Installati nuovi arredi all’interno della necropoli della Banditaccia
di Giovanni Zucconi
Quando pensi ai lavori all’interno della Necropoli della Banditaccia, ti vengono solitamente in mente solo attività di manutenzione ordinaria. Tipo la pulizia del verde infestante. Non eravamo più abituati a vedere lavori che avessero come obiettivo il miglioramento dell’estetica del luogo, o il potenziamento funzionale delle sue strutture ricettive.
Tutto questo fino a ieri. Quando abbiamo potuto ammirare, all’interno del recinto della necropoli della Banditaccia, tutte le novità che il Direttore Vincenzo Bellelli e i suoi collaboratori hanno ideate e fatte installare. Il risultato è indubbiamente un Parco più bello. Sottolineo Parco, perché ricordiamoci sempre che finalmente a Cerveteri e a Tarquinia c‘è un Parco Archeologico e non solo una necropoli.
Che cosa è stato installato di nuovo? Tra le altre cose, una nuova cartellonistica, nuove mappe e nuovi arredi. Nuovi tavoli dove sostare, e finalmente delle panchine per sedersi e ammirare, senza fretta, le meraviglie, non solo archeologiche, che solo nel nostro Parco possiamo contemplare.
Intervista al Direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Vincenzo Bellelli
Per approfondire queste novità, e soprattutto per conoscere i progetti futuri, abbiamo intervistato proprio il Direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Vincenzo Bellelli. Che ringraziamo per la sua cortese disponibilità.
Ha fatto un certo effetto vedere gli interventi che avete realizzato all’interno del recinto della Banditaccia. Era veramente molto tempo che non si faceva nulla per abbellire, e rendere più fruibile la necropoli di Cerveteri. Sono all’interno di un progetto più ampio che si sta sviluppando, e che avrà bisogno di tempo per concludersi?
“La necropoli della Banditaccia non è un sito qualunque, è un parco all’interno di un Parco più grande, con decine di percorsi che si snodano nel verde, fra tumuli, file di tombe “a dado” e siepi. Questo sito straordinario, che un po’ assomiglia a un’area archeologica e un po’ a un giardino all’inglese, richiede da parte nostra molta cura. Contestualmente alla manutenzione del verde, stiamo intervenendo con una strategia articolata di breve termine anche sull’arredo “urbano”, che porterà ad ampliare i servizi offerti al pubblico e a rendere sempre più piacevole e istruttiva la visita. Come ebbe a dire uno dei fondatori del FAI, Renato Bazzoni, in fondo chi visita un museo, un sito archeologico o un giardino storico è prima di tutto una persona che cammina, si stanca, ha sete, fame, bisogno di sedersi… Abbiamo installato panchine, nuovi cestini porta-rifiuti, rastrelliere per biciclette, contenitori per la raccolta differenziata e per le deiezioni canine in diversi punti della necropoli. Nella pineta intorno alla sala Mengarelli abbiamo rinnovato la dotazione dei tavoli e delle panche di legno; alcune panchine metalliche con seduta e schienale curvi sono state posizionate intorno alle querce per sfruttare il fresco e l’ombra. Stiamo rinnovando veste grafica e contenuti dei pannelli didattici.”
Ci può dare qualche anticipazione?
“Il nostro obiettivo di lungo termine è ampliare l’accessibilità del sito e migliorare la qualità dell’accoglienza. Nel prossimo triennio utilizzeremo i fondi del PNRR della linea di investimento 1.2 di cui il Parco è beneficiario per ampliare l’area aperta al pubblico, e per rendere sempre più accessibili i monumenti. Sia dal punto di vista fisico che cognitivo. I fondi della linea di investimento 1.3, destinati all’efficientamento energetico consentiranno, auspicabilmente, di intervenire anche su tutti gli edifici accessori del Parco, e sui musei, adeguando la rete impiantistica.”
Immagino che lo stesso progetto si stia sviluppando anche a Tarquinia


“Certamente. A Tarquinia stiamo intervenendo con la stessa strategia, ma ovviamente le problematiche sono diverse. I punti sosta sono già presenti e gli sforzi di migliorare l’accessibilità sono concentrati sulle tombe dipinte. Anche i problemi conservativi sono diversi: a Tarquinia la cura maggiore è per il monitoraggio dello stato delle pitture.”
Quali sono gli eventi più significativi che avete previsto per questa estate a Cerveteri e a Tarquinia?
“Il Parco sarà sempre aperto, tutta l’estate, come sempre. In concomitanza con le manifestazioni storiche del periodo estivo di questo tratto della Maremma laziale, ovvero Divino etrusco e la Sagra dell’uva e del vino dei Colli Ceriti (a fine agosto), organizzeremo aperture ed eventi straordinari, in particolare presso i nostri Musei. Attualmente è in corso a Tarquinia il festival “Paesaggi dell’arte 2023”, che prevede alcune serate anche alla necropoli del Calvario. Le prossime date sono il 7 e l’8 luglio, con inizio alle ore 19.00: si esibirà il trio Euterpe. Altre manifestazioni si svolgeranno sia a Cerveteri che a Tarquinia ad agosto e settembre con la collaborazione delle associazioni culturali del territorio che hanno risposto all’avviso pubblico di manifestazione di interesse che abbiamo pubblicato alcune settimane fa. Stiamo definendo il programma proprio in questi giorni.”


Non ci sono ancora dati ufficiali, o per lo meno non sono a nostra conoscenza. Ha qualche dato sull’andamento dei visitatori nel 2022 e nel 2023 nei due siti Unesco di Cerveteri e Tarquinia?
“I dati in nostro possesso sul numero dei visitatori e degli incassi nel 2022 e nel primo semestre del 2023 sono molto positivi. Nel 2022 i visitatori sono stati circa 135.000. Nei primi cinque mesi del 2023 i visitatori sono stati complessivamente già 90.000 circa. Ciò indica un progressivo riallineamento dei dati rispetto a quelli pre-pandemici, con una tendenza in aumento molto incoraggiante. In entrambe le rilevazioni bisogna però considerare che nel caso dei biglietti cumulativi di sito, la presenza è stata registrata soltanto per il sito di emissione del biglietto e non è stata conteggiata, purtroppo, anche per l’altro sito (museo o necropoli) che il visitatore ha verosimilmente visitato con lo stesso biglietto. La stessa cosa accade per i biglietti di tipo “circuito”, in cui il biglietto emesso (e la presenza rilevata) è soltanto 1 ma i siti visitati potenzialmente sono in realtà ben 4! Insomma, la rappresentazione statistica del numero dei visitatori del Parco non corrisponde al flusso effettivo, che è molto maggiore.”









