di Giovanni Zucconi
La Necropoli della Banditaccia prende il suo nome dal fatto che, verso la fine dell’Ottocento, quella zona veniva “bandita”, cioè veniva affittata dai proprietari,attraverso un bando, alla popolazione locale.
Nel 2024, questo rito si è ripetuto, anche se in forma completamente diversa. E che cambierà il mondo e la pelle delle Associazioni divolontariato archeologico che operano a Cerveteri. Stavolta il bando non è stato emesso da nobili famiglie proprietarie terriere per affittare un lotto di terra ai poveri contadini locali. Ma dal Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, per proporre alle Associazioni di volontariato archeologico di sottoporre dei progetti di manutenzione, di prevenzione e di valorizzazione delle aree esterne al recinto, diventate definitivamente Parco nel novembre 2023.



È importante sottolineare come questo bando sia un unicum mondiale. Anche in Italia non era mai successo che delle Associazioni di volontariato fossero coinvolte, a questo livello, da un Parco archeologico. Se non prendiamo atto di questo fatto, e che il coinvolgimento non era per nulla scontato, non possiamo renderci conto dell’importanza di quello che è successo a Cerveteri in questi mesi. Di come il Direttore del Parco, Vincenzo Bellelli, abbia voluto sperimentare un coinvolgimento dei Volontari ad un livello mai tentato in un’istituzione di questo tipo. Nel Parco di Pompei, tanto per fare un solo esempio, non è che troverete mai dei volontari archeologici che vi operano.
Questa premessa è per introdurre che ieri, all’interno della Sala Mengarelli della Necropoli della Banditaccia, è stata illustrata, in vista della firma che dovrebbe avvenire la prossima settimana, la Convenzione che regola e stabilisce le attività che le Associazioni di volontariato che hanno vinto il Bando,potranno o dovranno svolgere. Queste associazioni, è già noto, sono: la Sezione di Cerveteri-Ladispoli-Tarquinia del Gruppo Archeologico Romano, il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, Il Lucumone e ilNucleo Archeologico Antica Caere.
La presentazione è stata tenuta dal funzionario archeologo, dott. Alberto Villari, responsabile di questo progetto. Ad accompagnarlo nella presentazione è stato l’architetto Tommaso Vagnarelli del Politecnico di Torino. Che, insieme aEmanuele Morezzi, professore di “Restauro architettonico al dipartimento di architettura e design”, saranno i coordinatori scientifici delle attività dei Volontari.
La presentazione è stata lunga ed articolata. Erano molte le cose da comunicare e condividere. Vediamo quali sono gli aspetti più importanti di questa convenzione. Quelli che cambieranno la pelle delle Associazioni a Cerveteri.Innanzitutto, dopo la firma, le Associazioni dovranno presentare un documento che contiene tutti i progetti e le attività che intende compiere, nei prossimi dodici mesi, all’interno delle aree che gli verranno assegnate. Quello che già le Associazioniche hanno delle convenzioni con la Soprintendenza sono da sempre obbligate a fare. Quindi, adesso per tutte le Associazioni, sarà necessario pianificare le attività dell’anno in corso in un contesto progettuale integrato alle strategie complessive del Parco.



Le attività previste dalla convezione, e che tutte le associazioni saranno tenute a svolgere senza trascurarne od ometterne nessuna, non riguardano solo le consuete attività di ripulitura. Ed è questa l’altra sostanziale novità. Oltre alla manutenzione e alla prevenzione, le associazioni dovranno tenere una traccia sistematica dell’evoluzione delle aree a loro assegnate. Quello che nella convenzione sono chiamate “attività a supporto della Conoscenza”. In altre parole, è previsto che i volontari aggiornino periodicamente una piattaforma informatica che permetterà un costante monitoraggio dello stato del verde infestante, soprattutto di quello legnoso, e dello stato dei monumenti. Questo monitoraggio permetterà al Parco di intervenire, anche con dei restauri mirati, sulle emergenze prima che queste raggiungano delle situazioni irreversibili o non più recuperabili.
Sonopreviste, altra novità,anche delle attività culturali da organizzare all’interno del Parco, e un’assistenza ai visitatori delle aree esterne.
Tutte queste attività da parte delle associazioni dovranno essere relazionate periodicamente in opportune riunioni previste durante l’anno.Dove si condivideranno gli avanzamenti rispetto ai progetti presentati.
Qualcuno la chiamerà sicuramente“burocrazia”. Per me è il segnale che Cerveteri sta finalmente cominciando a diventare una città normale. Che non ha più bisogno di Volontari Eroi che devono salvare il mondo, ma di normali Volontari al servizio di una causa comune. Volontari organizzati in solide associazioni, opportunamente formati nei compiti che dovranno svolgere, e supervisionati da responsabili istituzionali che devono garantire la qualità dei lavori e il raggiungimento degli obiettivi di conservazione e di valorizzazione.
Ho parlato prima di volontari opportunamente formati. Questa è un’altra novità introdotta dalla Convenzione. Tutte le Associazioni si impegnano ad essere coinvolte in un percorso obbligatorio di formazione teorico, metodologico e operativo. Così da acquisire gli strumenti minimi necessari per operare efficacemente e professionalmente all’interno del PACT.
Questo è quello che oggi è ancora solo sulla carta della Convenzione. Bisognerà lavorare affinché la teoria e gli impegni si traducano in risultati tangibili. Non sarà un lavoro facile. Perché, come abbiamo già detto, non ci sono esperienze simili da cui trarre ispirazione. Il primo anno, ce lo siamo già tutti condiviso, sarà un anno di sperimentazione e di affinamento degli strumenti e dei protocolli che ci siamo dati. Non sarà facilissimo. Ci sarà bisogno di pazienza e di rispetto da ambo le parti. Ma le condizioni per fare bene ci sono tutte.
Vorrei chiudere con l’ultimo aspetto di novità importante introdotto dalla convezione con il PACT. Forse il più sfidante di tutti, anche se non sembra. Dopo anni in cui le Associazioni si sono sempre dette, in ogni incontro, che bisognava fare qualcosa insieme, non limitandosi a coltivare solo il proprio orticello, adesso il PACT ha creato le condizioni affinché questo possa accadere veramente. Ha previsto delle aree che non ha assegnato direttamente a nessuna delle Associazioni vincitrici del bando. Sono aree dove le associazioni potranno e dovranno presentare dei progetti di attività da svolgere insieme,e con obiettivi decisi insieme.
Questo potrà sembrare un aspetto secondario della convenzione. E forse lo è in termini di raggiungimento degli obiettivi. Ma per chi il volontariato lo vive da quasi trent’anni, si aprono degli scenari a cui ci si dovrà abituare, ma che renderanno ancora più sano e accogliente il mondo delle Associazioni.
Tanto per cominciare, per la prima volta a mio ricordo, i soci delle quattroassociazioni di volontariato archeologico hanno mangiato tutti insieme una pizza venerdì scorso. E la prima ricognizione delle aree del PACT che verranno assegnate, con un atto simbolico potente e non scontato, si è deciso di effettuarla tutti insieme. Ma insieme veramente.
Sembrano gesti piccoli e quasi banali. Come piccolo era il primo passo di Amstrong sulla Luna.









