un’ordinanza sindacale che ha comportato la chiusura temporanea della struttura. Sembrerebbe che diverse delle stanze all’interno del plesso avessero una temperatura di oltre 30°. Insomma, una condizione di lavoro quasi estrema per gli insegnanti, ma anche di difficile sopportazione per bambini tra 0 e 4 anni. Pare che la cooperativa denunciasse da tempo questo problema e che gli impianti di raffreddamento previsti risultassero spenti o non funzionanti. Per ovviare al problema, il Comune, già dallo scorso anno, aveva fornito degli impianti di raffreddamento mobili (meglio conosciuti come pinguini). Tuttavia, l’ondata di calore di quest’anno è stata violenta e questa soluzione si è rivelata insufficiente. Come anticipato, la ASL ha richiesto al Sindaco di agire e così è stato.
La chiusura è passata un po’ in sordina, almeno per coloro che non ne sono stati toccati direttamente. E’ stato il consigliere Piergentili che nell’ultimo Consiglio Comunale è rimasto sbalordito dalla mancata comunicazione del Sindaco a riguardo e, per questo, abbiamo deciso di approfondire. Per farlo, abbiamo contattato la consigliera Vilma Pavin e l’ex consigliera Anna Lisa Belardinelli, che avevano segnalato il problema già nei giorni scorsi. “Si doveva intervenire quando la cooperativa ha segnalato il problema. Non è che gli uffici pubblici chiudano quando fa caldo – ha esordito la Belardinelli – non mi sembra che abbiano chiuso tutti gli asili nido d’Italia. Sono problemi gravi e soprattutto trovo la mancata comunicazione all’inizio del consiglio comunale un gesto irrispettoso. Hanno creato un disagio importante con questa chiusura anticipata. Per fare questi lavori serve una spesa ingente e i fondi come al solito non ci sono, poi ci preoccupiamo delle feste. Ricordo che l’assessore alla cultura è anche assessore all’istruzione. Non solo, sono 2 mesi che siamo senza assessore ai lavori pubblici, dimesso e non ancora sostituito. Se a settembre ci sarà una nuova ondata di calore? E a prescindere il problema si ripresenterà il prossimo anno. Vediamo se a dicembre prevedranno dei soldi, questo ci aspettavamo dal Sindaco, volevamo capire che tipo di soluzione volesse adottare. Invece, silenzio totale, quasi a glissare il problema”.
“Soprattutto come la mettiamo con lo staff dell’asilo nido che non sa ancora niente sulla riapertura. Cosa succederà a loro per queste 2 settimane di mancato lavoro?” si è chiesta la consigliera Pavin. “I genitori hanno dovuto provvedere privatamente per risolvere il problema. L’asilo nido è una necessità per quelle famiglie che lavorano e che contano su questo tipo di supporto. Chi ridarà loro questi soldi?”.

Per cercare le risposte a questi quesiti, abbiamo telefonato al Sindaco Gubetti. “Questa struttura è stata realizzata non dal Comune di Cerveteri, ma dalla Regione Lazio con fondi regionali e con un progetto regionale. Ci sono 20 strutture come questa in tutto il Lazio. Il progetto non prevedeva nessun sistema di raffrescamento. L’edificio rispetta tutta una serie di parametri che lo rendono altamente qualificato, ma non prevedeva questo impianto. E’ un problema che è di tutti gli asili nido pubblici. Questa struttura è aperta da 3 anni ed è il primo in cui siamo dovuti ricorrere a un’ordinanza di chiusura perché l’ondata di calore è stata veramente violenta. Negli anni scorsi, eravamo riusciti a tamponare con i sistemi di raffrescamento mobile”.
“La Regione ci impedisce di bucare i muri per mettere i tubi di scarico del condizionamento perché altrimenti perdiamo la certificazione. C’è una complessità di tipo tecnico. L’unica strada percorribile, dopo aver sentito il progettista, è aggiungere una macchina per il raffrescamento a quella già esistente per il riscaldamento. Un intervento abbastanza oneroso, ma fattibile e la nostra idea è quella di realizzarlo. Altrimenti, dovremmo chiudere prima e allineare l’asilo nido comunale alle date delle altre scuole, ma questa è una scelta difficile e vorremmo garantire questo servizio nel modo più ampio possibile”.
“La Filaf ha detto che restituisce ai genitori la quota parte della retta dei giorni in cui non hanno fruito del servizio. Inoltre, il Comune rimborserà le spese sostenute dalle famiglie per i centri estivi che hanno accolto i bambini in questi 10 giorni. Devono tenere le fatture e saranno rimborsati”.
Seguiranno aggiornamenti per capire anche se i lavoratori verranno pagati interamente o se questo problema ricadrà su di loro.









